La Deceuninck – Quick Step in allenamento © Wout Beel
La Deceuninck – Quick Step in allenamento © Wout Beel

Deceuninck, la fame da lupi non si esaurisce mai

Le pagelle delle squadre World Tour, parte 2: la compagine belga la fa sempre da padrona, gli Ineos bene solo nella prima parte di stagione, sottotono le francesi Cofidis e Groupama

Cofidis, Solutions Crédits – 5
Vittorie stagionali: 12, di cui 1 nel World Tour
Così come la prima, anche la seconda annata nella massima serie del ciclismo non è stata soddisfacente per la formazione francese. Guillaume Martin ha concluso entrambi i Grandi Giri che ha disputato nella top ten, ottavo al Tour de France e nono alla Vuelta a Espana, non dando però mai l’idea di essere veramente in corsa per un risultato di spessore. Elia Viviani e Christophe Laporte si sono aggiudicati rispettivamente 5 e 4 corse ma nei grandi appuntamenti non sono stati in grado di centrare il bersaglio grosso e si sono dovuti accontentare solamente di un discreto piazzamento. Una delle poche note liete di questa stagione porta la firma di Victor Lafay, il quale, imponendosi nell’ottava tappa del Giro d’Italia, ha riportato la squadra transalpina sul tetto di una frazione della Corsa Rosa dopo undici anni. Urgono rinforzi sul mercato per ambire a risultati migliori.

Deceuninck – Quick Step – 9
Vittorie stagionali: 65, di cui 25 nel World Tour
I lupi della Deceuninck sono stati i plurivittoriosi della stagione, facendo incetta di vittorie prestigiose dall’inizio alla fine dell’annata ciclistica. Nei Grandi Giri hanno ottenuto nove successi di tappa: al Tour de France, Julian Alpahilippe ha aperto le danze conquistando la frazione inaugurale e Mark Cavendish con i suoi quattro squilli in volata all’età di trentasei anni è stato uno die migliori velocisti della stagione, mentre alla Vuelta a Espana a far festa è stato in tre occasioni Fabio Jakobsen, tornato ad alzare le braccia al cielo dopo il terribile incidente dell’agosto del 2020, e nella sedicesima frazione Florian Senéchal. Da veri cacciatori delle corse di un giorno si sono imposti in ben cinque classiche del World Tour: all’Omloop Het Nieuwsblad con Davide Ballerini, alla Classic Brugge-De Panne con Sam Bennett, alla E3 Saxo Bank Classic e alla Ronde van Vlaanderen con Kasper Asgreen e alla Flèche Wallonne con Julian Alpahilippe. João Almeida, il leader della squadra belga per quanto concerne le corse a tappe, ha confermato quanto di buono fatto lo scorso anno, concludendo al sesto posto il Giro d’Italia e portandosi a casa nel finale di stagione il Tour de Pologne e lo Skoda-Tour de Luxembourg. Al rientro dal bruttissimo infortunio capitatogli al Lombardia dello scorso anno, Remco Evenepoel vincendo otto corse, tra cui il Baloise Belgium Tpur ed il Tour of Denmark, ha dato spettacolo con attacchi a lunga gittata.

EF Education – Nippo – 6.5
Vittorie stagionali: 16, di cui 11 nel World Tour
La formazione americana rispetto ad altre squadre del World Tour non ha vinto moltissimo, però quando è andata a segno lo ha fatto in corse importanti. Magnus Cort, con le sue cinque vittorie, tra cui tre tappe alla Vuelta a Espana, ha vissuto la sua miglior stagione da professionista. Alberto Bettiol, prima di concludere anzitempo la stagione a causa di un problema fisico, ha vinto al Giro d’Italia la sua prima frazione in una grande gara a tappe. Gli anni d’oro di Rigoberto Urán sono ormai alle spalle ma il colombiano è stato in grado di concludere al decimo posto il Tour de France e di vincere la settima frazione del Tour de Suisse. Nella quarta tappa della corsa elvetica si è imposto il corridore rivelazione di questa stagione della squadra americana: il giovane Stefan Bissegger, il quale ha anche vinto la cronometro sia della Paris-Nice che del Benelux Tour, candidandosi come uno dei cronomen più forti del mondo. Coloro che invece non hanno rispettato le attese sono stati i due scalatori Hugh Carthy e Sergio Higuita, autori di una stagione senza particolari sussulti.

Groupama – FDJ – 5
Vittorie stagionali: 23, di cui 2 nel World Tour
Annata negativa per la squadra diretta da Marc Madiot. Come spesso accade in quest’ultime stagioni, Thibaut Pinot, tra un problema fisico e l’altro, non sembra più essere competitivo ad alto livello per ambire a vittorie importanti e la conferma arriva dal fatto che in tutto il 2021 non è mai salito su nessun podio. David Gaudu, la speranza francese per i Grandi Giri, sta proseguendo il proprio cammino di crescita a suon di piazzamenti; tuttavia, per diventare veramente un grande del pedale deve ancora compiere di un salto di qualità notevole. Aranud Demare ha alzato le braccia al cielo in nove occasioni, tra cui alla Paris -Tour, ma sia al Tour de France che alla Vuelta a Espana, così come nelle classiche World Tour a cui ha preso parte, è stato un fantasma, anche se aveva a disposizione un’ottima squadra. Il corridore che ha regalato le gioie maggiori alla compagine transalpina è stato Stefan Küng, che con le sue quattro vittorie stagionali in maglia Groupama – FDJ nelle prove contro il tempo e della classifica generale della Volta a la Comunitat Valenciana ha permesso di risollevare almeno in parte il bilancio stagionale.

INEOS Grenadiers – 7.5
Vittorie stagionali: 35, di cui 16 nel World Tour
Il 2021 della squadrone britannico lo si può riassumere in questa maniera: prima parte di stagione stellare, seconda parte abbastanza deludente. Egan Bernal, ancora alle prese con un problema alla schiena, dopo il trionfo al Giro d’Italia, corsa in cui ha anche vinto due tappe, non ha più raggiunto un picco di condizione degno del suo talento, terminando la stagione con il sesto posto alla Vuelta a Espana. Richard Carapaz, invece, è stato anonimo in primavera e molto pimpante in estate quando si è portato a casa il Tour de Suisse ed è salito sul gradino più basso del podio del Tour de France. Chi ha impressionato nelle classiche primaverili è stato il giovanissimo Thomas Pidcock, il quale si è portato a casa la De Brabantse Pijl e si è piazzato al secondo posto dell’Amstel Gold Race. Un altro giovane britannico che si è messo in mostra è stato Ethan Hayter, che con le sue nove vittorie stagionali è stato il plurivittorioso della squadra. Adam Yates si è aggiudicato la Volta Ciclista a Catalunya ed è stato grande protagonista nel finale di stagione, senza però riuscire ad impreziosire il suo palmares con altri successi. Stagione d’altissimo livello per Filippo Ganna, vincitore di entrambe le cronometro del Giro d’Italia e prezioso uomo squadra per i suoi capitani. Bicchiere mezzo vuoto, invece, per Rohan Dennis, l’altro grande cronomen della squadra, il quale ha ricevuto più sconfitte che vittorie, solo due, nelle prove contro il tempo da lui disputate. Alti e bassi anche per Richie Porte, vincitore del Critérium du Dauphiné, e Geraint Thomas, trionfatore del Tour de Romandie, ma poi, anche a causa di una caduta al Tour de France, non ha più raccolto nulla di importante. Deludente l’annata di Michal Kwiatkowski e di Pavel Sivakov, entrambi a secco di vittorie in stagione.

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