Søren Kragh Andersen si prende la vittoria a Lione © ASO - Alex Broadway
Søren Kragh Andersen si prende la vittoria a Lione © ASO - Alex Broadway

Sørendipity: cerchi Sagan, trovi Kragh Andersen

Scatta ai tre km, lo rivedono al traguardo: colpo da classicomane per il danese. Consonni conquista un bel terzo posto, classifica invariata in attesa del Grand Colombier

Søren Kragh Andersen ha 26 anni e dà a intendere di avere il meglio davanti a sé. Il meglio per quanto riguarda la carriera, le prestazioni, le soddisfazioni. Certo oggi a Lione se n’è presa una grandissima, di soddisfazione: primo successo di tappa in un grande giro, con un colpo da finisseur di rara bellezza ed efficacia. Chissà se fra un altro mese inizieremo a vederlo sgambettare al meglio nelle classiche del pavé. Lo sconfitto di giornata è ancora una volta Peter Sagan: la sua squadra ha lavorato per tutto il giorno per metterlo in condizione di colpire, ma nel finale ha speso più di quanto pensasse e si è dovuto accontentare del quarto posto, e consolare con un recupero notevole nella classifica a punti: da 252-186 in favore di Sam Bennett si passa a 262-219. 23 punti rosicchiati, e una settimana abbondante di Tour ancora da correre.

Si segnala il terzo posto di Simone Consonni, che ha potuto far da sé in una giornata in cui il suo capitano Elia Viviani non era nel primo gruppo (lui come Bennett, Ewan e tanti altri, staccati sulle salite della prima metà del percorso). In classifica generale cambia nulla, il giorno per farci un punto è domani.

 

Una tappa sorprendente (sì, ma in negativo)
Ci si aspettava un gruppo pancia a terra fino al traguardo volante del km 38, e poi fuga che partisse di forza sulla salitona subito successiva; invece lo svolgimento tattico della 14esima tappa del Tour de France 2020, da Clermont-Ferrand a Lione (194 km) è stato completamente diverso: al km 4 è partita un’azione a due con Edward Theuns (Trek-Segafredo) e Cees Bol (Sunweb) poi raggiunti da Stefan Küng (Groupama-FDJ); quindi un secondo Sunweb, Casper Pedersen, è uscito dal gruppo, e Bol ha rallentato per aspettarlo. Il problema è che i due non sono più riusciti a rientrare su Theuns e Küng, sicché si sono rialzati e il gruppo li ha ripresi al km 23, mentre gli altri due hanno proceduto in buon accordo.

Il Muro del Castello d’Aulteribe, Gpm di 4a al km 32, è servito a Peter Sagan (coadiuvato da Maximilian Schachmann) per evadere dal gruppo con lo scopo di andare a prendersi i 15 punti del terzo posto al traguardo volante (posto a Courpière al km 37), contro i 10 che avrebbe raccolto la maglia verde Sam Bennett (Deceuninck-Quick Step); la Bora-Hansgrohe dell’ex iridato non era ancora paga, e lungo il Col du Béal ha tenuto alta l’andatura per far staccare proprio Bennett, cosa puntualmente verificatasi: con l’irlandese, out anche diversi altri velocisti, da Caleb Ewan (Lotto Soudal) a Elia Viviani (Cofidis, Solutions Crédits) ad Alexander Kristoff (UAE Emirates)

In tema di staccati, anche Theuns, lì davanti, ha perso le ruote di Küng, a meno di 2 km dalla vetta del Col du Béal, poco dopo che il duo aveva toccato il vantaggio massimo di 4′ (km 64). Lungo la salita si è ritirato Pierre Latour, a completare la Caporetto AG2R La Mondiale cominciata ieri sera con l’annuncio che Romain Bardet non sarebbe ripartito oggi in seguito a una commozione cerebrale patita nella caduta della 13esima tappa.

Il ritmo del gruppo è rimasto alto anche dopo lo scollinamento e la discesa, la Bora (coadiuvata dai CCC di Matteo Trentin) voleva scongiurare il riavvicinamento di Bennett e degli altri velocisti. Il risultato di questo lavoro è stato doppio: da un lato Küng è stato raggiunto ai -80; dall’altro il gruppo di ritardatari, dopo lungo inseguimento condotto dai Deceuninck di Sam, si è arreso, rialzandosi (sempre ai -80) dopo aver portato il gap da 2’30” a 1’30”. Lo stesso Bennett aveva speso energie per contribuire alla caccia, ma non aveva la certezza poi di resistere sulle salitelle del finale, per cui ciao.

 

Andersen spiazza tutti, Sagan conosce un’altra sconfitta
La tappa è proseguita con il gruppo compatto (al netto degli staccati) fino alle citate salitelle, e sempre con la Bora on the lead; e sempre con il coworking della CCC. Nei 20 km è però salita impetuosa la Jumbo-Visma, che aveva da giocarsi quella cartina niente male di Wout Van Aert. Sulla Côte de la Duchère ai -11 c’è stato un allungo di Tiesj Benoot (Sunweb), quindi si è mosso anche Valentin Madouas (Groupama), ma se il belga ha messo una decina di secondi sul gruppo, il francese non è riuscito a evadere ed è stato presto raggiunto dai Bora, tornati in testa al plotone.

Un problema meccanico ha rallentato Richie Porte (Trek-Segafredo) ai -8, quindi ai 7.5 è stato ripreso Benoot e ha accennato un contropiede Lennard Kämna (Bora), che era stato il primo a riportarsi su Tiesj. Ai piedi della Côte de la Croix-Rousse, ai -6, Porte è rientrato in gruppo, mentre davanti è partito come una scheggia Thomas De Gendt (Lotto), che ha subito messo nel mirino Kämna, ma i colpi di scena dovevano ancora arrivare: ai 5.5 è scattato Julian Alaphilippe (Deceôuninck-Quick Step), andato presto su TDG, ma dal gruppo ha azzardato un allungo anche Egan Bernal (Ineos), subito rintuzzato da Primoz Roglic (Jumbo-Visma).

Le mosse dei big hanno accelerato le azioni del resto del gruppo, e ciò è andato a detrimento dei tentativi degli attaccanti di giornata, che infatti sono stati ripresi tutti quanti. Ai 4 km Marc Hirschi (Sunweb) ci ha provato per l’ennesima volta in questo Tour, ma Peter Sagan, come già sul gruppetto Alaphilippe, è andato a chiudere. Cosa che lo slovacco non ha più potuto fare quando ai 3 km è scattato Søren Kragh Andersen (Sunweb), che ha piazzato il più classico dei colpi da finisseur.

Un po’ le energie finite dietro, un po’ l’ottimo gioco di squadra del team bianconero, che opportunamente si è messo a rompere i cambi in testa al gruppo, molto le gambe del danese, gran cavallo da classiche che oggi ha eccelso per tempismo, scatto e tenuta, il risultato è stato bello che fatto: vittoria per Kragh Andersen con 15″ sul gruppo. La volata dei battuti è stata vinta da Luka Mezgec (Mitchelton-Scott) su Simone Consonni (Cofidis, Solutions Crédits), terzo come Nizzolo a Sisteron; solo quarto Peter Sagan, che se non altro avvicina Sam Bennett nella classifica a punti, e poi Casper Pedersen (Sunweb), Jasper Stuyven (Trek), Tony Martin (Jumbo-Visma), Oliver Naesen (AG2R), Sonny Colbrelli (Bahrain-McLaren) e Marc Hirschi (Sunweb).

La classifica resta ferma a ieri, Primoz Roglic è primo con 44″ su Tadej Pogacar (UAE), 59″ su Egan Bernal, 1’10” su Rigoberto Urán (EF), 1’12” su Nairo Quintana (Arkéa-Samsic); posizioni che saranno abbastanza rivoluzionate domani, in una quindicesima tappa che promette scintille: da Lione al Grand Colombier saranno 174.5 km, piatti fino al 100, poi con un’interessantissima serie di salite, Selle de Fromentel (Gpm al km 110), Biche (129) e arrivo in quota al Grand Colombier. Un mese fa, al Tour de l’Ain, in una tappa praticamente identica (30 km in meno, ma uguale scansione delle salite), Roglic precedette di poco Bernal e Quintana. E domani, conferma o rivincite?

Archivio

La vignetta di Pellegrini

Versione stampabile