Eli Iserbyt vincente a Flamanville in Coppa del Mondo
Eli Iserbyt vincente a Flamanville in Coppa del Mondo

Iserbyt riprende il filo con la vittoria

Coppa del Mondo a Flamanville, mancano molti big e festeggiano Eli e – tra le donne – Fem Van Empel. Belle prove azzurrine con Luca Paletti e Valentina Corvi

Sola e un po’ abbandonata a sé stessa la tappa numero 14, su 15, della Coppa del mondo di ciclocross. Sola perché, anche a causa delle norme vigenti in Belgio per combattere la pandemia, gli organizzatori del Kasteelcross di Zonnebeke sono stati costretti ad annullare la propria corsa, indipendente, lasciando a Flamanville (Francia) l’onere e l’onore di ospitare l’unico cross internazionale del fine settimana (ce ne sarebbe uno anche in Gran Bretagna, a dir la verità, ma la partecipazione è scarna); abbandonata, invece, perché molte nazionali hanno preferito evitare l’ennesima trasferta stagionale per focalizzarsi sul prossimo back to back (Hamme e Hoogerheide) e soprattutto sul Mondiale.

Flamanville, dicevamo, teatro della quattordicesima e penultima prova di Coppa per quanto concerne le categorie élite e U23 femminile (aggregate però alle élite), nonché quarta ed ultima (alla luce del recente annullamento delle prove giovanili ad Hoogerheide) per juniores e under uomini. Il percorso si snoda nel parco del castello e termina proprio davanti ad esso, in una cornice (soprattutto nelle ultime curve) davvero spettacolare ed attraente. Relativamente veloce, il circuito alterna probanti segmenti tecnici, che mettono in risalto le qualità nella guida del mezzo di alcuni, ad altri in cui è l’unione fra esplosività e potenza a farla da padrona, nonostante ad una prima occhiata il tracciato possa risultare veloce quanto Rosmalen o Hulst (è simile a entrambi, ma nel complesso più impegnativo).

Ad aprire le danze in prima mattinata (9.30 per la precisione) gli uomini junior. Archiviata la pratica CDM, conquistata agilmente con tre vittorie su tre, Haverdings va in cerca del quindicesimo successo su diciotto gare stagionali. Considerate le assenze pesantissime di tutta la squadra belga, della selezione britannica, del campione panamericano Spranger e dello svizzero Christen, incaricati di mettere i bastoni fra le ruote al fenomeno neerlandese i francesi Lequet e, soprattutto, Lesueur e, perché no, i nostri atleti, guidati dal neocampione italiano Scappini e dal bronzo europeo Paletti. Nel primo giro Haverdings impone subito il proprio ritmo, selezionando un terzetto con lo stesso Paletti e Lequet. Già dalla seconda tornata l’andatura del neo-acquisto del team Baloise si rivela insostenibile per i due compagni d’avventura. Dopo una pessima partenza risale anche Lesueur (favorito per il secondo posto), che dopo 15 minuti di gara aggancia Paletti. I due danno vita ad una lotta equilibrata per il podio dietro ad Haverdings, che trionfa con più di un minuto di margine, ulteriore segnale della sua enorme superiorità. Nel finale il francese risulta incontenibile, ma per Paletti questo terzo posto è un grandissimo stimolo in vista della rassegna iridata ed arriva appena in tempo dopo un periodo negativo. Quarto Lequet, che gestisce il margine accumulato nella prima tornata per difendersi dagli attacchi dei connazionali. Cafueri decimo, mentre Scappini, dopo una partenza molto promettente deve desistere e termina al tredicesimo posto.

Di seguito la prova femminile, non costellata come quella maschile dalle assenze, ma in parte svuotata dalla mancata partecipazione di Zoe Backstedt, vera e propria “fuori categoria” per le coetanee. Leonie Bentveld, l’eterna seconda, diviene dunque la favorita sia per il successo parziale, sia per la vittoria nella classifica, dove dopo le prime 3 prove paga 30 punti alla figlia d’arte. Necessario il primo posto (40 punti) per aggiudicarsi la generale, dato che a parità di punteggio avrebbe la meglio il maggior numero di successi di Backstedt. Alleate della britannica in questa circostanza la truppa ceca (con le fantastiche quattro: Hanakova, Hladikova, Dlaskova e Kopecky) e quella italiana. Da tenere in considerazione per una top 5 Molengraaf. Basse però le possibilità di sconfiggere la neerlandese. Bentveld parte forte e stacca tutte già dopo le prime curve, ma Corvi e Hladikova rientrano nel corso del secondo giro, mentre Venturelli è in lotta con Molengraaf e Hanakova per un piazzamento tra le prime 5. Inaspettatamente, grazie ad una splendida prova, Corvi riesce a contendere la vittoria alla orange fino alla fine, ma dopo quasi 40 minuti di corsa Bentveld ha la meglio sull’italiana e trionfa anche nella classifica generale. Podio completato da Hladikova (unica 2004 insieme alla vincitrice in top 6), mentre grazie a due ottimi ultimi giri Molengraaf ha la meglio su Venturelli e Hanakova (campionessa nazionale), rispettivamente quinta e sesta. In top 10 anche le altre due ceche.

Anche fra gli U23 Flamanville risulta decisiva per decidere il vincitore della generale. Prima del via i primi tre in classifica sono separati da soli 4 punti: Hendrikx, il leader, si trova a 90, il campione del mondo Ronhaar a 88 e Mason a 86. Quest’ultimo ha deciso di saltare la trasferta francese per concentrarsi sulla preparazione in vista di Fayetteville e quindi rimangono solo i due neerlandesi in lizza per la vittoria finale. A sfidarli per ciò che concerne il successo parziale il campione europeo Kamp, la ristretta selezione belga guidata dal campione nazionale Verstrynge e dal compagno in Tormans Wyseure e potenzialmente qualche mina vagante come Rouiller. Meno pericolosa la Francia, numerosissima, come ovvio che sia, e l’Italia. Da Leone e Toneatti ci si attendeva almeno una top 10 considerata la concorrenza, ma purtroppo l’esito finale non è stato positivo come sperato.

Per quel che riguarda le posizioni di vertice, invece, partenza al fulmicotone di Hendrikx, il quale guadagna circa 7/8″ sul terzetto Kamp-Ronhaar-Verstrynge. Tutti gli altri a distanza siderale. Il campione del mondo cambia passo prima di metà gara e si riporta sul leader di CDM, trascinandosi dietro anche Kamp e Verstrynge, unico belga tra neerlandesi, che però, come giusto che sia, non giocano di squadra. Il finale regala un doppio duello affascinante: davanti Ryan ed Emiel a giocarsi la tappa, dietro Mees e Pim in lotta per la classifica. L’hanno vinta il campione belga, che timbra subito con il driekleur, ed Hendrikx, il quale si difende dall’assalto di Ronhaar e oltre al terzo posto odierno coglie il successo nella generale (115 punti contro 110). Grazie al primo posto, Verstrynge risale sino alla terza posizione (104 punti) e si candida come uno dei papabili per la vittoria in Arkansas. Ricapitolando: primo Verstrynge, secondo Kamp (a 1″), terzo Hendrikx (25″), quarto Ronhaar (26″), quinto Kuypers e sesto Rouiller. Dal settimo al dodicesimo posto tutti francesi.

Una volata all’ultimo metro per il successo di Fem Van Empel
Al femminile parterre di favorite composto quasi esclusivamente da U23; Van Empel, Pieterse e Vas, infatti, possono sfruttare le assenze di Brand (vincitrice della Coppa del Mondo), Betsema, Vos (neo-campionessa neerlandese), Worst, Alvarado e in misura decisamente minore anche di Cant per mettere nel carniere un ulteriore successo (nel caso di Vas, prima a Overijse, e di Van Empel, la quale ha timbrato a Vermiglio) o per garantirsi la prima affermazione in una challenge (si parla di Pieterse, che conduce nella classifica riservata alle under). Chi può fermarle? Ad una prima occhiata della startlist si direbbe nessuno, forse solo Bakker e Van der Heijden possono coltivare qualche minima speranza. Il contingente italiano si presenta in Francia forte delle presenze di Lechner e soprattutto della campionessa italiana Persico, la quale su un tracciato simile e con questa sparuta concorrenza deve ambire ad un posto tra le 5.

Scatta forte dai blocchi Van der Heijden, che probabilmente prediligerebbe un terreno più fangoso, seguita da Lechner, Clauzel (Helene), Van Empel, Persico e Pieterse. Paga qualcosina, ma si tratta di pochi metri, Vas. All’ingresso del segmento centrale del circuito la campionessa mondiale e neerlandese in carica forza l’andatura e solo Puck regge il forcing, mentre Inge e Silvia sono costrette a perdere secondi. La magiara le passa in tromba e si riporta agilmente sulle due quasi coetanee in corrispondenza del rettilineo finale. Approfittando del momento di calma tra le tre, anche Persico e Van der Heijden ritornano sotto. Dietro di loro, distanti già 15″, Clauzel, Lechner e Bakker, dalla quale era lecito aspettarsi di più, visto che in questo periodo la scorsa stagione faceva faville.

Nel secondo giro Pieterse sfrutta la propria superiorità nella guida (salta le barriere nonostante in quest’occasione il fondamentale sia stato reso più complicato del solito dal posizionamento delle tavole) per staccare tutte le rivali. A differenza di altre volte non c’è una Brand o una Vos a inseguirla, ma la tendenza di Puck a calare, seppur pochissimo, nei finali di gara, fa preoccupare, soprattutto se sono previste ben sei tornate (quasi 54′ di gara!). I rettilinei in leggera salita permettono a Van Empel di rimanere a tiro e di non affondare come successe a Hulst dopo la sgasata di Pieterse. In apertura di terzo giro Fem addirittura rientra, mentre Vas insegue a 17″. Persico e Van der Heijden procedono insieme a oltre mezzo minuto.

Da questo momento in avanti la prova dell’ungherese si trasforma in una gara di mantenimento del ritardo accumulato fin lì sulle rivali, che si contendono la vittoria corpo a corpo. Fem conduce con attenzione per la maggior parte del tempo, con Pieterse che ogni tanto prova il sorpasso e l’attacco nelle discese tecniche, non riuscendo mai a staccare l’atleta della Pauwels. Nella sesta ed ultima tornata Van Empel impone un ritmo elevatissimo e Puck appare al gancio, ma riesce a salvarsi e rimanerle attaccata, grazie alla pulizia tecnica e ai numerosi rilanci. Si prospetta dunque una volata che vede come netta favorita Van Empel, forse la più veloce del lotto con Vos. Fondamentale per lei presentarsi in testa all’ingresso del rettilineo, dato che Pieterse è sì meno forte allo sprint, ma non certo ferma come Arzuffi. Fem prende in testa l’ultima contropendenza ed esce da lì con qualche metro di vantaggio su Puck, ma subito dopo commette un grande errore. Invece di tirare dritto, rallenta e cambia rapporto.

Pieterse, al contrario, appena arrivata sull’asfalto rilancia subito l’azione e poco prima dell’ultima curva sorpassa la connazionale, quasi sorpresa da questa mossa. Pieterse è in testa, Van Empel rimonta, rimonta, rimonta e a una decina di metri dalla linea d’arrivo la supera e si prende la seconda affermazione stagionale in Coppa. Una volata più sudata del dovuto, ma davvero spettacolare. Alle spalle di Puck, alla quale manca solo un successo per coronare una stagione splendida, arriva Vas (23″ il distacco), non ancora tornata ai livelli autunnali, ma ad un ottimo punto per ciò che concerne il fondo: dopo la seconda tornata non ha più perso secondi nei confronti delle battistrada. Quarta piazza per Van der Heijden (1’29”), quinta la campionessa italiana Persico, battuta in volata dalla neerlandese, ma perfetta a centrare ciò che ci si aspettava da lei. Completano la top ten Clauzel, Bakker, Lechner, Norbert-Riberolle e Franck.

Iserbyt si chiama pronto per la grande occasione iridata
Non ci sono i big three al via di Flamanville e nemmeno il campione d’Europa LVDH, ma di certo il livello medio della prova maschile è tutt’altro che basso, in particolare grazie al Belgio che schiera tutti gli uomini di punta, escluso Hermans a causa di un problema dell’ultima ora. Partenza rabbiosa di Aerts, ancora arrabbiato per la pessima prestazione al BK, ben marcato da tutti e quattro i Pauwels (Iserbyt, Sweeck, Vanthourenhout e Vandebosch), Van Kessel e il campione di Francia Dubau. Sotto la spinta di un ritrovato Sweeck questi sette creano un gap nei confronti del resto del gruppo, all’interno del quale si segnalano le presenze di Adams e Venturini. Un allungo di Laurens, seguito immediatamente dal capitano Iserbyt, costringe Aerts ad uno sforzo extra per non perdere la testa della corsa, lui che era in settima posizione alle spalle di Dubau. Fin qui i distacchi sono molto limitati all’interno della top 20, segno che il circuito non è dei più adatti a fare differenze.

Nella terza tornata tocca ad Iserbyt tentare l’attacco e come spesso accade quando c’è un crossista superiore alla concorrenza, il primo scatto è quello buono. Toon commette un piccolo errore tecnico e concede a Eli quei 2/3″ che non avrà più indietro. Il buon Aerts si mette d’impegno per ricucire, ma il folletto belga è ormai avviato ad un trionfo di dimensioni inaspettate, soprattutto dopo la debacle di Middelkerke (chissà che in questa stagione non si riveli debole negli appuntamenti che assegnano le maglie). Vanthourenhout rimane fisso a ruota di Toon e nemmeno al termine del terzo giro, quando il portacolori della Baloise sembra completamente stravolto, prova a sorpassarlo. Aspetta fino alla metà della quarta tornata, ma Aerts si è quasi ripreso dal fuorigiri e non se lo lascia scappar via.

La cavalcata di Eli continua nei minuti seguenti senza problemi o errori di alcun tipo, mentre dietro di lui le sbavature si contano sulla dita di una mano, ma fanno perdere lucidità. A due giri dal termine pare che Sweeck possa ritornare in gioco per un piazzamento sul podio e allora Toon accelera con decisione nei tratti in leggera pendenza, riuscendo anche a staccare Vanthourenhout e affrontando a tutta gli ultimi quindici minuti di gara. Nonostante questo il distacco da Iserbyt, il quale può gestire con parsimonia (e decide di farlo), continua a crescere fino ad arrivare ai 59″ finali. Terzo è Vanthourenhout (1’12”), quarto Sweeck (1’39”), al quale serve una grande prestazione al Mondiale per raddrizzare un’annata estremamente negativa. La conferma della crescita di Kuhn in quest’ultima stagione arriva anche per mezzo della quinta piazza odierna, ottenuta battendo Jens Adams, un altro che sta vivendo un periodo particolarmente felice (che gli è valso la convocazione a Fayetteville). Van Kessel, Vandebosch e Dubau calano nella seconda metà di gara, salvando però il posto tra i dieci: concludono rispettivamente settimo, ottavo e nono. Ruegg, neo-acquisto del Team Legendre, è decimo, davanti ai tre Deschacht Soete, Meeusen e Baestaens, anch’essi convocati da Sven Vanthourenhout per il Mondiale (con l’eccezione di Tom).

Dalla gara di oggi non possiamo trarre troppe indicazioni riguardo ciò che vedremo negli States tra due settimane, visto che il percorso di Fayetteville comprende più salita e considerato che molti hanno alle spalle una settimana intensa di carico, se non che Iserbyt punta forte ad un appuntamento che rischia di essere unico nell’arco della sua carriera (ma non si sa mai, nessuno si aspettava che MVDP e WVA rinunciassero al Mondiale, potrebbe succedere di nuovo). Il prossimo fine settimana le prove di Hamme (X2O, sabato) e Hoogerheide (CDM, domenica) ci aiuteranno a comprendere con più precisione il quadro generale, grazie soprattutto al ritorno del big più atteso: Tom Pidcock.

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