Parigi-Roubaix 2022 – Dieci nomi

Partenza: Compiègne ore 11.15
Arrivo: Roubaix ore 17.05-17.45 circa

Analisi del percorso: 257.2 km di passione distillata attraverso 30 settori di pavé diversamente ardui, la cui difficoltà è segnalata dalle stellette, da 1 a 5. L’arrivo nel Vélodrome André Pétrieux. Nemmeno un metro di salita eppure una classica che quasi sempre risulta la più dura di tutte. Insomma della Parigi-Roubaix sappiamo proprio tutto, il percorso lo conosciamo a memoria anche se non è scevro da modifiche di anno in anno. La sostanza resta però sempre la stessa: tre soli settori a 5 stelle, la Foresta di Arenberg a 95 km dalla fine, Mons-en-Pévèle ai -49 e infine il Carrefour de l’Arbre ad appena 17 dalla conclusione. Nomi che già solo a scriverli o a citarli regalano brividi. Il meteo è benigno nei confronti dei corridori, giornata di sole e quasi totale assenza di vento, il fango di 7 mesi fa ce lo possiamo scordare, ma va anche bene così, è giusto che certe edizioni restino epiche, isolate come episodi speciali.

1.Mathieu Van der Poel

L’osservato speciale. Dopo quel Fiandre leggendario ha faticato un po’ all’Amstel, ma la Roubaix è diversa, è l’obiettivo più importante e Mathieu ha un conto aperto con Lei dopo la sconfitta in volata del 2021. Dovrà muoversi con accortezza tattica, perché in molti cercheranno di anticiparlo usando le pedine a disposizione e sfruttando la superiorità numerica.

2.Mads Pedersen

Il danese non ha grandi risultati nella Regina, ma l’anno scorso era con i migliori prima di incocciare contro Luke Rowe. Supportato da un cast di assoluto rispetto, il suo scenario ideale è una Roubaix non eccessivamente selettiva che si concluda con una bella volata nel velodromo.

3.Kasper Asgreen

A proposito di superiorità numerica… La Quick-Step ha fallito in qualunque classica finora, a volte dimostrando poca lucidità tattica oltre che atletica. La voglia di rivalsa è tanta e Kasper, apparso in ottima condizione domenica all’Amstel, è l’uomo designato ad un grande risultato. Occhio anche a Lampaert.

4.Cristophe Laporte

Negli occhi ancora la straordinaria edizione dell’ottobre scorso, quando il francese tra una sfortuna e l’altra, frenando con gli scarpini e correndo totalmente isolato colse un encomiabile sesto posto. La squadra si muoverà al suo servizio, a lui l’onere di rispondere alle strappate degli altri big.

5.Stefan Küng

Lo svizzero è stato protagonista ovunque in questa primavera e gli mancherebbe solo una vittoria per concludere in bellezza la prima parte di stagione. Potenza e capacità di muoversi in gruppo sono sue doti, ha tutto ciò che serve per portarsi a casa una Roubaix, meno lo spunto veloce.

6.Dylan van Baarle

La Ineos è uno squadrone, forse lo squadrone e Van Baarle ne è il leader indiscusso: uomo sempre capace di grandi cose nelle grandi corse. Ma a seconda della situazione possono avvantaggiarsene anche i due promettentissimi Ben Turner e Magnus Sheffield.

7.Filippo Ganna

Tanta curiosità per vedere come se la caverà il piemontese sulle ostiche pietre francesi; anch’egli in casa Ineos riceverà attenzioni particolari dopo aver preparato con minuzia ogni aspetto della Roubaix. Non è uno su cui puntare ad occhi chiusi in una classica del genere, ma con campioni così è sempre bene tenere gli occhi ben aperti ed osservarne i movimenti.

8.Matej Mohoric

Altro nome ricorrente tra marzo e aprile, lo sloveno avrà l’arduo compito di difendere il titolo conquistato pochi mesi fa da Colbrelli. I colpi da finisseur sono il suo pane, le azioni da lontano nelle sue corde. Sempre in casa Bahrain, attenzione a Wright e all’esordiente Teuns.

9.Nils Politt

Non è nella forma in cui vorrebbe essere e ha faticato durante tutta la campagna belga. Allora perché inserirlo? Perché tra Dwars e Ronde si è visto qualche miglioramento e soprattutto perché il tedesco è uno di quei corridori che vive per la Roubaix.

10.Wout van Aert

Non poteva mancare. Nemmeno ora che è appena tornato dopo una settimana di inattività e il Covid. Il campione belga è una totale incognita, nessuno (nemmeno lui probabilmente) sa bene a che punto sia con la condizione, ma quando si presenta al via non lo fa mai solo per partecipare.

a cura di Pietro Mauriello

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