Vincenzo Nibali impegnato nella prima prova contro il tempo del Giro 2022 © RCS Sport
Vincenzo Nibali impegnato nella prima prova contro il tempo del Giro 2022 © RCS Sport

Il Nibali che non ti aspetti e un Ciccone che già insegue

Il borsino dei favoriti: ogni due tappe vi proporremo il punto della situazione sui protagonisti della classifica del Giro d’Italia. In salita Vincenzo come anche Kelderman e Bardet, stabile Carapaz, giù López e Carthy

IN SALITA

Simon Yates
Come non partire dal vincitore della cronometro. Il capitano della BikeExchange ha preparato meticolosamente l’avvicinamento a questo Giro e dimostra di ritrovarsi in una condizione eccellente. In classifica generale balza subito davanti a tutti i diretti avversari, e i suoi secondi di vantaggio su Carapaz sono già 24. Ci si augura per lui che riesca a tenere questa ottima forma per tutte e 3 le settimane, cosa che non è riuscito a fare in passato, ma per la vittoria finale Simon c’è, eccome.

Tom Dumoulin
La cronometro è sempre stata il suo terreno preferito, ma è bellissimo ritrovarlo a battagliare con i migliori in un grande giro. Sul finale in salita di Visegrád è sembrato attento e sul pezzo, tagliando il traguardo insieme agli altri big. Per lui l’Etna di martedì sarà un primo, importantissimo, esame; ma quello che conta è che per ora Tom è lì, e nessuno si può permettere di sottovalutarlo. Molto bene anche il giovane compagno di squadra Tobias Foss, e la Jumbo-Visma si ritrova subito con due capitani in top10.

Vincenzo Nibali
Una due giorni inaugurale che vede anche lo Squalo protagonista, un po’ a sorpresa. Dopo essere arrivato con tutti i migliori nella frazione inaugurale, Nibali sfodera un’ottima cronometro concludendo in dodicesima posizione. Le gerarchie in Astana non sono ancora chiarissime e i suoi 23″ di vantaggio sul compagno López potrebbero complicare ulteriormente le decisioni all’interno del team kazako. Anche per lui l’Etna sarà un primo importante spartiacque.

Wilco Kelderman
Dopo un avvicinamento anonimo alla corsa rosa l’olandese della Bora-Hansgroh stupisce tutti facendosi trovare immediatamente pronto. Tra i più brillanti in assoluto nel finale della prima tappa è autore di una bella cronometro conclusa in settima posizione. In classifica generale si ritrova quindi come il più vicino tra i big a Yates e Dumoulin, e vista la sua tipica regolarità nei 21 giorni di gara è un ottimo punto di partenza. Più indietro invece i suoi compagni di squadra Jai Hindley, che comunque si difende, e soprattutto Emanuel Buchmann, che soffre oltremodo la prova contro il tempo.

Romain Bardet
Dopo la convincente vittoria del Tour of the Alps il francese comincia con il piglio giusto questo Giro. Stupisce in particolar modo la sua prestazione nella cronometro, che conclude in 17esima posizione. Probabile che il percorso tecnico abbia premiato la sua grande abilità nel gestire la bicicletta. In ogni caso un inizio per lui convincente in attesa di vederlo all’opera sulle montagne, dove ha dimostrato di aver ritrovato la gamba giusta. Paga qualcosa nella prima tappa invece il compagno di squadra in DSM Thymen Arensman, ma riesce a recuperare subito con una buona prestazione a cronometro.

STABILI

Richard Carapaz
L’uomo indicato dai più come grande favorito per la vittoria finale si ritrova subito ad inseguire. Un sesto posto nella prima tappa ed una prestazione tutto sommato in linea con le aspettative nella cronometro. Eppure l’ecuadoriano della Ineos Grenadiers si ritrova già con 24″ da recuperare a Simon Yates. Di terreno ce n’è tantissimo e questi 24″ potrebbero non voler dire molto, ma chi pensava che sarebbe stato tutto facile per lui sin da subito si è sbagliato. Restando in INEOS, rimane in classifica anche un solido Richie Porte che, se dovesse riuscirci a lungo, potrebbe anche svolgere il ruolo di seconda punta.

Pello Bilbao
Il basco della Bahrain-Victorious è il migliore tra gli uomini di classifica nella prima tappa, dove conclude terzo. Un po’ sottotono invece la cronometro odierna, che lo vede autore di una prova all’incirca in linea con gli altri big della generale, anche se forse da lui ci si aspettava qualcosina in più.

Mikel Landa
Come il compagno di squadra Bilbao, anche Landa esce da questi primi due giorni con una situazione prevedibile. Perde qualcosa in più degli altri favoriti nella prova contro il tempo ma non si può nemmeno dire insoddisfatto, viste alcune sue prove nella specialità ben peggiori in passato.

João Almeida
Tra i big migliori nella prima frazione, Almeida delude un po’ le aspettative nella cronometro. In molti infatti lo indicavano come possibile favorito per la vittoria della seconda tappa, ma l’undicesimo posto del portoghese della UAE, viste le caratteristiche, non lo può lasciare completamente soddisfatto. In classifica è comunque a ridosso della top10, e la sua tendenza a crescere nell’arco delle 3 settimane fa ben sperare.

IN DISCESA

Miguel Ángel López
Si sa che la cronometro non è la sua specialità, ma per un uomo che come lui punta al podio 42″ di ritardo da Simon Yates rischiano di essere già non pochi. Di certo è difficile immaginare che il compagno di squadra Nibali sarà a sua completa disposizione sin dalla tappa dell’Etna.

Guillaume Martin
Il francese ha più volte ribadito di ambire alla top5 finale di questo Giro. Se ciò fin da subito è sembrato un obiettivo molo ambizioso, dopo questa due giorni lo sembra ancor di più. Gli avversari per un posto tra i 5 sono tantissimi e tutti in forma, e due giornate incerte come quelle vissute in apertura potrebbero già rivelarsi un bell’handicap per lo scalatore filosofo.

Hugh Carthy
Anche il longilineo scalatore britannico della EF soffre la cronometro e sarà costretto a recuperare sulle salite. Di certo sembra essere impossibile ripetere l’exploit che lo portò sul podio della Vuelta 2020. Il suo rendimento al Giro dello scorso anno è stato per lui abbastanza altalenante, ma per ora un posto in top10 resta ancora ampiamente alla portata.

Giulio Ciccone
Brutta cronometro per Giulio che risulta essere il peggiore tra gli uomini di classifica, perdendo 50″ dal vincitore Yates. La sua leadership nella Trek-Segafredo non dovrebbe comunque essere in dubbio, nonostante uno scalpitante Mattias Skjelmose. La speranza è comunque quella di vedere Ciccone lottare con i migliori in salita, come successo in più occasioni durante il Giro dello scorso anno.

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