Eli Iserbyt batte Toon Aerts allo Jaarmarktcross 2021
Eli Iserbyt batte Toon Aerts allo Jaarmarktcross 2021

Iserbyt continua con una marcia super(prestige)

Eli batte Toon Aerts a Niel e si isola in testa alla challenge. Nella prova femminile Lucinda Brand piega la resistenza di Annemarie Worst, Denise Betsema resta al comando della classifica

Non c’è spazio per il riposo nel mondo del cross. Archiviati gli Europei con i successi di Backstedt (donne juniores), Doockx (uomini juniores), Van Anrooij (donne under23), Kamp (uomini under 23), Brand (donne élite) e Van der Haar (uomini élite), torna il Superprestige con la terza tappa a Niel. Jaarmarktcross che è una delle classiche più importanti del panorama mondiale, entrato dall’anno scorso a far parte del Superprestige (precedentemente era stato valido per lo X2O) e che si corre tutti gli anni l’11 novembre, nell’anniversario dell’armistizio della prima guerra mondiale. Quest’anno percorso rinnovato, e alla luce di quanto osservato, promosso a pieni voti, grazie alla sua grande varietà. Presenti tanti tratti da fare a piedi, svariate contropendenze, difficili discese e complicati passaggi tecnici, ripidi muri, fango e sabbia.

Oltre all’assenza di Vos, che tornerà in campo solo a dicembre, non hanno preso il via tra le donne nemmeno le magnifiche 5 U23: Burquier, Vas, Pieterse, Van Empel e Van Anrooij, alcune in vista di Tabor, altre per una pausa già programmata. La campionessa belga Cant ha invece dato forfait all’ultimo minuto, dopo due brutte cadute nei giri di riscaldamento. Unica novità rappresentata dalla divisa di Alvarado, che per la prima volta sfoggia la sua splendida maglia di campionessa nazionale (titolo ottenuto due anni fa, visto che nel 2021 i CN neerlandesi sono stati annullati). Buono lo scatto in partenza della caraibica, che si getta in terza posizione nel primo tratto in discesa, preceduta solamente dalla coppia 777 (squadra dei fratelli Roodhooft) Van der Heijden-Worst.

È la campionessa europea di Rosmalen (2018) a prendere il comando della corsa dopo il muro da affrontare a piedi, scavando immediatamente margine tra sé e le rivali, guidate da Kastelijn. Si forma ben presto un terzetto all’inseguimento della battistrada, composto dalla stessa Kastelijn, dalla campionessa dei Paesi Bassi e da Betsema. Pessima partenza per la neo-campionessa europea nonché campionessa iridata Brand, che in questa prima fase veleggia attorno alla decima posizione. Anche Honsinger, vincitrice al Koppenbergcross, paga come sempre uno start non ottimale ed è ancora più indietro.

Annemarie fa lievitare il proprio vantaggio riuscendo a passare in bici un muro ripido che costringe tutte le altre a scendere. Dopo circa mezza tornata avviene il primo colpo di scena: Worst, infatti, cade nella contropendenza in uscita dal nuovo pezzo inserito in questa stagione e viene sorpassata da Betsema e Kastelijn. Al termine del primo giro la situazione vede Yara e Denise al comando insieme ad Annemarie, seguite a distanza ravvicinata da Alvarado e Bakker, tornata su livelli consoni al suo talento dopo un’inizio di stagione da dimenticare. Le tre in testa non possono certo esultare, perché a meno di 15″ transita Brand in forte rimonta con a ruota Van der Heijden, la quale dopo una buona partenza è calata alla distanza, come avviene in ogni occasione. Lucinda si disfa rapidamente della compagnia di Ceylin (caduta all’inizio del lunghissimo tratto fangoso da affrontare a piedi) e di Bakker. È quindi Denise che fa il forcing, approfittando delle sue elevate doti tecniche, riuscendo a staccare Kastelijn ma non Worst, la quale non molla la ruota della connazionale.

L’iridata riprende Yara Kastelijn, distanziandola sulle gobbe, tratto in cui l’atleta della Iko-Crelan soffre esageratamente. All’inizio del terzo giro, su cinque totali, Brand è lontana 13″ dalla testa. Recupera gran parte dello svantaggio tra muro, ove è l’unica a passare sulla parte sinistra (verrà imitata dal compagno Aerts nella gara maschile) e tratto fangoso, con la melma che arriva alle caviglie. Si prospetta una quarta piazza per Kastelijn che, così come accadrà a Betsema negli ultimi due giri, col passare dei minuti paga il conto della corsa a piedi, fondamentale in cui soffre molto, soprattutto se paragonata alle sfidanti odierne. Duello Alvarado-Bakker per l’ultimo posto disponibile in top 5.

Nel corso del penultimo giro accelera Worst, agilissima sul primo muro e abile ad evitare gli intoppi nel tratto fangoso, a differenza di Brand. Contemporaneamente Denise commette un paio di errori che la relegano al terzo posto, anche se non si arrende e per lunghi tratti fa l’elastico, prima di mollare definitivamente. Brand è quindi l’unica che può riprendere la battistrada e solamente nel finale riesce a sorpassarla, sfruttando la sua grande resistenza. Per Annemarie ogni speranza è persa quando, nell’estremo tentativo di riagganciare Lucinda, cade sulle gobbe, perdendo una decina di secondi. Vittoria dunque per Brand, su Worst (18″), Betsema (32″), Kastelijn (1’38”), Alvarado (2’08”) e Bakker (2’12”).

Importante il ritorno di Worst ad alti livelli proprio qui, dove l’anno passato aveva dato inizio a un periodo nero della sua carriera (con l’eccezione di Ostenda). A completare la top ten la coppia Starcasino Norbert Riberolle – Kay (terza gara stagionale per lei), Honsinger, la quale ha come sempre pagato una partenza al rallentatore e infine Van der Heijden, a più di 3 minuti. La classifica ora vede ancora in prima posizione Betsema con 42 punti, braccata da Brand e Worst, entrambe a 41.

Un’altra vittoria di Iserbyt tra gli uomini
Gara più ordinata ma con continui cambi di fronte al maschile. Impeccabile partenza per la coppia Baloise composta dal campione europeo Van der Haar e dal belga Aerts. Attenti nelle prime posizioni anche Hermans e Iserbyt, apparso un po’ più prudente rispetto al solito, lui che è uno molto aggressivo ed esuberante in corsa. Sono proprio questi quattro a scavare un solco sugli altri, guidati dal campione svizzero Kevin Kuhn. Non buono il posizionamento di Laurens Sweeck nei primi minuti, ma lo specialista della sabbia, che si esalta su percorsi come questi molto variegati e con muri ripidi (nettamente il più forte sul secondo), rimonta rapidamente, portandosi al quinto posto in solitaria al termine del secondo giro. Dietro di lui un quartetto, formato da Vandebosch, autore di un’ottima prima parte di stagione, Adams, Kuhn e il neo campione europeo U23 Kamp.

Diversi tentativi di allungo tra i primi 4, con la Baloise che lancia all’attacco LVDH ogniqualvolta vi sia un po’ di marcamento. Prima sono Hermans ed Aerts ad avvantaggiarsi grazie alla loro potenza sul fango. È in seguito l’alfiere della Tormans a provare l’attacco in solitaria, ma si boicotta da solo, commettendo uno dei suoi classici errori e venendo ripreso dai 3 dietro. Sfortunatissimo Sweeck, il quale rompe il cambio proprio quando è quasi sulle ruote dei battistrada, perdendo un’infinità di tempo e gettando alle ortiche la possibilità di balzare al comando della classifica generale. È il turno di Aerts, che approfitta dell’opportunità datagli da, ancora una volta, uno sbaglio di Quinten e se ne va in solitudine. Iserbyt dimostra grande gamba andando subito a chiudere.

Metà gara (4 giri su 8) e i quattro son di nuovo tutti insieme, ma l’equilibrio viene rotto dall’attacco a due dei Baloise, che però non riescono a fare il buco, almeno fino a quando Hermans, per la terza volta in 30′, commette un’imprecisione, dando il là al duo di Sven Nys. Iserbyt si incarica dell’inseguumento, che porta a compimento alla fine della quinta tornata. 3 al comando ed il quarto a 6″, copione che non cambia fino allo zandbak.

Qui una grave leggerezza di LVDH cambia la sorte della prova. Lars sceglie la traiettoria esterna in entrata, lasciando a Eli, che era a ruota, lo spazio per passare. Non è tutto, perché pochi metri dopo mette piede a terra, rallentando così anche il compagno. Il disastro Baloise trova compimento con la caduta di Toon all’ingresso del pezzo fangoso, quando ormai l’attacco di Iserbyt era stato rintuzzato. Aerts non si perde d’animo e salutata la compagnia di Van der Haar ed Hermans, il quale nel frattempo si era riavvicinato, si fa sotto a Eli. L’ex campione d’Europa gestisce questo penultimo giro con astuzia, limitandosi a forzare nei tratti chiave, come la sabbia e i muri ripidi, guadagnando così su un Aerts che complessivamente pare avere più forza in corpo.

Sei sono i secondi che dividono i duellanti all’inizio dell’ultimo giro. Le impressioni destate nella tornata precedente paiono essere confermate e così Toon va a prendere e staccare Iserbyt. Sembra finita, ma Eli non è d’accordo e con grinta mostruosa si rifà sotto al connazionale proprio in corrispondenza del tratto sabbioso, nel quale lo riaggancia. Nel bosco che precede il rettilineo conclusivo si decide la corsa. Aerts lascia la porta aperta a Iserbyt, che furbo com’è non se lo fa ripetere due volte e lo sorpassa, presentandosi in testa sull’asfalto. Aerts ha una marcia in più in volata, ma Eli di mestiere se lo lascia dietro, conquistando una vittoria importantissima, dopo la débâcle di domenica agli Europei.

La classifica di tappa recita quanto segue: primo Iserbyt, secondo Aerts, terzo Hermans (22″), quarto LVDH (24″), quinto Adams (1’39”) e poi Vandebosch (1’53”), Sweeck (2’01”), autore di una rimonta incredibile e portatrice di rimorsi e Soete. Calato nel finale Kuhn, comunque buon nono, mentre cresciuto alla distanza Vandeputte, che chiude la top ten. Meeusen e Kamp undicesimo e dodicesimo. Nieuwenhuis tredicesimo, reduce da un Europeo fenomenale. In classifica Iserbyt (43), Aerts (42) ed Hermans (41) sono tutti attaccati e possono contare su un buon margine nei confronti di Van der Haar (35) e Sweeck (42).

Il cross non si ferma e ritornerà sabato con la quinta tappa dell’Ethias Cross in quel di Leuven e soprattutto domenica per la sesta prova di Coppa del Mondo a Tabor, in conclusione di un periodo, iniziato il 23 ottobre con Ruddervoorde, ricco di quantità e qualità, e secondo solo a quello natalizio.

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