Juan Sebastián Molano batte Filippo Fiorelli a Mondello © Giro di Sicilia
Juan Sebastián Molano batte Filippo Fiorelli a Mondello © Giro di Sicilia

In Sicilia Molano fa sembrare tutti dei pupi

Seconda vittoria di fila per il colombiano che allo sprint non conosce rivali nella corsa isolana. Fiorelli, Moschetti e Mareczko alle spalle del leader della generale

La due giorni di Juan Sebastián Molano, iniziata ieri a Licata e coronata oggi dall’arrivo allo sprint di Mondello, caratterizza la prima metà del Giro di Sicilia, un momento di riscatto per il velocista colombiano che ha vissuto un anno in cui non sono mancati i momenti critici (basti ripensare alle volate pasticciate tra lui e Fernando Gaviria al Giro d’Italia) ma che per lui si va a chiudere con qualche bella soddisfazione dopo la doppietta messa a segno pure alla Vuelta a Burgos in agosto.

Da Castelvetrano a Mondello alle porte di Palermo, 173 km per la seconda tappa del Giro di Sicilia 2021 e partenza tra le rovine della città di Selinunte, risalente all’epoca della Magna Grecia. Tanta bellezza archeologica ha ispirato evidentemente un inizio di frazione particolarmente battagliato, e solo intorno al km 30 ha preso le mosse la fuga del giorno con sei uomini a comporla: Txomin Juaristi (Euskaltel-Euskadi), Emerson Oronte (Rally), Giacomo Cassarà (Amore&Vita-Prodir), Niccolò Salvietti (Mg.K Vis VPM), Eric Paties Montagner (Work Service Marchiol) e Stefano Gandin (Zalf Euromobil Fior). Il sestetto è volato subito a raggiungere il vantaggio massimo, toccato al km 45 nella misura di 4’15”, poi il lavoro della UAE-Emirates di Sebastián Molano ha cominciato a rosicchiare secondi. Il Gpm di Portella della Ginestra al km 82 è stato conquistato da Gandin, quindi la frazione è proceduta tranquilla, abbastanza in fotocopia rispetto a quella di ieri, col progressivo riavvicinarsi del plotone e con l’arrivo della Trek-Segafredo a dar man forte alla UAE in testa.

Ai -24 Salvietti ha forato (come peraltro gli era successo già all’inizio della fuga) e ha ben pensato di mollare, del resto agli altri attaccanti restava poco più di mezzo minuto; è stato per loro appena sufficiente per doppiare al comando anche il Gpm di Carini ai -20, qui Cassarà ha tentato di anticipare, poi il gruppo si è rimesso in scia ed è stato Juaristi ad allungare in cima, mentre Gandin è riuscito per il rotto della cuffia a passare per secondo, assicurandosi così di strappare al canadese Charles-Étienne Chrétien la maglia pistacchio di leader degli scalatori.

Il basco è rimasto solo in testa per un pezzetto di discesa, poi è stato ripreso e ai -16 è uscito in contropiede Giovanni Bortoluzzi (Work Service), il quale è riuscito a guadagnare fino a 15″, mentre Vincenzo Nibali (Trek) e Chris Froome (Israel Start-Up Nation) erano costretti a un rapido pit-stop per forature. Il friulano è stato superato da un contrattacco di Davide Gabburo (Bardiani-CSF) in vista dello sprint intermedio di Capaci ai -12, in una giornata in cui il percorso offriva dei passaggi simbolici della lotta alla mafia, le citate Portella della Ginestra e Capaci appunto, ma pure Cinisi, il paese di Peppino Impastato.

Gabburo è stato raggiunto ai -11, dopo aver preso i 3″ di abbuono (David De La Cruz della UAE è passato per secondo – 2″ per lui – e Romain Bardet della DSM per terzo – 1″), poi ai -6 un tentativo di anticipo di alcuni uomini tra cui Simone Velasco (Gazprom-RusVelo) ha un po’ rimescolato le carte ma nemmeno troppo, dato che la UAE (con l’ottimo Alessandro Covi) ha continuato a controllare la situazione una volta che l’azione è sfumata ai -4.

La volata è stata di una linearità esemplare, Maxi Richeze ha condotto alla perfezione Juan Sebastián Molano che è uscito ai 150 metri con Filippo Fiorelli (Bardiani) a ruota; lo spunto del colombiano è stato irresistibile per l’enfant du pays, che si è così dovuto accontentare del secondo posto davanti a Matteo Moschetti (Trek), con Jakub Mareczko (Vini Zabù) rimasto ai piedi del podio di giornata, in un ordine d’arrivo che prosegue con un’infilata di italiani: quinto posto per Emanuele Onesti (Giotti Victoria), poi abbiamo Manuel Belletti (Eolo-Kometa), Francesco Carollo (Mg.K Vis), Samuele Zambelli (Androni-Sidermec) e Nicolas Nesi (D’Amico-UM Tools), con Omer Goldstein (Israel) a chiudere la top ten.

Molano allunga in testa alla classifica e ora ha 14″ su Fiorelli e Albanese, 16″ su Moschetti, Richeze e Gabburo, 17″ su Matteo Zurlo (Zalf), 18″ su De La Cruz e Chrétien (Rally), 19″ su Bardet e 20″ su tutti gli altri arrivati in gruppo sia ieri che oggi.

La terza tappa, in programma domani, è la Termini Imerese-Caronia (cliccare sull’immagine per il dettaglio): il chilometraggio è sempre lì (180 km) ma l’arrivo non è da velocisti bensì su una rampa di 3.5 km con pendenze tra il 6 e l’8% nella prima metà, poi lo strappo si addolcisce ma la volata a ranghi compatti resta da escludere in ogni caso. Anche perché l’avvicinamento al traguardo sarà tutto meno che agevole, con una prima metà di tappa tutta in saliscendi (fino al Gpm di Portella di Bafurco al km 81) e con l’impegnativa ascesa di Pollina al km 138. La classifica inizierà a prendere una conformazione più simile a quella che sarà quella definitiva dopodomani.

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