Remco Evenepoel impegnato nella crono svizzera © Quick-Step Alpha Vinyl - Getty Images
Remco Evenepoel impegnato nella crono svizzera © Quick-Step Alpha Vinyl - Getty Images

Evenepoel granduca della crono svizzera

Remco vince l’ultima tappa del Tour de Suisse precedendo di un soffio Geraint Thomas, il quale come da pronostico scavalca Sergio Higuita e si aggiudica la generale grazie alla prova contro il tempo. Pozzovivo chiude nono

Una crono finale battagliata e spettacolare, una lotta a tre per il successo di tappa e la gioia per due dei suddetti tre, perché se Remco Evenepoel ha conquistato la prova contro il tempo, Geraint Thomas si è ampiamente consolato con l’affermazione in classifica generale. Male invece è andata a Stefan Küng, che all’intertempo aveva praticamente lo stesso timing di Remco ma che poi ha pagato una seconda parte zoppicante.

25.6 km a Vaduz in Liechtenstein (il medesimo percorso della prova femminile disputata in precedenza) per il gran finale del Tour del Suisse 2022, il 22enne della Quick-Step Alpha Vinyl, reduce da una settimana non esaltante, ha puntato tutto sull’ottava frazione della gara elvetica e ha avuto pienamente ragione: 28’26” il suo tempo a una media di 54.021 km/h, 3″ meglio di quanto fatto registrare dal gallese della INEOS Grenadiers, a cui non è bastata una seconda parte di crono in rimonta per superare il giovane avversario. Un po’ di disappunto invece per lo svizzero della Groupama-FDJ, che ci teneva a lasciare un segno nella corsa di casa ma si deve accontentare del terzo posto a 11″ dal vincitore.

Nella top ten di giornata anche Daniel Martínez (INEOS) a 28″, Bob Jungels (AG2R Citroën) a 33″, Maximilian Schachmann (Bora-Hansgrohe) a 39″, Felix Grossschartner (Bora) a 55″, Neilson Powless (EF Education-EasyPost) a 59″ (per lui un problema alla catena con conseguente cambio di bici a rallentarne il finale), Jakob Fuglsang (Israel-Premier Tech) a 1’02” e Dylan Van Baarle (INEOS) a 1’05”. Appena fuori dai 10 Sergio Higuita (Bora), 1’17” il suo ritardo da Remco e le ovvie implicazioni di classifica per chi fino alla partenza indossava la maglia di leader della corsa.

Il colombiano metteva sicuramente in conto di essere superato da Thomas, che nella generale lo seguiva di appena 2″, ma chissà se sperava di respingere l’assalto di Fuglsang alla piazza d’onore: sia come sia, l’impresa gli è riuscita, dei 19″ che aveva di vantaggio sul danese ne ha rimessi 15″, per cui secondo posto assicurato per il 24enne di Medellín. Riassumendo, Geraint vince con 1’12” su Sergio e 1’16” su Jakob. Dal quarto in giù, Powless a 2’10”, Küng a 2’25”, Jungels a 2’59”, Grossschartner a 3’37”, Martínez a 3’39”, Domenico Pozzovivo (Intermarché-Wanty) a 3’42” e Schachmann a 3’45”; Evenepoel chiude la generale a 4’04”, undicesimo.

Due parole su Pozzovivo, che ieri era risalito fino alla quinta posizione della generale ma oggi ha pagato oltremodo la prova contro il tempo, terminata al 26esimo posto a 2’10” da Evenepoel (il cui compagno Fausto Masnada, 19esimo a 1’40”, è stato il migliore degli italiani a Vaduz). Il lucano si è visto superare da quattro avversari e per 3″ ha salvato il nono posto dall’assalto di Schachmann, sicuramente non si cruccerà troppo della cosa dato che pure lui – come Higuita con Thomas – metteva in conto l’odierna controprestazione dopo le ottime impressioni lasciate nelle tappe più dure. Resta il fatto che l’Italia continua a essere rappresentata dalla vecchia guardia nelle classifiche generali delle gare a tappe, una tendenza che prima o poi finirà (perché questi allegri vecchietti andranno a godersi la meritata pensione) e per sostituire la quale ci sarà da sudare.

Quanto a Geraint Thomas, pure lui non è di primo pelo ma non è eresia dire che può mirare un posto sul podio di Parigi tra un mesetto abbondante, non sarà facile ma in casa INEOS non ne vediamo di più solidi rispetto a lui nel roster per la Grande Boucle. Gli altri big usciti dal Tour de Suisse, da Higuita a Fuglsang, da un ritrovato Jungels a Pinot, non dovrebbero recitare – se non occasionalmente – un ruolo di primo piano nella corsa francese, che quest’anno risulta quindi piuttosto slegata dalla cuginetta elvetica.

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