Un brillante Domenico Pozzovivo arriva con i migliori al Blockhaus © Intermarché-Wanty-Gobert
Un brillante Domenico Pozzovivo arriva con i migliori al Blockhaus © Intermarché-Wanty-Gobert

Pozzovivo e Nibali sul pezzo, Ciccone proprio no

Il borsino dei favoriti dopo il Blockhaus: Bardet, Landa e Almeida insidiano Carapaz. Hindley si fa rivedere, bene anche Nibali e un eterno Pozzovivo mentre crollano Simon Yates e Giulio Ciccone

 

IN SALITA

Romain Bardet
Il successo al Tour of the Alps non era un caso: il capitano della DSM sembra essere tornato quello dei tempi migliori. Risponde sul colpo alle accelerazioni di Carapaz e Landa e, a sua volta, prova ad evadere senza successo. Ora, nella cortissima classifica generale, si trova terzo a 14″ dalla maglia rosa. Per il podio, e forse anche qualcosa in più, bisogna fare i conti con lui.

Mikel Landa
Superata indenne la prima settimana, che diverse volte gli è stata fatidica in carriera, il basco della Bahrain-Victorious si mostra con grande brillantezza sulle rampe del Blockhaus. Il discorso fatto per Bardet vale anche per Mikel, che troveremo sicuramente a battagliare sulle prossime salite.

Jai Hindley
Che bello ritrovare l’australiano a questi livelli. Il secondo classificato del Giro 2020 dimostra di non essere arrivato alla ribalta per caso e prende in mano le redini della sua Bora-Hansgrohe, dimostrando di avere la gamba per giocarsela con i migliori. Sulle rampe del Blockhaus sfrutta con grande scaltrezza il lavoro di Almeida per rientrare sul terzetto di testa e poi punisce tutti in volata. Nella lotta per la generale c’è anche Jai.

Domenico Pozzovivo
Lo scalatore lucano continua a sorprendere. A 39 anni sfodera una strepitosa prestazione che gli permette di stare con tutti i migliori. Evidentemente deve gradire in modo particolare l’ascesa verso il Blockhaus, visto che anche nel 2017 era stato sesto. Il suo nome per un’ipotetica top10 era stato fatto da pochi, ma con Domenico non c’è mai da stupirsi.

Vincenzo Nibali
Un Giro strano e all’insegna dei colpi di scena quello condotto finora dallo squalo. Dopo un’ottima cronometro iniziale a Budapest e una scalata al suo Etna sottotono, Vincenzo sembra ritrovare oggi una buona gamba che gli permette di stare a lungo nel gruppetto dei migliori. Negli ultimi chilometri cede qualcosa ma si gestisce e perde solo 34″ dai migliori. In classifica generale si riposiziona così al tredicesimo posto. Per la top10 i giochi restano quindi aperti, da capire come vorrà impostare queste sue ultime 2 settimane alla corsa rosa.

João Almeida
Ai piedi del Blockhaus sembra in crisi, ma chilometro dopo chilometro va sempre più forte. É proprio lui infatti a rintuzzare su tutti i tentativi di allungo di Carapaz, Landa e Bardet. Stiamo ormai imparando a conoscere João come un corridore che dà il meglio di sé nella terza settimana e, con una seconda posizione provvisoria in tasca, c’è da aspettarselo grandissimo protagonista.

 

STABILI

Richard Carapaz
Il favorito numero uno del Giro si fa vedere attaccando, pur senza fare il vuoto. Da lui forse ci si poteva aspettare una differenza maggiore, mentre l’ecuadoriano sembra essere sul livello dei suoi più temibili rivali. Nulla di allarmante per Carapaz, ma per vincere questa corsa rosa dovrà andare in crescendo. Ancora una volta encomiabile il lavoro di Richie Porte, che seleziona il gruppo dei migliori a meno di dieci unità.

Emanuel Buchmann
Il regolarista tedesco è autore di una prestazione in linea con le aspettative, salendo del proprio passo e limitando le perdite. Il 29enne della Bora-Hansgrohe si trova così già in top10, ma si vede soffiata la leadership dal compagno di squadra Jai Hindley, rimanendo comunque in agguato in caso di crolli dell’australiano.

Juan Pedro López
La maglia rosa si gestisce come può, forse facendosi prendere un po’ troppo dal nervosismo. Sul traguardo perde 1’46” dai migliori ma conserva la maglia rosa, che ora potrà sicuramente indossare per qualche altro giorno. Con il crollo di Ciccone, le responsabilità di classifica nella Trek-Segafredo sono ora addosso a lui, e lo spagnolo lotterà fino in fondo per un piazzamento di prestigio.

Guillaume Martin
Il capitano della Cofidis, dopo un Etna indigesto, s’inventa un mezzo numero andando in fuga nella tappa di Napoli. Sono molte infatti le posizioni recuperate sui diretti avversari e la classifica generale torna alla sua portata. Sul Blockhaus non è brillante, ma si difende con ritmo e regolarità concludendo a ridosso della top10.

Alejandro Valverde
Appare ormai chiaro che il veterano della Movistar voglia provare a resistere in classifica generale, magari andando a caccia di un piazzamento tra i 10. L’interpretazione della salita finale è la solita: Alejandro si stacca abbastanza presto ma riesce con il proprio passo a perdere solo 46″ dai migliori. Non sarà spettacolare, ma è uno stile di corsa per lui brevettato.

Thymen ArensmanValverde
Il giovane scalatore della DSM non è brillantissimo ma si genstisce bene, dosando correttamente le forze una volta staccato dai più forti di giornata. Il decimo posto finale a 58″ dai primi lascia per lui i giochi ancora aperti, anche se srà facile vederlo a disposizione di un arrembante Bardet nelle prossime settimane.

 

IN DISCESA

Giulio Ciccone
Una doccia fredda che non ci voleva, per lo più sulle strade del suo Abruzzo. Giulio è uno dei primissimi a staccarsi dal gruppo dei migliori, poi riesce comunque a non mollare del tutto la presa concludendo con 9’26” di ritardo. In linea teorica un posto in top10 non gli sarebbe ancora del tutto precluso, ma il portacolori della Trek-Segafredo dovrà inventarsi dei gran numeri per riuscirci. In alternativa, caccia ad un successo di tappa.

Pello Bilbao
Il vicecapitano della Bahrain-Victorious cade e si procura diverse abrasioni. Per lui è un peccato perché la gamba sembrava delle migliori, ed infatti il basco riesce con grande grinta ad impostare una scalata finale in rimonta concludendo a ridosso della top10 e quindi non compromettendo un piazzamento finale. Se invece però Pello coltivava qualche speranza di leadership all’interno della squadra, con un Landa in questa forma, dovrà ora farne a meno.

Hugh Carthy
Il longilineo scalatore britannico, capitano della EF, appare in grossa difficoltà su una salita che sulla carta avrebbe dovuto essere adatta alle sue caratteristiche. Alla fine il passivo è pesante, con ben 3’48” di ritardo dai primi. Se il suo obiettivo era quello di migliorare l’ottavo posto dello scorso anno dovrà fare ora molta fatica per raggiungerlo.

 

FUORIGIOCO

Simon Yates
Che peccato perdere così un grande protagonista er la lotta alla vittoria finale. Il folletto di Bury si stacca sulle primissime rampe del Blockhaus e paga ben 11′ dai migliori. Nel post-gara cerca di motivare la crisi odierna con il dolore al ginocchio che da qualche giorno lo affligge (caduta nella quarta tappa) e con il caldo trovato oggi sulle strade abruzzesi. Quello che è certo però è che Simon non riuscirà nemmeno quest’anno a vincere il trofeo senza fine, dovendo così dire addio all’obiettivo dell’intera stagione. Ora ci auguriamo che si possa riprendere per tornare a dare spettacolo, come suo solito, nella terza settimana. Ma non sarà per la classifica.

Wilco Kelderman 
Altro grande sconfitto di giornata è l’olandese capitano, fino al via della nona tappa, della Bora-Hansgrohe. Dopo una foratura nella discesa del Passo Lanciano Wilco riesce a rientrare in gruppo ma poi sceglie di cambiare nuovamente bicicletta per riprendere quella originaria. Scelta che si rivela ben presto disastrosa: il gruppo tirato ad alte velocità dalla Ineos gli impedisce di rientrare e Kelderman deve affrontare in solitaria l’intera scalata finale. Arriva con Simon Yates ed, anche per lui, addio sogni di gloria.

Tom Dumoulin
Non è da interpretare coma una disfatta quella del vincitore del Giro 2017, che perde 14′ ed esce definitivamente di classifica. Tom ha infatti dichiarato a più riprese di voler interpretare la corsa in maniera più libera dopo essersi reso conto, nella tappa dell’Etna, di non essere in grado di competere per la generale. Di certo lo vedremo spesso all’attacco, e la crono finale di Verona è già nel suo mirino. Esce di scena anche l’ex maglia azzurra Koen Bouwman, che continuerà a lottare per la classifica dei GPM ed anche il norvegese Tobias Foss, nono l’anno scorso. Per la Jumbo-Visma resta dunque il solo Sam Oomen a competere per un piazzamento tra i primi 15.

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