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Scaroni organizza un'altra festa e stappa pure Zana

08.06.2022 19:31

L'Adriatica Ionica Race si chiude col secondo successo di Christian in cinque giorni. Anche oggi la fuga è arrivata, Filippo ha controllato da lontano e ha conquistato senza problemi la classifica generale


Il lato positivo è che Christian Scaroni, dopo le sue prestazioni nell'Adriatica Ionica Race, di sicuro non faticherà a trovare un approdo per il 2023, dopo un 2022 segnato dalle problematiche legate alla sua squadra di appartenenza, la Gazprom-RusVelo sospesa dall'UCI in seguito all'invasione russa dell'Ucraina. C'è però pure un lato negativo, che emerge massimamente oggi, giorno in cui il 24enne bresciano ha centrato il secondo successo di tappa nei cinque giorni di gara della corsa organizzata da Moreno Argentin: e cioè, come farà il ragazzo a non pensare a quel che avrebbe potuto essere la sua stagione se solo avesse potuto gareggiare con costanza e non solo negli spizzichi e bocconi (quantomai salvifici, s'intende) concessi dalle possibili convocazioni in azzurro nelle corse nazionali: la Coppi e Bartali e il GP di Larciano in marzo, il Giro di Sicilia in aprile, l'AIR in giugno, e chissà quando potrà essere il prossimo appuntamento.

Se Scaroni festeggia doppio, ad Ascoli Piceno è stato finalmente tempo di stappare un bottiglione anche per Filippo Zana, che ha brillantemente condotto in porto il progetto di vincere la corsa. Un successo costruito nella prima tappa, sostanziato nella seconda e difeso in quelle successive, che poggia sicuramente sull'ottima condizione con cui il vicentino è uscito dal Giro d'Italia ma che trova compimento grazie alle innegabili doti del 23enne della Bardiani. Di lui si erano intuite da tempo le potenzialità, il suo percorso di crescita è compatibile con le possibilità non infinite che può dare una Professional di confrontarsi col top del ciclismo mondiale. Di sicuro il Filippo che vediamo oggi è un corridore molto più maturo di quello di un anno fa, e quando facciamo il riepilogo dei nomi nuovi da seguire nel panorama italiano, non scordiamoci mai di inserire quello di Zana per quanto riguarda le gare a tappe. Per ora quelle piccole, un domani chissà.

Con la Castelraimondo-Ascoli Piceno di 152.3 km si è chiusa oggi l'Adriatica Ionica Race 2022. La quinta tappa si è aperta con l'approccio alla salita di Camerino e il conseguente impulso di Edoardo Zardini (Drone Hopper-Androni Giocattoli), dopo 9 km di gara, a un'azione d'attacco che ha coinvolto in totale 13 uomini. Con Zardini sono partiti anche Alessandro Fancellu, Alex Martín e Diego Pablo Sevilla (Eolo-Kometa), Manuele Boaro (Astana Qazaqstan), Veljko Stojnic (Corratec), Raúl García, Diego López e Pau Miquel (Kern Pharma), Mikel Iturria (Euskaltel-Euskadi), Christian Scaroni (Nazionale Italiana), Negasi Abreha (Qhubeka) e Paul Wright (Mg-K Vis-Color for Peace-VPM). Il gruppo ha lasciato piuttosto fare e i fuggitivi hanno messo insieme oltre 5' di vantaggio massimo (punta toccata ai -100), ma ancora 30 km più avanti i 13 conservavano 4'45" e soprattutto in gruppo non si vedevano reazioni apprezzabili, posto che la Bardiani-CSF di Filippo Zana non aveva alcun interesse a raggiungere la fuga. E allora l'attacco del giorno è potuto andare a dama.

Solo il Cycling Team Friuli, una volta finite le salite, ha dato un'accelerata più che altro per motivi di classifica (la presenza davanti di Fancellu, 13esimo della generale a 10'21" da Zana, metteva teoricamente in discussione la top ten di Oliver Stockwell, decimo a 6'41"), mentre nel drappello di testa la Kern Pharma provava la carta dell'evasione dall'evasione: in particolare Diego López ha provato a muoversi ai 24, senza però trovare spazio.

Il lavoro del CT Friuli ha comunque ottenuto due effetti: il primo, ridurre il gap dai battistrada a meno di 3', il secondo, coinvolgere altre squadre (la Work Service Vitalcare Vega, la Giotti Victoria-Savini Due) nell'inseguimento una volta che il margine si era così ridotto. Solo che lo spazio per chiudere era troppo poco, ancora oltre 2' a 10 km dalla fine, non c'era modo di ricucire. Davanti continuavano a vigere scarso accordo e situazione di generosa anarchia: ai -12 ci ha provato Iturria, ai -11 si è mosso Martín contrato dallo stesso Iturria e da Boaro, quindi ai -8 è stata la volta di García e ai -7 di nuovo quella di Iturria. Niente, soprattutto gli Eolo presenti badavano a chiudere ogni buco.

Gli ultimi tentativi di anticipo sono stati condotti da Scaroni ai -6, dal solito Iturria ai -5, da Zardini ai -4 su una breve rampetta, infine da García ai 2400 metri. Niente, sarebbe stata volata tra i 13 (anzi 12, dato che Martín aveva perso contatto nel finale). Wright è partito lunghissimo ai 300 metri ma non ha avuto la forza di spingere il proprio volo fino alla linea del traguardo. Scaroni è invece uscito a destra, sull'esterno, prendendo per primo il rettilineo finale dopo l'ultima curva ai 100 metri. Tanto (e non è certo poco) gli è bastato per mettere le mani sulla seconda vittoria in cinque giorni. Alle sue spalle nell'ordine Miquel, Stojnic, Boaro, Wright, Sevilla, Fancellu, Zardini, García, López, Iturria, Abreha e, a 19" Martín. Il gruppo è arrivato a 1'29", regolato da Manlio Moro (Zalf Euromobil Fior) per il 14esimo posto.

La classifica non è cambiata per quanto riguarda le prime dieci posizioni: Filippo Zana conquista l'Adriatica Ionica Race 2022 con 15" su Natnael Tesfatsion (Drone Hopper), 30" su Vadim Pronskiy (Astana), 51" su Luca Covili (Bardiani), 1'16" su Jefferson Cepeda (Drone Hopper), 2'04" su Mikel Bizkarra (Euskaltel), 4'26" su Lorenzo Fortunato (Eolo), 5'08" su Edoardo Sandri (CT Friuli), 5'19" su Paul Double (Mg.K Vis), 6'41" su Oliver Stockwell (CT Friuli).
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Giornalista in prova, ciclista mai sbocciato, musicista mancato, comunista disperato. Per il resto, tutto ok!