La vittoria di Alex Aranburu © Photo Gomez Sport
La vittoria di Alex Aranburu © Photo Gomez Sport

Sul ponte sventola bandiera basca

Seconda tappa dell’Itzulia nel segno dei corridori di casa dell’Astana: assolo vincente di Alex Aranburu, secondo Omar Fraile

L’assolo di Alex. Un basco vince nella sua terra: con un colpo da finisseur costruito in discesa per poi resistere nell’ultimo, duro tratto che portava all’arrivo in salita, Aranburu (Astana Premier-Tech) ha vinto la seconda tappa del Giro dei Paesi Baschi, 154.8 km da Zalla a Sestao. Quarta vittoria per il 25enne, tutte ottenute in Spagna. Quella che si è regalato sul traguardo posto a 90 chilometri da dov’è nato sicuramente è la più prestigiosa (finora). Settimo alle ultime due Milano-Sanremo, corridore completo e regolare nei piazzamenti, Aranburu ha giovato anche del lavoro dei suoi compagni, con gli altri due baschi Ion Izagirre e Omar Fraile, più il danese Jakob Fuglsang perfetti nel ruolo di stopper nel drappello, composto da una trentina di corridori, emerso dopo l’ultima salita, La Asturiana. Lo sloveno Primoz Roglic (Jumbo Visma) ha vissuto una giornata tranquilla, mantenendo la maglia di leader: ora guida la generale con un vantaggio di 5″ su Aranburu.

Dopo la fuga di giornata, animata da sette atleti, la corsa si accende ai piedi dell’ultima salita. Venti chilometri per giocarsi la tappa, era difficile ipotizzare stravolgimenti di classifica che infatti non sono arrivati. Una volta ripreso lo spagnolo Oscar Cabedo (Burgos-BH), l’ultimo ad arrendersi tra i fuggitivi – gli altri erano stati il neerlandese Martijn Tusveld e lo statunitense Kevin Vermaerke (Team DSM), il belga Ben Hermans (Israel Start-Up Nation), il neerlandese Ben Gastauer (AG2R Citroen Team), gli spagnoli Mikel Iturria (Euskaltel-Euskadi) e Jon Irisarri (Caja Rural – Seguros RGA) -, a rompere gli indugi sono stati lo sloveno Tadej Pogacar (UAE-Team Emirates) e il francese David Gaudu (Groupama – FDJ). I due scelgono il tratto più aspro dell’ascesa per provare ad andarsene, poco dopo cade l’ecuadoriano Richard Carapaz (Ineos Grenadiers). Il canadese Michael Woods (Israel Start-Up Nation) si spende in prima persona per chiudere, su di lui si porta il danese Jonas Vingegaard (Jumbo Visma): il gap viene colmato. La salita non è impossibile, ne esce un’andatura elevata che produce una certa selezione: davanti rimangono una trentina di corridori. Il tedesco Maximilian Schachmann tenta l’allungo, Roglic lo segue: sui due si portano lo statunitense Brandon Mcnulty (UAE-Team Emirates) e il colombiano Sergio Higuita (EF Education–Nippo). Ai -2 dall’ultimo dei 3 Gpm di giornata il quartetto accelera, mette insieme un margine di 14″ mentre Carapaz accusa un ritardo di oltre 1′.

Il tentativo è però destinato a naufragare: McNulty e Higuita provano a rilanciare l’azione salutando i compagni di fuga, ma anche questa sortita viene riassorbita dal gruppo. Mancano una decina di km all’arrivo, l’Astana inizia a imbandire la tavola per quello che sarà il primo successo del 2021. Prima un tentativo di Fraile, utile a far spendere qualche energia per spianare a stretto giro l’azione di Aranburu, il quale parte deciso e trova terreno fertile nella mancata reazione del gruppetto. In discesa il basco non appare stilisticamente perfetto, ma è efficace: pennella le curve con precisione, mette insieme un vantaggio che arriva a 24″ ai -6.5. Non è finita, però, perché – terminata la discesa e dopo un breve tratto in pianura, c’è l’ultimo ostacolo: 1.1 km che salgono, Aranburu non molla. Si guarda indietro un po’ troppo spesso, lascia per strada qualche secondo, ma vince nella sua terra.

Festa doppia per la squadra kazaka, che piazza Fraile al secondo posto a 15″; a chiudere la top ten di giornata – con lo stesso distacco -, Pogacar, Gaudu, Woods, Roglic, Schachmann, lo spagnolo Mikel Landa (Bahrain–Victorious), Higuita e lo spagnolo Alejandro Valverde (Movistar Team). Nella generale, dopo Roglic e Aranburu, troviamo Mcnulty a 6″, Pogacar a 24″, il britannico Adam Yates (Ineos Grenadiers) a 28″, Schachmann a 31″, Vingegaard a 32″, Fraile a 34″, il neerlandese Wilco Kelderman (BORA-Hansgrohe) – protagonista di una caduta – a 40″, lo spagnolo Pello Bilbao (Bahrain–Victorious) a 42″. Domani, mercoledì 7 aprile, la terza tappa: 167.7 km da Amurrio a Ermualde con poca pianura. Ma non è una novità, per questo Giro dei Paesi Baschi.

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