Mark Cavendish vince anche a Valence © AFP - Thomas Samson
Mark Cavendish vince anche a Valence © AFP - Thomas Samson

Cavendish, dica trentatrè: ok, è in perfetta salute!

Un’altra volata vinta da Mark al Tour de France, finalizzato al meglio il perfetto lavoro del treno Deceuninck, battuti Van Aert e Philipsen. Un po’ di ventagli ma classifica immutata con Pogacar in giallo alla vigilia del doppio Ventoux

Tre volate, tre vittorie: Mark Cavendish si può ben vantare del suo punteggio pieno in questo Tour de France 2021, e a questo punto può accarezzare in maniera credibile il record di successi parziali alla Grande Boucle: 33 il britannico, 34 la leggenda delle leggende, Eddy, e ancora qualche frazione da sprint che attende Cannonball e i suoi avversari, che fin qui non sono stati in grado di avversare per niente la ri-esplosione del ricciolino sempre più verde (nel senso della maglia che indossa).

Decima tappa del Tour de France 2021, Albertville-Valence di 190.7 km, e la fuga è partita già al km 2 con Tosh Van der Sande (Lotto Soudal) e Hugo Houle (Astana-Premier Tech). L’azione ha subito trovato spazio, poi dopo una quindicina di chilometri di sonnolenza il gruppo è stato scosso da un secondo attacco promosso da Stefan Küng (Groupama-FDJ) con altri corridori, ma la reazione stavolta c’è stata e il tentativo è stato rapidamente annullato; intanto la coppia in fuga raggiungeva il vantaggio massimo (5’30”) al km 30, quindi Houle si è preso il Gpm di Col de Couz (km 58.5); dietro, a rassicurare tutti, Tim Declercq tirava a regime medio per la Deceuninck-Quick Step.

Un altro momento di interesse è stato in occasione del traguardo volante di La Placette (km 82), posto in cima a uno strappetto e quindi parecchio indigesto per la maglia verde Mark Cavendish (Deceuninck); ottimo invece Sonny Colbrelli (Bahrain-Victorious), che continua la rimonta nella classifica a punti e che oggi al TV ha piegato Michael Matthews (BikeExchange) e Jasper Philipsen (Alpecin-Fenix), dopo che Davide Ballerini (Deceuninck) aveva provato ad anticipare proprio per togliere punti ai rivali di Mark.

Un paio di cadute strada facendo (Mads Pedersen della Trek-Segafredo e Julien Simon della TotalEnergies; poi Richie Porte della Ineos Grenadiers, in entrambi i casi nessun danno di rilievo), e il gruppo ha riavvicinato nettamente i battistrada, riportati a 30″ di distanza a 45 km dalla fine; poi Houle e Van der Sande hanno riallungato, ma ben consapevoli che il loro impegno sarebbe stato sostanzialmente vano; il più disilluso dei due è stato il belga, che si è rialzato ai -38, lasciando al collega venuto dal Canada il piacere di conquistarsi il numero rosso di combattivo di giornata.

Houle è stato ripreso a 36 dall’arrivo, su una salitella su cui i BikeExchange avevano aumentato nettamente il ritmo, nella speranza di mettere in difficoltà qualche rivale di Matthews per la verde; ma le ruote veloci interessate alla classifica a punti son rimaste tutte salde nel gruppo. Di lì a poco lo scenario è cambiato notevolmente: c’era del vento (peraltro annunciato da chilometri) e la Deceuninck non si è fatta pregare per far casino a partire dai -30. Con Julian Alaphilippe a frustare il gruppo in prima persona, la fila si è allungata di molto e qui è successo l’imprevisto della iella per Colbrelli: foratura, che se fosse avvenuta cinque chilometri prima Sonny ci si sarebbe fatto una risata, e invece gli va a capitare proprio nel momento di massima frenesia nel plotone.

Il bresciano ha cambiato bici al volo, ha perso un’entità tra il mezzo e l’intero (minuto), ma per sua fortuna dopo un po’ il ritmo del gruppo è tornato giù, sicché tra una scia d’ammiraglia e una trenata del compagno Marco Haller (che l’aveva opportunamente aspettato), Colbrelli è riuscito a rientrare ai -22. Qualche chilometro di calma piatta, e una trenata di Daniel Oss (Bora-Hansgrohe) ha quasi involontariamente creato un buco tra una rotonda e una chicane a 16 dalla fine; a chiudere ci si è messo in prima persona Tadej Pogacar (UAE-Emirates), che non voleva scherzi e prima ancora di capire chi fossero quella decina di uomini avvantaggiati è andato a riprenderli.

Il vento è continuato, irregolare, per cui abbiamo visto momenti di stress (nel senso ingegneristico del termine) per il gruppo, e alla lunga questo lavoro qui ha determinato frazionamenti, in pratica abbiamo avuto infine ai -13 i ventagli che speravamo. Tra gli staccati nei vari gruppetti, Nairo Quintana (Arkéa Samsic) e Vincenzo Nibali (Trek), ma nessun uomo di classifica; successivamente, su un tratto di strada con vento favorevole intorno ai -8, ci sono stati tanti rientri, e le trenate di EF Education-Nippo e Ineos non hanno più causato sconvolgimenti. Si pedalava dritti e veloci verso lo sprint.

La Deceuninck si è presa come da pronostici il centro della scena con un lavoro interrotto solo per un attimo dal treno DSM e culminato con una supertirata di Kasper Asgreen. Davide Ballerini ha poi spinto fino ai 250 metri, quindi Michael Mørkøv ha lanciato Cavendish che non mancavano forse nemmeno 100 metri, e a quel punto l’uomo di Man non ha dovuto far altro che segnare a porta vuota, resistendo al ritorno dei pur bravi Wout Van Aert (Jumbo-Visma) e Jasper Philipsen. Quarto posto per Nacer Bouhanni (Arkéa Samsic), poi Matthews, Mørkøv, André Greipel (Israel Start-Up Nation), Peter Sagan (Bora), Anthony Turgis (TotalEnergies) e Cees Bol (DSM); solo 17esimo Colbrelli, che riscivola quindi indietro nella classifica a punti: 218 Mark, 159 Matthews, 136 Sonny.

Anche la generale, come sapete, è dominata da un fuoriclasse, Tadej Pogacar, con 2’01” su Ben O’Connor (AG2R Citroën), 5’18” su Rigoberto Urán (EF), 5’32” su Jonas Vingegaard (Jumbo) e 5’33” su Richard Carapaz (Ineos). Domani un altro snodo fondamentale del Tour de France 2021: dire Sorgues-Malaucène magari stimola poco le suggestioni degli appassionati; ma se diciamo “doppio Mont Ventoux”, ecco che tutto appare chiaro. In un’11esima frazione che misura 198.9 km, il gigante della Provenza verrà affrontato da due versanti, entrambi sfocianti allo Chalet Reynard, da cui si diramano i 6 km finali della salita, identici in entrambe le scalate; prima del Ventoux al quadrato, un paio di côte in avvio e il Col de la Liguière (pur sempre un 1a categoria) al km 83. Giornata da lunghi coltelli nel mezzo di una settimana alquanto interlocutoria.

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