Thomas Pidcock, vincitore a Hulst su Eli Iserbyt (a lui la Coppa) e Lars Van der Haar © Ineos Grenadiers-Getty Images Sport
Thomas Pidcock, vincitore a Hulst su Eli Iserbyt (a lui la Coppa) e Lars Van der Haar © Ineos Grenadiers-Getty Images Sport

Van Aert s’incatena, Pidcock si scatena

A Hulst prima sconfitta stagionale per Wout, frenato da un problema meccanico. Tom legge benissimo la gara e s’impone su Eli Iserbyt che si aggiudica la Coppa del Mondo. Tra le donne è sempre Lucinda Brand

Dopo il tantissimo fango trovato in Belgio, il circus si sposta nei Paesi Bassi, ad Hulst, per il Vestingcross, tredicesima tappa di Coppa del Mondo, e magicamente cambiano anche le condizioni del terreno. Molto compatto, scorrevole, adatto ad atleti che sappiano fare grandi velocità con i rilanci, più adatto a crossisti esplosivi come Iserbyt che a quelli potenti come Aerts, a causa della conformazione particolare del percorso. Tantissimi i saliscendi, numerosi muri ripidissimi solcabili solamente a piedi, su tutti quello vicino al mulino. Quel che prevale però sono i tanti punti tecnici e chi sa guidare la bici può portar fuori dalle curve qualche chilometro orario in più dei rivali per non dover poi rilanciare a tutta, spendendo così meno energie. Saltate le gare giovanili per le restrizioni imposte dal governo neerlandese, l’attenzione è focalizzata esclusivamente sulle categorie élite.

Unica assenza pesante al femminile quella di Ceylin del Carmen Alvarado, ieri seconda. La portacolori della Alpecin è ormai esclusa dalle posizioni di vertice della CDM e ha deciso di virare le sue attenzioni su Herentals e sul campionato nazionale, entrambi in programma la settimana prossima. Per il resto, al via tutte le migliori crossiste al mondo, compresa Marianne Vos, la quale ha deciso di disputare esclusivamente prove di coppa. Proprio la campionissima della Jumbo prende le redini della corsa dal primo metro, sfruttando le proprie punte di velocità in partenza. Alle sue spalle le tre giovanissime neerlandesi: Van Empel, Pieterse e Van Anrooij. Brand si fa chiudere nella prima contropendenza e rimane attorno alla decima posizione, dietro anche a Vas e Worst. Chi invece rimane tagliata fuori dalla lotta per il successo sin dalle prime curve è Betsema, addirittura oltre il quindicesimo posto e a ruota di Kopecky (con la nuova maglia SD Worx).

Sembra che la tattica di Marianne sia la solita: fare la selezione nel primo giro, poi mettersi a ruota di Brand e infine battere la campionessa del mondo in volata. Oggi però Vos commette un errore dietro l’altro nei primi minuti e deve cedere la leadership a Pieterse, la quale sfrutta la propria grande abilità tecnica e l’agilità sugli strappetti per creare un buco nei confronti del gruppetto comprendente Van Empel, Van Anrooij, Vas (le quattro giovani fenomene nelle prime quattro posizioni), Worst, Brand (un po’ indecisa nella prima tornata) e Vos. L’ungherese è molto generosa e si incarica di condurre l’inseguimento a Puck, seguita da Shirin e Fem, mentre le più scafate rivali rimangono staccate.

Il vantaggio di Pieterse continua ad aumentare perché l’atleta della Alpecin non commette nessun errore, a differenza delle avversarie che una per volta si rallentano a vicenda. Da dietro, nella seconda tornata, allungano Van Anrooij e Vas, con Worst e Brand che controllano la situazione a ruota di Van Empel senza forzare. Marianne cede metri nei confronti di queste e funge da stimolo visivo per una rimontante Betsema, crossista molto adatta per caratteristiche a questo circuito tecnico ma veloce. Nel terzo giro le inseguitrici, ormai ricompattate, sono sempre guidate da Vas, molto lenta nei tratti a piedi, pezzi in cui la battistrada può permettersi di allargare il proprio margine.

Solo con l’avvicinarsi della metà gara l’ungherese inizia a recuperare qualcosa, sfruttando l’attività su strada che svolge nei mesi estivi (quarta ai Mondiali di Lueven) nei lunghi rettilinei veloci. Al giro di boa Puck ha 13″ di vantaggio su di lei e Van Empel e 16″ su Brand. Denise si avvicina, ma Vos continua a perdere. È arrivato il momento in cui si fanno i conti con le energie dissipate nella prima metà gara e risulta evidente che le due più attive siano state Pieterse, una che spesso conduce gare solitarie e per questo cala nei finali, e Vas, crossista troppo generosa a differenza di una Brand, ad esempio, che gestisce in modo più oculato le forze che ha a disposizione.

Nel quarto giro Van Anrooij deve lasciar andare il drappello di Worst e Brand e pensare a difendersi dalla rimonta di Betsema. L’iridata affronta con sicurezza il muro ripidissimo e si piazza appena dietro a Vas, che continua la rincorsa a Pieterse. L’iridata è come un avvoltoio, Kata sente la pressione sul collo e dopo un paio di controsorpassi rilancia a tutta in pianura, avvicinandosi tremendamente a Puck, ora solo 8″ davanti alle due inseguitrici. Poco più indietro Worst e Van Empel, mentre Betsema supera Van Anrooij e Vos rimane a distanza.

Subito dopo gli ostacoli del penultimo giro Lucinda opera il sorpasso sull’ungherese ed è in questo momento che sia Vas che Pieterse sentono sulle gambe le energie spese nella prima mezz’ora. Nonostante qualche altra incertezza dell’iridata, Puck viene ripresa sul tratto verticale, senza che Kata possa rispondere all’allungo. Anzi Worst e Van Empel le balzano a ruota e per lei diventa complicato anche raggiungere il podio. La scatenata Brand non aspetta l’ultima tornata e stacca Pieterse appena prima delle due salite che aveva sofferto nei giri precedenti, iniziando l’ultimo con 4″ di vantaggio. Van Empel sembra lanciata verso il terzo posto, ma ha un problema col pedale ed è costretta a lasciar campo libero ad Annemarie e Vas.

Worst è nettamente superiore e rischia addirittura di andar a superare Pieterse, che però difende il secondo posto, concludendo la prova con 5″ di ritardo da Brand, autrice dell’ennesima cavalcata solitaria. Detto del podio raggiunto dalla portacolori della 777 (sempre più una conferma per le posizioni dalla terza alla quinta), la top ten continua con Vas al quarto posto, Van Empel al quinto, Vos al sesto (deludente la sua prova, anche se gli ultimi due giri sono degni di nota), Betsema al settimo, Van Anrooij all’ottavo, Van der Heijden e Franck al nono e decimo. Con la vittoria odierna e la debacle di Betsema, Lucinda mette in cassaforte la classifica generale (59 i punti di vantaggio), potendosi permettere di saltare un fine settimana (probabilmente quello di Flamanville) per preparare al meglio la rassegna iridata di Fayetteville.

Un problema meccanico decide in negativo la corsa di Van Aert. Bravissimo Pidcock ad approfittarne
In campo maschile il solito, ovvio, favorito era Wout van Aert. Il percorso, tuttavia, non gli strizzava l’occhio più di tanto, perché i segmenti in cui poteva usare la propria potenza non erano molti e sicuramente meno di quelli in cui Pidcock e Iserbyt potevano far valere l’esplosività e la tecnica. Si prospettava pertanto una gara più equilibrata che in altre occasioni. Scattano bene dai “blocchi” Van der Haar, Vandebosch e gli stessi Iserbyt e WVA. Non malvagio nemmeno il posizionamento di Pidcock, Toon Aerts paga invece diversi metri dai migliori. Una caduta mette immediatamente fuori gioco Van Kessel, già indebolito dal volo di ieri a Baal.

Pochi istanti dopo, passati nemmeno 90 secondi dal via, avviene ciò che decide la corsa: Van Aert, in quel momento in quarta posizione alle spalle di Vandebosch, non si accorge che gli è caduta la catena e con un paio di pedalate di troppo la incastra sul piccolo plateau, perdendo poi una trentina di secondi per rimetterla a posto. Riparte addirittura in quarantesima posizione, con 45″ di distanza dai primi, sempre guidati da LVDH, che continua con la propria andatura anche durante la seconda tornata. Al secondo passaggio sulla retta d’arrivo in testa troviamo Iserbyt, subentrato a Van der Haar dopo il muro (passaggio che favorisce gli atleti brevilinei, a differenza dei normali tratti a piedi), con a ruota, oltre al campione europeo, Hermans, Vandebosch, Pidcock e Vanthourenhout. Aerts, Sweeck e Baestaens sono distanti una decina di secondi.

Van Aert ha già recuperato venti posizioni, ed ha realizzato il round più veloce, girando 2″ meglio di Eli nonostante tutti i crossisti che ha dovuto sorpassare (in un circuito con molti single track in cui superare è quasi impossibile). Il campione della Ineos avverte il pericolo di una possibile rimonta del belga e senza ulteriori indugi prende con decisione la testa del gruppo e sferza un attacco micidiale al quale il solo Iserbyt è in grado di rispondere. Van der Haar, altro atleta piccolino, rimane nel mezzo fra i due di testa e il drappello con Hermans, Vanthourenhout e Aerts. Questa accelerazione non permette a Wout, ora diciassettesimo, di recuperare ulteriori secondi e gli suggerisce di continuare senza dare il tutto per tutto, ma limitandosi a raggiungere il quarto posto, unico obiettivo che pare alla portata senza sforzi sovrumani.

Davanti Tom continua con i suoi rilanci tremendi nei tratti scorrevoli mettendo alle corde il leader di CDM anche nei tratti tecnici e nel muro in riva al lago, una condotta di gara davvero esaltante. Questo quarto giro di Pidcock è il più veloce in assoluto e gli permette di avviarsi a metà gara con 4″ di vantaggio su Iserbyt. Da qui in avanti la situazione è pressoché cristallizzata, ma mai decisa, perché, come ovvio che sia, Pidcock rallenta un po’ il ritmo e non è più travolgente come nella prima parte, lasciando la porta aperta a Iserbyt che lotta con grandissima caparbietà non lasciandogli mai più di dieci secondi.

Elemento d’interesse è la rimonta di WVA che precede senza particolari intoppi fino all’ottavo giro, tornata nella quale raggiunge il quarto posto di Aerts, obiettivo che si era preposto per sua stessa ammissione dopo le prime tre tornate. Senza troppi patemi stacca il connazionale e arriva così fino ai piedi del podio, su cui salgono Pidcock, Iserbyt e Van der Haar. Nell’ultimo giro l’alfiere della Pauwels prova il tutto per tutto per rientrare sull’inglese, ma commette un errore nel segmento immediatamente precedente al muro del mulino, dicendo addio ad ogni possibilità di rientro.

Arriva il secondo sigillo in stagione (e in Coppa) dopo Rucphen per Pidcock, straordinario nel leggere la corsa e nell’attaccare ogni curva e ogni salita. È anche la prima occasione negli ultimi due anni nella quale sconfigge in uno scontro diretto nel cross Wout van Aert. Iserbyt, secondo a 12″, si aggiudica la classifica generale al termine di una stagione dominata contro gli altri crossisti puri (o quasi) e può quindi permettersi di saltare il weekend con Flamanville per un training camp in Spagna e magari anche la prova di Hoogerheide, in modo tale da volare in America con un giorno d’anticipo. Van der Haar è terzo dopo i problemi al ginocchio che lo hanno afflitto negli ultimi tempi, proprio davanti a Wout van Aert, dal quale ci aspettiamo una nuova prova di forza a Herentals. Quinti e sesti Aerts e Vanthourenhout, gara non esaltante la loro. In top ten anche Hermans, Sweeck, Baestaens e Vandebosch. I primi U23 sono Verstrynge (quattordicesimo) e Mason (quindicesimo).

Prossimo appuntamento mercoledì con l’X2O di Herentals, a casa di Cant, Van Aert e molte altre famosissime personalità del mondo crossistico e ciclistico in generale, come Herygers e Rik Van Looy. Pidcock sarà presente anche martedì al cross indipendente di Gullegem.

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