Wout Van Aert vince l'Azencross 2021 © Team Jumbo-Visma
Wout Van Aert vince l'Azencross 2021 © Team Jumbo-Visma

Intorno a Wout l’immenso spazio vuoto

Altra gara dominata da Van Aert, a segno nell’Azencross valevole per l’X2O Trofee. Michael Vanthourenhout secondo, Toon Aerts blinda la classifica. Tra le donne Lucinda Brand centra ancora il successo, Denise Betsema si difende bene

Dendermonde. Dopo Dendermonde Zolder, ora Loenhout e poi ancora Baal, Hulst, Gullegem ed Herentals, le corse si susseguono nel periodo natalizio senza soluzione di continuità. Oggi tocca all’Azencross di Loenhout, una prova storica facente parte dell’X2O, challenge a tempo che riparte dopo quasi un mese di pausa, l’unica a non aver subito annullamenti causa pandemia. È la terza tappa del trofeo iniziato il primo novembre con il Koppenbergcross, proseguito il 27/11 a Kortrijk e che, dopo aver vissuto il suo clou in queste due settimane, si concluderà a febbraio con l’Universities Cyclocross di Brussels, non prima di aver fatto tappa ad Hamme, per il Flandriencross, e a Lille, per il Krawatencross.

Novità dell’anno è la presenza di una classifica anche per le donne junior. Saranno valide per la generale quattro frazioni: Loenhout, Baal, Herentals e Lille. Assente Zoe Backstedt, che decide giustamente di correre con le élite per cercare di migliorarsi e imparare sempre di più, la favorita d’obbligo è quella Leonie Bentveld che per tutta la stagione ha ricoperto il ruolo di eterna seconda. La crossista della Pauwels non fa sconti alle tante outsider presenti (non Venturelli e Corvi, però), relegando la ceca Dlaskova, figlia d’arte, al secondo posto con oltre un primo di ritardo. Terza posizione per la sempre piazzata Knaven, mentre la Repubblica Ceca è ancora protagonista in top five grazie a Kopecky (quarta) e Hladikova (quinta).

Tra gli junior uomini, in assenza di classifiche, il vincitore è De Moyer, secondo lo statunitense Spranger, nome da segnarsi in vista di Fayetteville e terzo l’altro belga De Bruyckere. Poi altri due volti noti, Dockx e Lesueur. Prima dell’Azencross nella generale delle cosiddette “promesse”, cioè gli U23 (stesso calendario degli élite), Ronhaar e Mason erano separati da 50″ in favore dell’iridato. Si presentavano dunque al via con i favori del pronostico, ma gli antagonisti non mancavano, a partire da Thibau Nys, apparso in ripresa a Dendermonde dopo aver toccato il fondo col ritiro di Namur. Per il figlio di Sven la risalita è stata rapidissima, culminata dal successo odierno che lo rimette al centro della scena appena prima degli appuntamenti che contano: il BK e i Mondiali. Ancora un podio per Hendrikx, in lotta fino all’ultimo con Nys. Al terzo posto Emiel Verstrynge, mai uscito dalla top five in tutte le gare disputate tra gli under in stagione. Quarto il campione d’Europa Kamp, davanti al 2003 Michels e al campione del mondo Ronhaar (25″), solo sesto e calato nel finale di corsa. Ancora peggio il vincitore di Dendermonde Cameron Mason, decimo a 1’27”. Nella generale leadership rafforzata per l’iridato, il quale può contare su tesoretto di 2’04” nei confronti di Nys e di 2’07” su Mason.

Prova femminile condita dalla lotta tra Brand, Honsinger, Betsema e Alvarado, tutte entro i 2′ in classifica. Assenze pesanti quelle di Vos, Vas, Pieterse e Van Empel, le rivedremo l’anno prossimo. Il percorso, con tratti fangosi ma nel complesso veloce e scorrevole, nonostante le collinette e il washboard, non si presentava come il terreno ideale per recuperare secondi a Betsema. Partenza al fulmicotone per Helene Clauzel, la migliore del lotto in questo fondamentale. Sorprendentemente nelle prime posizioni sin dal via Shirin van Anrooij, lei che soffre spesso il rettilineo di partenza. Non si fanno chiudere nel gruppone nemmeno Worst, Alvarado e Brand, mentre Honsinger viene risucchiata nella pancia ed è costretta a rimontare quasi cinquanta posizioni (chiuderà dodicesima a 3’28”, dicendo addio ad ogni possibilità di vittoria nella generale).

Con uno sforzo notevole Betsema si riporta davanti, lei che inizialmente si trovava attorno alla decima posizione. Van Anrooij si produce in un primo affondo, venendo subito seguita e poi sorpassata da Denise, che accelera ulteriormente per arrivare in testa al primo passaggio sulla linea d’arrivo e guadagnare così i 15″ bonus lì in palio. Brand capisce la situazione e forza l’andatura, staccando Alvarado e una più pimpante Worst, lanciandosi all’inseguimento delle due battistrada. La sua rincorsa termina sulla linea d’arrivo, dove passa però solo terza, senza che la compagna di squadra si faccia da parte per farle guadagnare 5″ in più, scatenando la reazione arrabbiata della campionessa del mondo.

Dietro loro tre passa Worst a 10″, che però approfitta di un momento di respiro di quelle davanti nella seconda tornata per rientrare, non senza difficoltà. La sua resistenza è destinata a durar poco e già nel terzo giro dei cinque previsti deve salutare il trio di testa, sempre guidato da una scatenata Betsema, la quale tira senza fermarsi un attimo fino al suono della campana, mettendo alle strette sia Brand che Van Anrooij. A giocarsi il quinto posto un gruppetto formato da Alvarado, Kastelijn (recuperata dopo la caduta di Kortrijk), Norbert Riberolle e Cant, in ripresa dopo un disastroso inizio di stagione. All’ultimo giro Lucinda tenta l’attacco a piedi, ma la risposta di Denise è puntuale e la crossista del team Pauwels si rimette in prima posizione a condurre.

Pochi secondi dopo Brand riprova l’affondo e stavolta, complice una piccola indecisione tecnica, Betsema deve cedere alla strapotenza dell’iridata nell’ultimo giro, un marchio di fabbrica dell’atleta Baloise che centra il tredicesimo acuto stagionale. Denise paga 14″ e dimostra ancora una volta di essere fenomenale quando si tratta di mantenere un ritmo altissimo per 45 minuti, ma di pagare lo scatto secco di atlete come Brand, Vos o Alvarado dei tempi d’oro, un po’ come un belga del recente passato: Niels Albert. Per lei, comunque, la giornata è più che positiva, visto che complessivamente perde solo quattro secondi e mantiene 1’28” di vantaggio su Lucinda. Van Anrooij completa il podio (33″) dopo una gara vissuta tutta in testa e nella quale, per certi tratti, sembrava anche più brillante della compagna poi vincitrice. Quarta Worst, che dopo aver saltato Dendermonde ha infilato due buone prove di fila. Secondo miglior piazzamento stagionale in una challenge per la campionessa belga Sanne Cant, la quale per sperare in un risultato migliore deve contare su percorsi fangosissimi. Sesto posto amaro per Alvarado, costantemente in difficoltà nei tratti di spinta che in altre annate l’avevano favorita. Settima la neo-belga Riberolle, ottava un’altra neerlandese: Yara Kastelijn. Chiudono la top ten Clauzel e Kay. Quattordicesima Backstedt e quindicesima Harnden, rientrata dopo uno stop di due mesi e pronta a riconfermarsi campionessa nazionale britannica (titolo ottenuto nel 2020, quando era ancora al primo anno under 23). Ventesima Lechner.

Un’altra esibizione di Van Aert
Smorzata l’attesa della prova maschile dalla notizia giunta nella serata di lunedì dopo il cross di Zolder (dominato da WVA): Mathieu van der Poel salterà le prove di Loenhout e Hulst per il ritorno del dolore alla schiena che già lo aveva rallentato nel finale della stagione stradale. Si prospetta, purtroppo, una lunga e forse totale assenza del campione del mondo in quest’annata particolarmente sfortunata per il cross. Ad aggiungersi alle solite questioni legate alla pandemia anche il divieto della presenza dei tifosi a bordo pista.

Il favorito scontatissimo della prova è Van Aert e considerata l’assenza di Pidcock (il britannico tornerà a Baal e ha aggiunto al suo programma anche Gullegem), i rivali principali del belga sono Aerts, Iserbyt e Vanthourenhout; i primi due sono anche in lotta per la classifica generale, guidata da Toon. La partenza migliore è quella di David van der Poel, tuffatosi in campo in prima posizione, appena davanti a Van Aert che a furia di primi posti si sta riconquistando la prima fila. WVA non è agguerrito come in altre occasioni e si lascia sorpassare da molti rivali. Nel primo giro tira Laurens Sweeck, tornato dopo molto tempo a giocarsi quantomeno il podio, alla cui ruota c’è fisso Toon Aerts.

Il leader della classifica appena giunti sul rettilineo d’arrivo inizia la volata per andare a prendersi i 15″ bonus, con Iserbyt che senza grossi sforzi ne raccoglie 10″. I due si rialzano subito ed Hermans prova un primo forcing cercando di sfoltire il gruppo, dato che la selezione in questo circuito non viene naturale. Eli e Toon si studiano, lasciando andare avanti il terzetto composto dallo stesso Quinten, da Sweeck e da Van Aert. Nel terzo giro un inconveniente rallenta Iserbyt ai box, dando così il via libera ad Aerts, il quale si lancia alla ricerca dei battistrada, che si alternano a tirare senza attaccarsi l’un l’altro. Poco prima di metà gara rientra sul terzetto di testa anche Vanthourenhout.

Michael nel quinto giro, sfruttando un errore tecnico che relega WVA in quarta posizione dietro a Sweeck ed Hermans, dà la prima vera botta, distanziando subito i compagni d’avventura. A questo punto tocca a Wout intervenire; il campione belga in un batter d’occhio salta via Laurens e Quinten, si riporta su Vanthourenhout, lo supera e dopo pochissimo lo stacca, dando ancora una volta dimostrazione della sua netta superiorità.

Nella sesta tornata spinge per la prima e unica volta a tutta, per mettere in ghiaccio il successo. Vanthourenhout è costretto a difendersi dal ritorno di uno scatenato Aerts, rinvigorito dal cedimento di Iserbyt. Michael mantiene la seconda posizione (a 14″ da WVA), respingendo l’attacco di Toon (terzo a 27″), il quale mette un’ipoteca sulla generale dell’X2O. Van Kessel è quarto (41″), Sweeck quinto (54″) e Hermans, ancora una volta troppo generoso e poco furbo tatticamente, è sesto (59″). Finalmente è il turno di un non Benelux: il campione di Spagna Orts Lloret, sublime tecnicamente e abilissimo sui percorsi veloci, fa settimo, davanti ad un certo Tim Merlier, grande amante di questo percorso. Ancora un piazzamento per Baestaens (nono) e Vandebosch (decimo), due costanti degli ordini d’arrivo. Iserbyt addirittura quattordicesimo ora si trova a 2’02” da Toon in classifica prima della quarta prova, che si svolgerà a Baal il primo dell’anno, tra due giorni.

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