Jai Hindley, Richard Carapaz e Mikel Landa: sono loro i più forti in salita di questo Giro 105 © Bahrain Victorious- SprintCycling
Jai Hindley, Richard Carapaz e Mikel Landa: sono loro i più forti in salita di questo Giro 105 © Bahrain Victorious- SprintCycling

Il podio rosa sembra già più o meno blindato

Il borsino: Carapaz e Hindley separati da soli 3″, Landa c’è ma non riesce a fare la differenza, Almeida vede allontanarsi il podio. Nibali si ritrova quinto ma sembra non poter fare di più, mentre Pozzovivo cade perde terreno

 

IN SALITA

Jai Hindley
L’australiano della Bora-Hansgrohe si è preso di forza la leadership della squadra e sta dimostrando che il suo eccellente Giro 2020 non fu un caso. Jai non riesce, per ora, a staccare la maglia rosa Carapaz ma è anche in grado di non perdere nemmeno un metro dall’ecuadoriano quando la strada sale. Il suo ridottissimo ritardo dalla rosa è sinonimo del grande equilibrio che ha regnato finora, e da qui a Verona può ancora succedere di tutto. Lui stesso ha dichiarato: “Non siamo qua per mettere i calzini ai millepiedi”; Jai vuole vincere, la sfida è lanciata.

Richard Carapaz
La maglia rosa gestisce i suoi più agguerriti rivali Hindley e Landa con grande sicurezza. Sulle prime salite della terza settimana non sembra essere mai andato in difficoltà sotto i loro attacchi, ma non ha neppure mai provato a distanziarli, forse per tattica, forse perché non sarebbe stato in grado. La sua Ineos sembra essersi ripresa e torna a farla da padrone, cosa che sicuramente lo potrà aiutare, ma occhio Richard, i giochi sono ancora apertissimi!

Mikel Landa
Il basco della Bahrain-Victorious vede avvicinarsi quel podio in un grande giro che manca dal lontano 2015. Senza intoppi vari nelle prime due settimane tutto sta filando liscio per lui, e le sue prestazioni in salita sono vicine a quelle dei tempi migliori. Ad essere realisti, però, risulta difficile immaginare per lui più del terzo posto conclusivo, visto il ritardo di un minuto sui primi due della generale e le sue difficoltà a cronometro, ma viste le sue ultime, sfortunate, stagioni il bilancio fin qui può dirsi decisamente positivo per lui.

Jan Hirt
Interpreta la prima parte di Giro cercando di reggere il più possibile nel gruppetto dei migliori, mentre in questa ultima settimana decide di andare all’attacco nei due tapponi alpini. Conquistata la grande vittoria sull’Aprica ed un terzo posto a Lavarone il ceco della Intermarché spera ora di difendere fino a Verona il sorprendete settimo posto in cui si ritrova. Riuscirci non sarà sicuramente facile, ma una top10 sembra essere ampiamente alla sua portata; di sicuro coraggio e gamba non gli mancano.

STABILI

Vincenzo Nibali
Lo squalo ha fatto sognare tutti nella bellissima tappa di sabato a Torino, ma in questa due giorni sulle Alpi sembra faticare maggiormente, perdendo contatto dai migliori nel momento dell’accelerazione decisiva, senza tuttavia naufragare. Nulla di troppo grave e nulla di sorprendente a questo punto della sua bellissima carriera, con Vincenzo che ora si trova anche quinto in classifica generale a 5’48” da Carapaz, sicuramente non male. Resta ora da capire se, con un gap dai primi più dilatato, darà tutto per provare ad andare a caccia di un’ultima vittoria di tappa o se, anche per necessità di squadra, preferirà difendere la quinta posizione. La risposta l’avremo a breve.

Pello Bilbao
Ordinaria amministrazione per il compagno di squadra e grande amico di Mikel Landa, uno degli scalatori più affidabili e continui dell’intero panorama internazionale. Pello, oltre a mettersi a disposizione di Landa, proverà a difendere arcignamente la sua sesta posizione, cosa che sulla carta sarebbe perfettamente in grado di fare. Ma attenzione, sulla salita del Menador sembra essere andato in difficolta un po’ troppo presto.

Emanuel Buchmann
Discorso molto simile a quello fatto per Bilbao. Sia la Bora-Hansgrohe che la Bahrain Victorious hanno ottime squadre per supportare i rispettivi capitani, ma all’occorrenza toccherà anche ai vice-leader (Bilbao ed appunto Buchmann) sacrificarsi per la causa podio dei compagni di squadra. Anche Emanuel sembra essere in calo in questa ultima settimana, ma senza crolli imprevisti dovrebbe comunque essere in grado di difendere la sua ottava posizione.

Juan Pedro López
Ha tenuto la maglia rosa per due settimane, a Torino è crollato ma sembra aver subito ritrovato la quadra. Nonostante due giorni di sofferenza sta dimostrando di sapersi gestire bene non accusando crolli o gravi ritardi. Lo spagnolo della Trek-Segafredo è quindi ora nono in classifica generale e farà di tutto per conservare il piazzamento in top10.  Piazzamento che, per come ha interpretato la corsa, sarebbe più che meritato.

IN DISCESA

João Almeida
Il suo modo di affrontare le salite sta diventando ormai iconico: il portoghese della UAE è costantemente uno dei primi a staccarsi dal gruppetto dei migliori per poi affrontare le salite del proprio passo. Finora è riuscito a gestirla alla grande, ma le cose sembrano cambiare. Sul traguardo di Lavarone João accusa infatti più di un minuto di ritardo da Carapaz, Hindley e Landa e vede allontanarsi il tanto agognato podio finale. L’impressione è che però questo suo stile originale di scalata sia un’arma difensiva per un ritardo di condizione rispetto, ad esempio, alla scorsa edizione, in cui nell’ultima settimana era costantemente tra i migliori in salita, andando anche all’attacco in diverse occasioni. Senza un sussulto nelle ultime due tappe, che non è affatto da escludere, potrebbe doversi accontentare del quarto posto.

Domenico Pozzovivo
Pozzo cade nei primi chilometri in discesa dal Mortirolo, ma riesce comunque a rientrare sui migliori e a limitare i danni. Nella giornata di oggi, invece, forse risentendo dei postumi della caduta sparisce ben presto dai radar ed accusa un pesante ritardo, passando in due tappe dal quinto al decimo posto in classifica a 12’30”. Decimo posto che per lui potrebbe ancora essere un obiettivo da difendere, un risultato di tutto rispetto vista l’età. C’è ora da sperare per lui che si riprenda ben presto per affrontare le ultime due tappe impegnative prima dell’arrivo di Verona.

FUORIGIOCO

Alejandro Valverde
Don Alejandro prova la fuga nel tappone del Mortirolo, riuscendo a guadagnare minuti preziosi e a rientrare in top10. Gli sforzi si fanno però sentire già da oggi, dove il capitano della Movistar soffre e giunge al traguardo staccatissimo, in un gruppetto comprendente anche Domenico Pozzovivo. Ora in classifica è dodicesimo, con un ritardo però superiore a 5′ dalla top10, che sembra ormai andata.

Guillaume Martin
Il suo modo di correre è tanto unico quanto dispendioso, e una giornata storta può rivelarsi fatale per le ambizioni di classifica. Il francese, capitano della Cofidis, ritrovatosi decimo dopo il giorno di riposo, decide comunque di entrare nella fuga di giornata ma, una volta spentasi la luce delle energie, naufraga al sedicesimo posto con quasi 26′ di ritardo. Con la top10 quindi completamente compromessa, cosa che magari avrebbe potuto evitare con una gestione più prudente delle forze, ora caccia disperata ad una tappa.

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