Seconda Liegi in carriera per Annemiek Van Vleuten @ Movistar Team-PhotoGomezSport
Seconda Liegi in carriera per Annemiek Van Vleuten @ Movistar Team-PhotoGomezSport

La Doyenne è proprio lei: Annemiek Van Vleuten

La neerlandese, oggi incontenibile, vince in solitaria la Liegi-Bastogne-Liegi. Podio per Grace Brown e Demi Vollering, ancora protagoniste Elisa Longo Borghini e Marta Cavalli, quinta e sesta

Non poteva esserci personaggio più simbolico per segnare il passaggio dalle grandi classiche alla stagione delle gare a tappe che per il ciclismo femminile si aprirà con le prove di questa prossima settimana, per culminare – dopo una serie mai finita di “giretti” anche World Tour – nei grandi giri estivi, definizione ereditata dalle prove maschili in quanto Tour e Vuelta non sono ancora così “grandi” tra le donne. Il Giro sì, e per la più lunga e dura delle gare femminili (dal 30 giugno al 10 luglio) la favorita sarà la stessa che ha vinto oggi: Annemiek Van Vleuten.

La 39enne della Movistar si è messa in testa quest’anno di vincere davvero tutti e tre i cosiddetti “GT”; nel frattempo però non poteva mancare di raccogliere qualche soddisfazione nelle classiche: il suo precoce successo alla Omloop Het Nieuwsblad le aveva forse fatto pensare di poter trovare strada libera anche in questa primavera, e invece poi sono state più le mazzate che altro per lei: seconda a Strade Bianche, Fiandre e Freccia, quarta nell’Amstel, direttamente assente alla Roubaix. Non le restava che la Liegi per lasciare un profondo segno, e oggi la neerlandese, dominatrice per indole e vincente per natura, non ha lasciato niente di intentato: all’attacco sulla Redoute, all’attacco sulla Roche-aux-Faucons, bravissima a respingere il pur valente tentativo delle prime inseguitrici di rimettere tutto in discussione, e infine legittimata a tutti i sorrisi del mondo: la Decana che vince la Decana, un trionfo di Doyennes in questa domenica di fine aprile.

Le italiane oggi hanno mancato l’appuntamento col podio, ma le più attese tra loro sono state comunque nel vivo, protagoniste quasi quanto la Van Vleuten; quinta e sesta alla fine Elisa Longo Borghini e Marta Cavalli, quest’ultima andata davvero vicino alla tripletta con Amstel e Freccia: avrà tempo per riprovarci, nel caso, oggi nel finale, capito che non avrebbe più avuto occasione di un’azione personale, si è spesa (con successo) per la piazza d’onore della compagna Grace Brown, mentre il terzo gradino del podio è andato a Demi Vollering, un’altro dei grandi personaggi del ciclismo anni ’20.

Come al solito la Liegi-Bastogne-Liegi femminile potrebbe essere definita direttamente Bastogne-Liegi, in base al luogo di partenza e quello (ovvio) d’arrivo della classica delle côte, giunta alla sesta edizione tra le donne. 142.1 km da coprire e subito una grande battaglia per dar vita a una mezza fuga, impresa riuscita solo dopo 32 km a quattro atlete: Magdeleine Vallieres Mill (EF Education-TIBCO), Flora Perkins (Le Col-Wahoo) e la coppia Liv Racing Xstra formata da Jeanne Korevaar e Quinty Ton. Il vantaggio massimo è stato di 1’40” al km 50, poi sono iniziate le salite e il gruppo si è avvicinato. Anzi, sulla spinta della SD Worx, è andato direttamente a chiudere sulle fuggitive al passaggio dalla Côte de la Haute-Levée, ai -70.

In vista del Col du Rosier, a 63 km dal traguardo, è partito un contrattacco, e sulla salita si è sostanziato un drappello di 8 in avanscoperta: Marlen Reusser (SD Worx), Sara Martin (Movistar), Leah Thomas (Trek-Segafredo), Soraya Paladin (Canyon//SRAM Racing), Evita Muzic (FDJ Nouvelle-Aquitaine Futuroscope), Amanda Spratt (BikeExchange), Leah Kirchmann (DSM) e Clara Honsinger (EF Education-Tibco-SVB). Tanta qualità davanti e vantaggio che è subito volato a 1’30” nonostante il tentativo della UAE ADQ, rimasta fuori dall’azione, di tenere a freno il gap. Il margine massimo, toccato ai -40, è stato poi ridotto dalla forte reazione di Jumbo-Visma e pure della Trek, evidentemente non rassicurata dalla presenza della sola Thomas tra le attaccanti.

Fatto sta che all’imbocco della Redoute ai -31 il distacco del gruppo delle più forti era già sceso a mezzo minuto. La salita simbolo della Liegi riesce a fungere ancora da spartiacque nella prova femminile, cosa che non riesce più a essere per quella maschile. Sul tratto più duro il forcing di Annemiek Van Vleuten (Movistar) ha trovato la risposta di Ashleigh Moolman e Demi Vollering (SD Worx) ed Elisa Longo Borghini (Trek). Marta Cavalli (FDJ) un passo indietro. AVV ha chiuso sulle prime esattamente a 30 km dalla fine, le altre tre contrattaccanti (su cui Cavalli andava a chiudere col suo passo) erano pochi metri più indietro, ma sufficienti per non poter opporre nulla al persistere dell’attacco di Annemiek, che ha proseguito nella sua azione portandosi al mozzo la Reusser.

Superata la Redoute, a 10″ dalla coppia di testa andava organizzandosi un drappello composto dalle superstiti della fuga e le sopraggiungenti dal gruppo: Vollering e Moolman che avevano la Reusser davanti, quindi le coppie Thomas-Longo Borghini e Muzic-Cavalli, quindi la Spratt e la Paladin. Reusser, in ossequio alla logica di squadra, non ha mai collaborato con Van Vleuten; la quale, in ossequio alla logica personale, se n’è fregata e ha proseguito lo stesso, destinata a non trovare soddisfazione dalla situazione in essere.

Dietro il mondo non dormiva comunque: e dal gruppo erano pronte a riemergere ancora Grace Brown (FDJ), Arlenis Sierra (Movistar), Kasia Niewiadoma e Pauliena Rooijakkers (Canyon), Liane Lippert e Juliette Labous (DSM), che sulla salitella di Sprimont ai -24 sono tutte riuscite a riportarsi sul gruppetto Cavalli, che a sua volta teneva sempre nel mirino la coppia Van Vleuten-Reusser, ripresa ai -22.5. Subito è partita in contropiede Rooijakkers, e in contro-contropiede s’è mossa la Brown; sulle prime le SD Worx (con la solita Reusser) pareva sul punto di andare a chiudere, ma evidentemente, non trovando supporto nelle altre, Vollering e compagne hanno tolto il piede dall’acceleratore dando così spazio all’azione dell’australiana che è volata a +23″ mentre dietro regnava l’anarchia.

Restava però la Roche-aux-Faucons ai -15, e qui è andato in scena, inevitabile, il nuovo attacco di Van Vleuten, a cui reagivano Moolman, Cavalli, Longo Borghini e Vollering, mentre Lippert era l’ultima delle altre a cedere. Ai -14 Annemiek ha allungato ulteriormente andando a chiudere sulla Brown e ripartendo di netto, mentre dietro erano Vollering e Cavalli quelle più convinte nell’inseguimento, tanto da staccare pure Longo e Moolman, mentre la Brown provava in qualche modo a salvarsi. Saggiamente Marta e Demi non hanno forzato, perché per loro era fondamentale recuperare il supporto di Brown e Moolman, e in effetti nella discesina dalla Roche il gruppetto si è ricomposto: c’erano da recuperare 15″ su Van Vleuten, la quale ai -12 ha trovato il prolungamento della côte, un falsopiano su cui in altri tempi avrebbe allungato a dismisura, mentre in questo caso si è accontentata di tenere a 15-20″ il gruppetto in cui Moolman martellava abbastanza: pure troppo per la sua stessa compagna Vollering, che per un attimo è andata in chiaro affanno.

Superata la fase di salita, le inseguitrici hanno trovato un accordo tanto buono quanto necessario, con le due coppie a spingere senza remore, mentre Longo Borghini se ne è stata per un momento in disparte, prima di attivarsi pure lei ai -9. Restava il fatto che quella davanti era una vera locomotiva, per cui da lì non ci si schiodava, il vantaggio restava sostanzialmente invariato. E allora, quando dài e dài ma ti accorgi che la belva non la catturi, sopraggiunge il tipico scoramento che anche oggi è comparso puntuale ai -5: le inseguitrici si son ritrovate fiaccate nel morale prima ancora che nelle gambe e la capitana Movistar ha allungato vieppiù, superando il mezzo minuto e andando a chiudere in scioltezza per la sua seconda Liegi dopo quella vinta nel 2019.

Al chilometro e mezzo la Moolman, che sul falsopiano della Roche aveva ben capito di avere qualcosa in più rispetto a tutte le altre del gruppetto, ha piazzato l’allunghetto pro-piazza d’onore, ma le FDJ non hanno permesso la realizzaziuone di tale progetto; nella volata delle battute, a 43″ da Annemiek, la Brown si è in effetti presa il secondo posto davanti a Vollering, Moolman e Longo Borghini, con Cavalli che ha chiuso sesta a 47″ dopo aver lavorato per lo sprint della compagna. A 1’58” è arrivato un altro gruppetto con Sierra, Lippert, Niewiadoma, Spratt e Rooijakkers; a 2’05” è stata cronometrata Labous, mentre nel drappello arrivato a 2’55” ha trovato posto (per la precisione il 15esimo dell’ordine d’arrivo) Soraya Paladin. 78 ragazze hanno concluso la prova nel tempo massimo, altre 17 sono arrivate OTL.

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