Adam Yates vince la 3a tappa della Volta a Catalunya 2021 © Getty Images
Adam Yates vince la 3a tappa della Volta a Catalunya 2021 © Getty Images

Addio al treno, ma la Ineos domina ancora

Scatti e controscatti sul primo arrivo in salita della Volta a Catalunya: vince Adam Yates che stacca tutti e prende anche la maglia di leader con ampio margine su tutti

La Ineos-Grenadiers è arrivata a questa centesima edizione della Volta a Catalunya con il dichiarato obiettivo di dominare la corsa e fin dall’annuncio della formazione ufficiali in tanti hanno indicato lo squadrone britannico come il grande favorito per la vittoria finale: ed in fondo chi altro può permettersi di schierare tutti assieme Adam Yates, Richard Carapaz, Geraint Thomas, Richie Porte, Rohan Dennis, Jonathan Castroviejo e Luke Rowe? E se ieri nella cronometro era stato l’ex iridato Dennis a conquistare la prima vittoria in maglia Ineos, oggi in occasione del primo arrivo in salita è stato il neoacquisto Adam Yates a sbloccarsi dopo che all’UAE Tour aveva incontrato sulla propria strada un Tadej Pogacar inarrivabile.

In un certo senso la tappa di oggi del Giro di Catalogna ci ha mostrato che Dave Brailsford era serio quando al termine dello scorso Giro d’Italia aveva dichiarato che sulla scia della vittoria di Geoghegan Hart la sua Ineos Grenadiers avrebbe provare a rivedere l’approccio tattico alle corse: niente più treni letali a spianare l’attacco finale del capitano designato, ma più fantasia ed imprevedibilità, forse per venire incontro alle caratteristiche della nuova nidiata di talenti che la rosa della squadra può vantare. E oggi è andata proprio così, con un finale di corsa più anarchico in cui Adam Yates è riuscito a far valere le proprie qualità e l’ottimo stato di forma attuale: l’ultima vittoria del 28enne britannico era stato l’UAE Tour 2020 quando il ciclismo iniziò a fare i conti con la pandemia, speriamo che questo nuovo successo sia in qualche modo di buon auspicio.

La tappa odierna, 203.1 chilometri con arrivo alla stazione sciistica di Vallter 2000, non presentava difficoltà altimetriche prima dell’ascesa conclusiva e così il gruppo ha potuto lasciare un po’ più di spazio ai nove fuggitivi di giornata: Thymen Arensman (Team DSM), Alexander Kamp (Trek Segafredo), Clément Venturini (AG2R Citroen), Thomas Champion (Cofidis), Alenxader Evans (Intermarché), Reinardt Janse Van Rensburg e Sean Bennett (Qhubeka Assos), Colin Joyce (Rally Cycling) e Francisco Galvan (Kern Pharma) hanno avuto anche più di otto minuti e mezzo di vantaggio, ma alle loro spalle squadroni come Ineos-Grenadiers, Deceuninck-QuickStep e Jumbo-Visma hanno fatto alla perfezione i loro calcoli. L’ultimo ad arrendersi tra i battistrada è stato il 21enne neerlandese Thymen Arensman che è stato ripreso a 3.7 chilometri dal traguardo quando alle sue spalle il gruppo era già esploso: Arensman è sicuramente un ragazzo da tenere d’occhio visto che nel 2018 è stato capace di salire sul podio sia alla Parigi-Roubaix Under23 che al Tour de l’Avenir.

Tra gli uomini di classifica la corsa è esplosa quando mancavano 10 chilometri al traguardo e, dopo una breve accelerazione di squadra della Ineos, il primo a dare il via alle danze è stato il veterano Alejandro Valverde, all’attacco in prima persona dopo che Marc Soler aveva perso contatto dal plotone: il quasi 41enne murciano (li compirà il 25 aprile prossimo) è partito con il suo stile inconfondibile e si è portato dietro Richard Carapaz, Sepp Kuss, Giulio Ciccone e Daniel Martin. Da questo momento fino al traguardo la corsa è andata avanti tra scatti, controscatti, recuperi e ribaltamenti, in una sorta di tutti contro la Deceuninck-QuickStep ed il suo leader Joao Almeida, spalleggiato solo dall’ottimo Fausto Masnada.

Il quintetto portato via da Valverde è stato di fatto ripreso dal gruppo per via degli allunghi di Simon Yates, Nairo Quintana e Hugh Carthy, ed ai meno si poteva dire che i big erano tutti assieme. Lo stallo, però, è durato pochissimo perché è stato nuovamente Alejandro Valverde ad accelerare in prima persona all’inseguimento di Arensman che in quel momento era ancora leader solitario: ma nel plotone principale la Deceuninck-QuickStep non era in grado di imporre un ritmo che scongiurasse altri movimenti, e così nei chilometri successi hanno tentato fortuna anche Nairo Quintana e ancora Giulio Ciccone e Richard Carapaz; tutti e tre sono riusciti a rientrare su Valverde, ma i distacchi erano ancora nell’ordine di una decina di secondi e tutto era ancora in gioco.

A poco più di cinque chilometri dall’arrivo è arrivato il primo colpo che mandata seriamente in difficoltà Joao Almeida: dal gruppo sono partiti infatti Adam Yates e Sepp Kuss che sono riusciti a riportarsi sugli altri attaccanti, rilanciando subito l’andatura con il solo monumentale Valverde capace di agganciarsi a questa coppia indiavolata. Da qui è stato Yates a fare il grosso del lavoro, anche perché in effetti si è poi dimostrato indiscutibilmente il più forte: ai 3.7 chilometri, come detto, è stato ripreso e staccato Arensman, ai 2300 metri è stato Valverde ad alzare bandiera bianca ed ai 1800 metri finale è stato l’americano Sepp Kuss a ritrovarsi con le gambe in croce e ad affondare inesorabilmente. Game, set e match per Adam Yates? Non ancora, perché da dietro ha iniziato a risalire fortissimo il colombiano Esteban Chaves che è sempre bello vedere così competitivo dopo tanti problemi fisici e di salute: il corridore della BikeExchange è addirittura riuscito ad avvicinarsi a Yates, ma ormai non c’era più spazio per completare la rimonta.

Al traguardo Adam Yates è arrivato tutto solo con 13″ di vantaggio su Esteban Chaves, terzo ha chiuso Alejandro Valverde che nel finale si è gestito bene e ha pagato solo 19″, mentre più indietro troviamo un solido Geraint Thomas e l’emergente Harm Vanhoucke a 31″, poi Sepp Kuss e High Carthy a 33″, quinti Michael Woods, Richie Porte e Giulio Ciccone a 36″ a completare la top10. Joao Almeida ha limitato i danni, ma ha comunque perso 47″.

Ed in classifica generale il dominio della Ineos Grenadiers è ancora più evidente con ben tre uomini nelle prime quattro posizioni: Adam Yates è infatti davanti a tutti con 45″ sul compagno di squadra Richie Porte, poi a 50″ c’è il portoghese Joao Almeida ed a 53″ il gallese Geraint Thomas. Seguono più staccati Wilco Kelderman a 1’03”, Alejandro Valverde a 1’04”, Hugh Carthy a 1’16”, Simon Yates ed Esteban Chaves a 1’21” e Harm Vanhoucke a 1’30”. E domani si replica con la tappa regina da Ripoll ai 1955 metri di Port Ainé: oltre alla salita finale i corridori dovranno affrontare anche il Port de Toses ed il Port d’Envalira per un totale di 166.5 chilometri che saranno l’ultima occasione di questa Volta a Catalunya per gli scalatori puri.

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