Tom Dumoulin e Koen Bouwman festeggiano la vittoria nella tappa di Potenza © Giro d'Italia
Tom Dumoulin e Koen Bouwman festeggiano la vittoria nella tappa di Potenza © Giro d'Italia

Che film i fratelli Koen! Il Blockhaus blocca gli altri

Il borsino dei favoriti: Koen Bouwman vince e torna sotto aiutato da Tom Dumoulin, Richard Carapaz gestisce e controlla, Bora Hansgrohe timida ma in gioco. In attesa del Blockhaus, una tappa che non sposta di molto gli equilibri precedenti

IN SALITA

Koen Bouwman
Dopo la batosta subita sull’Etna, la Jumbo-Visma non ha atteso e alla prima occasione buona ha subito rimesso le cose al proprio posto. Tom Dumoulin e Bouwman inseriti nella fuga di giornata e con quest’azione i neerlandesi hanno preso due piccioni con una fava: vittoria di tappa e guadagno in classifica generale per Bouwman, il quale si trova ora a circa 40″ da Yates, appaiato o quasi a molti altri big. Per lui l’obiettivo di migliorare il dodicesimo posto della scorsa edizione (ed entrare in top ten, se possibile) si fa più realistico, anche se qualche avvisaglia di pericolo è stata fornita dal momento di difficoltà sulla salita di La Sellata; se questa prestazione e quella dell’Etna venissero confermate nei prossimi giorni e Bouwman dovesse perdere terreno nella generale, al neerlandese rimarrebbero comunque da giocarsi altre tappe e la maglia blu di miglior scalatore, graduatoria nella quale ora si trova ampiamente al comando.
Per ciò che concerne Dumoulin, invece, la classifica non sarà più affar suo, ma ci sono in vista tante altre intriganti frazioni da conquistare, più la cronometro finale di Verona.

Richard Carapaz
L’ecuadoriano ha corso ancora da padrone, rispondendo brillantemente in prima persona agli attacchi nelle prime fasi e mettendo poi la squadra a controllare la situazione nel finale. Lo sprint conclusivo affrontato a ruota di Almeida fa presagire un buona gamba e Richard sembra solo aspettare il Blockhaus per sferrare il primo attacco.

Simon Yates 
Dopo le botte nella tappa dell’Etna era rimasto guardingo ed attento a risparmiare la gamba; due giorni tranquilli sembrano essere bastati per consentirgli di recuperare pienamente ed oggi non ha mostrato il minimo segnale di cedimento, anzi, si è prodotto in un convincente sprint in salita. Per lui come per tutti gli altri, il vero test arriva domenica.

 

STABILI

Romain Bardet 
La coppia DSM formata da Bardet e Arensman (in odore di passaggio alla Ineos nel 2023) rimane pericolosa al vertice e il francese non si fa mancare una piccola accelerata per seguire come un’ombra le ruote del campione olimpico e del portoghese Almeida, palesando per l’ennesima volta una condizione tutt’altro che negativa.

Mikel Landa 
Si fa scortare per affrontare in testa il rettilineo finale, ma come da previsioni viene sorpassato da buona parte del gruppetto dei migliori. Considerando le sue attitudini tutto secondo la norma. Una giornata che non cambia di una virgola le ambizioni sue e della Bahrain, incarnate anche da Pello Bilbao, oggi meno volenteroso di altri di farsi vedere nella volatina finale.

João Almeida 
Come nel caso di Carapaz e Bardet, e forse anche di più, questi arrivi sono il suo pane e João lo dimostra con una violenta rimonta all’esterno grazie alla quale conquista un effimero ottavo posto importante però per il morale. Altro motivo per gioire una squadra che si sta dimostrando forte e compatta, con tre italiani, Covi, Ulissi e il protagonista odierno Formolo, e un portoghese, Rui Costa, a spalleggiarlo e difenderlo.

Guillaume Martin 
Se non fosse stato per il risicato distacco in classifica, per il francese questa sarebbe stata la prima di una lunga serie di tappe in cui tentare di rimediare una posizione tra la settima e la decima nella generale grazie ad una fuga da lontano. Tutto sommato per la Cofidis la giornata è positiva: la sfortuna colpisce Villella, ma il lombardo resiste almeno al ritorno del gruppo e centra il quinto posto; il capitano non si fa sorprendere nel finale e disputa una discreta volata. Sarà comunque molto difficile per lui reggere il passo dei migliori lungo le rampe di domenica.

IN DISCESA

Juan Pedro Lopez 
La maglia rosa va difesa ad ogni costo e lo spagnolo della Trek ne è pienamente a conoscenza, tanto che risponde in prima persona alle provocazioni di Kämna a oltre 130 km dal traguardo e mette poi alla frusta la squadra nonostante la presenza di Mollema nella fuga permettesse anche altre scelte decisamente meno dispendiose. Alla fine mantiene la leadership soffrendo lievemente negli ultimi 300 metri. Sul Blockhaus avrà l’arduo compito di proseguire in questa sua avventura rosa.

Wilco Kelderman 
Con Lennard Kämna in seconda posizione, la Bora-Hansgrohe si presentava al via della tappa odierna potendo contare su ben quattro uomini nelle zone calde della classifica. Un potenziale enorme in una frazione che, se interpretata in un certo modo, avrebbe potuto creare delle grosse rivoluzioni nel discorso vittoria finale. Eppure, nonostante qualche timido tentativo e l’attacco deciso ma non decisivo di Kämna, la giornata è scorsa via senza sussulti, favorendo in definitiva chi, come Carapaz, trovandosi in inferiorità numerica preferisce uno scontro frontale in salita ad una battaglia a viso aperto sull’Appennino Lucano, per non doversi trovare a prosciugare le energie proprie o dei compagni di squadra a due giorni da un appuntamento decisivo. Per Kelderman, Buchmann e Hindley ci saranno altre possibilità di far saltare il banco, ma sarà necessario anche un cambio di mentalità all’insegna dell’intraprendenza e del coraggio.

 

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