Tadej Pogacar impegnato nella crono al Tour de France © ASO
Tadej Pogacar impegnato nella crono al Tour de France © ASO

Il Tadej-Day va in scena già nella prima crono

Sganassoni di Pogacar al Tour de France: vince la prova contro il tempo, rifila distacconi a tutti i rivali, evita accuratamente di soffiare la leadership in classifica a Van der Poel, che domani ripartirà in giallo

Il ragazzino ha l’abilità di fare sembrare ragazzini tutti gli altri, quando scende in strada. Si chiamino come vogliono, al suo cospetto sembrano pulcini bagnati, e oggi la prima cronometro del Tour de France ha ribadito un concetto che dopo La Planche des Belles Filles 2020 era moderatamente chiaro: Tadej Pogacar è un campione vero. Non occorrevano i 27 chilometri odierni per fissare le idee degli indecisi: come diceva quello, “chi voleva capire ha già capito da tempo”. Ma di sicuro una rinfrescata male non fa; non ne fa più che altro al 22enne sloveno, che si ritrova lanciatissimo come nei migliori progetti di ripetizione della magia gialla.

Ne fa (di male), e tanto, a tutti i rivali di Tadej. I distacchi all’arrivo raccontano molto più di qualsiasi parola. Stefan Küng (Groupama-FDJ), secondo, è l’unico ad aver preso un distacco inferiore al secondo al chilometro, 19″ per lui e la delusione di venir superato nel finale dal diavolo della UAE-Emirates; segue Jonas Vingegaard (Jumbo-Visma) a 27″ tondi, esattamente uno al km. Wout Van Aert lo aspettavamo a una grande prova, ma la condizione non è ancora quella smagliante di quella famosa Strade Bianche (né del successivo Tour), per cui il RollingStone di Herentals si accontenta del quarto posto a 30″ dal vincitore. E poi Mathieu Van der Poel, autore di una cronometro davvero gagliarda e piena di personalità, che gli ha permesso di salvare la gialla oltre che di chiudere al quinto posto a 31″ dal vincitore, uno solo da WVA, storicamente ritenuto superiore di lui contro il tempo, ma evidentemente non così tanto, a giudicare da questo confronto diretto.

Sesto a 37″ ha chiuso Kasper Asgreen (Deceuninck), poi un ammaccatissimo ma non meno determinato del solito Primoz Roglic: il pluricaduto capitano Jumbo ha pagato a Tadej un distacco di 44″. Di già. Come glieli riprendi? Altri nomi: Mattia Cattaneo (Deceuninck) ottavo a 32″, Richie Porte (Ineos Grenadiers) nono a 55″, l’incostante Alexey Lutsenko (Astana-Premier Tech) decimo a 1′. Sempre in quota classifica, citiamo Rigoberto Urán a 1’08” da Tadej, Julian Alaphilippe a 1’11”, Pierre Latour (TotalEnergies) a 1’14”, Geraint Thomas (Ineos) a 1’18”, Steven Kruijswijk (Jumbo) a 1’42”, Richard Carapaz (Ineos) a 1’44”, Enric Mas (Movistar) e Wilco Kelderman (Bora-Hansgrohe) a 1’49”, Jakob Fuglsang (Astana) a 1’52”, Miguel Ángel López (Movistar) a 2’08”; ecco, uno come MAL, come e quando glieli recupera oltre due minuti allo sloveno? Ancor più indietro gente come David Gaudu (Groupama) a 2’14”, Nairo Quintana (Arkéa Samsic) a 2’36”, preceduto di poco (5″) da Vincenzo Nibali (Trek), solo 49esimo al traguardo. Su altri uomini di classifica stendiamo un temporaneo velo.

La classifica conserva lo stesso omone in giallo, Mathieu, ma tutto cambia alle sue spalle: Pogi è ora secondo a 8″, Wout terzo a 30″, Alaphilippe (oggi abbastanza irriconoscibile) scivola in quarta a 48″, mentre sale in quinta Lutsenko a 1’21”; sesto è ora Latour a 1’28”, seguito da Urán a 1’29”, Jonas Vingegaard (Jumbo) a 1’43”, Carapaz a 1’44”, Roglic a 1’48”. Nibali è sceso in 19esima posizione a 2’55”. Le distanze non sarebbero nemmeno ammantate da quel senso di incolmabilità, ma non troviamo aggettivo diverso in questo momento. E tutto sommato, con questo Pogacar occorrerà davvero tanta ma tanta fantasia per trovare le chiavi giuste per stanarlo.

Che poi, detto tra noi, vincere la tappa, rifilare ceffoni ai rivali di classifica MA non prendere la maglia gialla, dando di fatto luogo a quello che in una parola si suol definire capolavoro: si prende tutti i benefici del caso mentre le rogne collegate all’essere troppo presto in testa alla generale vengono lasciate sulle capienti/sapienti spalle di Mathieu. Chi meglio di Tadej in questo momento?

Della Changé-Laval, 27.2 km per la quinta frazione del Tour 2021, che ci resta da dire? Che la piccola impresa di Pogacar ha spazzato via, tra le varie belle prestazioni, quella di Stefan Küng, che però già si era preso le sue soddisfazioni l’altra sera, svizzero in una squadra francese, coi risultati dell’Europeo di calcio, e quindi non poteva pretendere di dettare legge pure al Tour. Ma la sua faccia terrea nel momento di vedere che lo slovenino gli soffiava il successo parziale resterà una pietra miliare dell’attuale Boucle.

Domani si torna a posar piano, la Tours-Châteauroux offre 160.6 km del tutto pianeggianti, a parte quale raro contrafforte, tipo la Côte de Saint-Aignan ancor prima di metà strada: “quarta categoria” è una locuzione che si associa benissimo a “Ide in fuga”.

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