Mathieu Van der Poel e la dedica a nonno Raymond Poulidor
Mathieu Van der Poel e la dedica a nonno Raymond Poulidor

Grazie per tutte queste emozioni, Mathieu!

Tour de France, Van der Poel superbo a Mûr-de-Bretagne: fa il vuoto due volte, fa incetta di abbuoni, vince la tappa, si veste di giallo, scoppia in un pianto irrefrenabile. Tutto per nonno Raymond. Grande battaglia con Pogacar-Roglic

Il ciclismo più bello del millennio, e non pare possibile dubitare di tale assunto, è quello che tutti i giorni abbiamo davanti agli occhi noi fortunati amanti di questo sport contemporanei di Mathieu Van der Poel e Tadej Pogacar, e ci limitiamo a loro due in quanto massimi rappresentanti della categoria quest’oggi nella seconda tappa del Tour de France. Mathieu aveva un progetto, già ieri a dire il vero: vestirsi di giallo, oltre a vincere la tappa, certo, ma quel giallo sempre sfuggito a suo nonno, ricordato anche con quella bellissima maglia speciale ieri dalla Alpecin-Fenix, quel giallo era l’idea fissa del nipotino.

Non poteva accettare di aver mancato l’obiettivo ieri, e allora oggi per riuscirci ha voluto fare le cose in grande: si scalava due volte il muro d’arrivo, e nella prima c’erano in palio degli abbuoni. Van der Poel è scattato allora già al penultimo giro, si è preso gli 8″ per il primo, e ha rinviato al secondo passaggio la stoccata decisiva. Arrivata, puntuale, a 800 metri dal traguardo. Tra abbuoni (anche 10″ all’arrivo) e vantaggio su tutti gli altri, MVDP ha costruito così la sua sospirata maglia gialla, indossata con gran merito e gioia.

E non potremo dimenticare le lacrime, copiose, cadute sul suo viso stravolto dalla fatica e dall’emozione, dopo la tappa e prima delle premiazioni, seduto da una parte, inconsolato da un paio di uomini del suo staff, un pianto lungo, intenso, nel quale abbiamo anche avuto pudore di essere coinvolti per mezzo dell’occhio indiscreto delle telecamere. Momenti bellissimi, però.

Avevamo citato Pogacar? Ovvio, è lui l’altro vincitore oggi, abbuoni a pioggia per lui e la soddisfazione di precedere in un paio di sprint Primoz Roglic; certo il risvolto della notizia è che l’altro sloveno è sempre lì, sulla ruota di Tadej, pronto a reagire e di sicuro non orientato a lasciar cose intentate da qui a Parigi. Piccolo cambio di equilibri in casa Ineos, squadra in cui oggi è stato Richard Carapaz ad andar meglio di Geraint Thomas (che ha perso qualche secondo di troppo), certo la crono di mercoledì attende l’ecuadoriano a una giornata complicata.

Cronaca di tappa. Seconda frazione del Tour de France 2021 da Perros-Guirec a Mûr-de-Bretagne Guerlédan, 183.5 km di pianura mossa, insomma la tipica pianura francese, molto mossa a tratti e in particolare nel finale, con due passaggi sulla rampa d’arrivo. Non partito Marc Soler (Movistar), alle prese con le fratture rimediate ieri. Dopo un iniziale tentativo di Loïc Vliegen (Intermarché-Wanty) è stato di nuovo Anthony Perez (Cofidis, Solutions Crédits) a dare il via alla fuga buona, al km 8, stavolta insieme a Jonas Koch (Intermarché), e subito dopo si sono accodati Edward Theuns (Trek-Segafredo) e Simon Clarke (Qhubeka-Nexthash). Le motivazioni di Perez risiedevano nella sua ossessione per la maglia a pois, sfuggitagli per poco ieri ma nel mirino ancora oggi (e domani, come l’anno scorso e come sempre per lui).

E naturalmente se un pretendente alla classifica Gpm si muove, è facile vedere la reazione di chi quella graduatoria attualmente la guida, Ide Schelling: e infatti l’olandese della Bora-Hansgrohe si è messo in caccia ed è riuscito a rientrare, insieme a Jérémy Cabot (TotalEnergies) al km 18: sei all’attacco, fuga definita, vantaggio massimo di 4’05” al km 45, e lotta per i punticini Gpm destinata ad appassionare lo spettattore. La Côte de Sainte-Barbe (km 73) ha regalato un punto a Perez, che ha così agganciato Schelling a quota 3. Quindi, dopo che Theuns si è aggiudicato il traguardo volante di Plouha al km 85 (Caleb Ewan ha sprintato per primo in gruppo), una volata tiratissima (in pratica di 2 km…) ha permesso a Schelling di precedere Perez in cima alla Côte de Pordic (km 103), sicché il detentore della maglia si è riportato in vantaggio sullo sfidante, 4-3.

Intanto che il gruppo si riavvicinava, grazie all’intervento di altre squadre accanto alla Deceuninck-Quick Step che aveva lavorato fin lì (in realtà aveva lavorato sempre il solito, come sapete bene: Tim Declercq), la fuga è esplosa, più che altro perché gli astanti non interessati ai pois si erano stufati delle strappate e controstrappate dei due contendenti, sicché Theuns ha deciso di salutare la compagnia e se n’è andato a circa 70 km dalla fine, transitando di lì a poco in solitaria sulla Côte de Saint-Brieuc, a 68 km dalla fine. Clarke è caduto su un tratto di discesa, e come gli altri ex fuggitivi è stato poi ripreso dal gruppo; “come gli altri” a parte Cabot, che invece con una certa tenacia è rimasto lì a inseguire Theuns, fino a riportarsi su di lui ai -66. Il gruppo a quel punto stazionava a 1’40”.

I due, in ottimo accordo, hanno pure riaumentato il margine fino a 2’10” ai -45; Theuns lo conosciamo come buon corridore da classiche del nord, pure parecchio veloce; Cabot invece è al suo secondo anno da professionista nonostante sia già quasi trentenne, ma prima di darsi interamente al ciclismo (nella Continental Roubaix Lille Métropole nel 2017) ha finito di studiare ingegneria. Insomma prima il dovere, poi il Tour de France (nel frattempo si è messo in luce a Épinal domenica scorsa, quinto al campionato nazionale francese vinto da Rémi Cavagna).

Ai -21, rimasto un minutino di vantaggio, Theuns ha deciso che in ogni caso non gli interessavano i titoli di Cabot e l’ha staccato con uno scatto secco prima di approcciare la Côte du Village de Mûr-de-Bretagne, terz’ultimo Gpm di giornata, ancora un quarta categoria; il belga ha fatto giusto in tempo a prendersi il punticino ed è stato ripreso dal gruppo in cima, ai -18. Una brevissima discesina e si era già sulle rampe della strada di Mûr-de-Bretagne, con la Bahrain-Victorious a fare il ritmo, ma il lavoro degli uomini di Sonny Colbrelli è saltato subito sull’attacco improvviso di Mathieu Van der Poel ai -17 (a 1700 metri dalla vetta). L’olandese della Alpecin-Fenix non ha fatto il vuoto anche perché la UAE-Emirates di Tadej Pogacar ha alzato ancora il ritmo dietro.

Mathieu ha preso una decina di secondi, ma la volata per il Gpm stavolta l’avrebbero fatta tutti: c’era infatti in palio il Bonus che al Tour premia i passaggi su determinate salite, 8″ al primo, 5″ al secondo e 2″ al terzo. MVDP è passato per primo, ma sprintando gli sono arrivati in scia Pogacar e Primoz Roglic (Jumbo-Visma); con loro c’era pure la maglia gialla Julian Alaphilippe (Deceuninck), rimasta a secco nell’occasione, e nemmeno desiderosa di contribuire a un’azione a cui invece proprio Pogacar avrebbe voluto dare respiro, e nella quale, oltre ai due sloveni, a Mathieu ed eventualmente all’iridato, ci sarebbe stato pure Richard Carapaz (Ineos Grenadiers), per dire la qualità potenziale del drappello.

E niente, il colpo gobbo non è andato, il gruppo dei migliori si è ricompattato poco dopo il Gpm (ai -14) e tutti si sono mentalizzati verso il secondo e decisivo passaggio da Mûr-de-Bretagne. Tra i non pochi staccati sul primo transito, Peter Sagan (Bora), Benoît Cosnefroy (AG2R Citroën) e Philippe Gilbert (Lotto Soudal). La Alpecin ha continuato a presidiare le prime posizioni per tenere Van der Poel davanti, condividendo la testa del gruppo con gli Ineos. Proprio i Granatieri hanno allungato in maniera decisa il gruppo nell’avvicinamento alla rampa, approcciata a mille all’ora ai 2 km.

Sullo stesso punto del precedente scatto di Mathieu, ai 1700 metri si è mosso il suo compagno Xandro Meurisse, con Davide Formolo (UAE) a ruota). Il belga è saltato però presto, ma pure Roccia non è durato tanto di più, ed è stato ripreso ai 1400 dal gruppo sempre tirato (per il collo) da Richie Porte. Ai 1300 metri Nairo Quintana (Arkéa Samsic) ha fatto lo scatto che non ti aspetti, sul punto più duro, e la reazione principale è stata quella di Van der Poel, che ha chiuso su Nairo ma portandosi dietro il resto del gruppo dei migliori.

A questo punto, ai 900 metri, Sonny Colbrelli ha giocato la carta dello spariglio, anticipando; ma il neocampione italiano ha subìto anche lui la reazione di MVDP, e di Pogacar e Roglic, sempre perfettamente sul pezzo. Mathieu non aveva più pazienza. E allora agli 800 metri è scattato, ancora una volta, quella giusta. Il Fenomeno ha salutato tutti e ha volato quelle centinaia di metri che lo separavano dalla vittoria, tanto sospirata per onorare la memoria di suo nonno Raymond Poulidor, puntualmente indicato, dito al cielo, al momento di varcare la linea d’arrivo.

A 6″ da WonderPoel lo stesso ordine d’arrivo del primo giro, ovvero Pogacar davanti a Roglic. Coi due c’era pure Wilco Kelderman (Bora). La somma degli abbuoni, allora: 18″ Mathieu, 11″ Tadej, 6″ Primoz. A 8″ Alaphilippe ha preceduto Bauke Mollema (Trek), Jonas Vingegaard (Jumbo), Sergio Higuita (EF Education-Nippo), Pierre Latour (TotalEnergies) e Jack Haig (Bahrain). Un gruppetto, questo a 8″, comprendente anche quasi tutti i big della classifica e dintorni, a eccezione di: Geraint Thomas (Ineos), Miguel Ángel López (Movistar), Jakob Fuglsang (Astana), Vincenzo Nibali (Trek), Wouter Poels (Bahrain), cronometrati a 23″; Lucas Hamilton (BikeExchange) a 28″; Daniel Martin (Israel Start-Up Nation) a 36″; Richie Porte (Ineos) a 42″; Tiesj Benoot (DSM) a 51″.

Tutto ciò si traduce in questa nuova classifica: Mathieu Van der Poel è la nuova maglia gialla, con 8″ su Alaphilippe, 13″ su Pogacar, 14″ su Roglic, 24″ su Kelderman, 26″ su Haig, Mollema, Higuita, Vingegaard e David Gaudu (Groupama-FDJ). Domani con la terza tappa del Tour de France 2021 si apre una fase di alte velocità, la Lorient-Pontivy misura 182.9 km e sarà quasi certamente terreno di raccolto per gli sprinter. Solo una raccomandazione: ragazzi, non andate troppo forte!

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