Il testa a testa Sagan-Colbrelli a Martigny © Getty Images
Il testa a testa Sagan-Colbrelli a Martigny © Getty Images

Sagan pugni al cielo, Colbrelli pugni sul manubrio

Giro di Romandia, Sonny anticipa troppo, lo slovacco lo beffa nel finale; altri quattro italiani in top ten. Rohan Dennis sempre leader, da domani si sale sul serio

Le brevi gare a tappe per scalatori, come può essere il Tour de Romandie 2021, o com’è stata la recente Volta a Catalunya, possono essere un interessante terreno di caccia per corridori veloci che tengono sulle salitelle, le quali mai mancano anche nelle frazioni più abbordabili di questa tipologia di corsa: utili per scremare il gruppo da qualche sprinter di troppo, per mettere tossine nelle gambe dei velocisti che resistono e quindi per lanciare le ambizioni di chi si disimpegna al meglio su questi terreni. Un nome a caso? Peter Sagan.

Non è in effetti un caso che il supercampione slovacco abbia appunto scelto Catalunya prima e Romandia poi per punteggiare il suo percorso d’avvicinamento alle classiche prima e al Giro d’Italia poi. E non è un caso che proprio Sagan abbia ottenuto due vittorie proprio al Catalunya un mese fa e, oggi, al Romandia. Una tappa perlopiù interlocutoria, in attesa delle salite dei prossimi giorni, forse l’unica in cui provare a fare il massimo del punteggio per Peter, e la chirurgica precisione con cui l’ex iridato è andato a segno, sia qui che lì, la dice lunga della determinazione e della concentrazione con cui il fuoriclasse di Zilina sta affrontando questo 2021, al netto degli incidenti di percorso (tipo la positività al covid di inizio anno).

Se Sagan sorride, Sonny Colbrelli si porta a casa un rimpianto grande così, per aver sbagliato i tempi (probabilmente obbligato dalla situazione che si era venuta a creare sul rettilineo finale) e aver quindi solo sfiorato quello che sarebbe stato il suo primo successo stagionale e terzo nel World Tour dopo le tappe conquistate alla Parigi-Nizza 2017 e al Giro di Svizzera 2018. Allargando un minimo l’orizzonte, dispiace che un Colbrelli con una gamba comunque così piena non sia schierato dalla squadra al prossimo Giro d’Italia (anche se nella Bahrain-Victorious non mancheranno capitani a cui votare l’intero team, da Mikel Landa a Pello Bilbao a – chissà – Damiano Caruso).

Prima frazione in linea del Tour de Romandie 2021 in pieno feudo UCI, da Aigle a Martigny; 168 km previsti e dopo appena 4 è partita la fuga del giorno, animata da Manuele Boaro (Astana-Premier Tech), Robert Power (Qhubeka Assos), Filippo Conca (Lotto Soudal), Thymen Arensman (DSM), Joel Suter (Swiss Cycling) e Alexis Gougeard (AG2R Citroën), con Thomas Champion (Cofidis, Solutions Crédits) che è rimasto per un po’ all’inseguimento solitario degli altri 6 salvo poi essere riassorbito dal gruppo al km 25. Il vantaggio ha raggiunto un massimo di 5′, ma soprattutto va detto che tra gli attaccanti si è messo ben in mostra Joel Suter, passato per primo sui primi 7 (di 9) Gpm di giornata.

Anzi sul sesto, ovvero il terzo passaggio dalla salita di Produit (da ripetere quattro volte nel circuito, come quella gemella di Chamoson) il 22enne svizzero (tesserato per la Bingoal Pauwels Sauces WB anche se qui corre con la selezione di casa) si è proprio avvantaggiato sui compagni d’azione, anche se la sua esperienza solitaria è durata neanche 10 km, poi il ragazzo s’è rialzato. Intanto si rialzava (nell’altro senso) anche il gruppo, ovvero aumentava l’andatura con il supporto dei Bora-Hansgrohe interessati a lanciare Peter Sagan.

I fuggitivi sono in effetti stati rimessi nel mirino, restava da vedere se i ranghi sarebbero rimasti compatti sulle ultime due salite di giornata. La Ineos Grenadiers del leader Rohan Dennis ha fatto un’andatura costante sugli ultimi passaggi da Produit e Chamoson, e di fatto c’è stata selezione da dietro, nel gruppo son rimasti in circa 70 e diverse ruote veloci hanno dovuto alzare bandiera bianca: tra questi Elia Viviani (Cofidis) e Matteo Moschetti (Trek-Segafredo). La fuga è stata annullata a 21 km dalla fine, quando Thymen Arensman, ultimo superstite (transitato per primo sugli ultimi due Gpm), è stato raggiunto, e di lì a poco sono iniziati i tentativi d’anticipo: ai 18.5 dal traguardo ci ha provato Rémi Cavagna (Deceuninck-Quick Step), ma il suo sforzo è durato più o meno un chilometro; stesso destino per Stefan Küng (Groupama-FDJ), partito ai 13 km ma ripreso già ai -12.

Decisamente più convincente il tentativo orchestrato dalla coppia Deceuninck ai -11: ancora Cavagna ma stavolta di concerto con Mattia Cattaneo, approfittando di un momento di vento laterale, hanno dato un’accelerata che li ha proiettati in avanti. Ai due si sono accodati Sébastien Reichenbach (Groupama) e Damien Howson (BikeExchange), e il quartetto ha in breve messo in saccoccia mezzo minuto di margine, mentre dietro la Bahrain-Victorious si affannava a inseguire (avendo un Sonny Colbrelli da giocarsi). Risultato, azione annullata a 8 km dalla fine.

E allora la volata: la Bahrain l’ha presa in testa ma l’ha presa lunga: Jan Tratnik si è trovato a dover tirare per diverse centinaia di metri e di fatto Sonny Colbrelli è stato costretto a lanciarsi dalla sua ruota con notevole anticipo, scattando ai 300 metri. Alle sue spalle Peter Sagan, perfettamente piazzato, ha avuto buon gioco a emergere, facendo sentire il fisico a Patrick Bevin (Israel Start-Up Nation) tenuto sulle transenne mentre tentava pure lui di venir fuori. Sagan ha affiancato Sonny ai 100 metri e l’ha superato nettamente, andando a centrare la seconda vittoria stagionale.

Per Colbrelli rammarico e pugno sul manubrio, e secondo posto; Bevin terzo, quindi troviamo Andrea Pasqualon (Intermarché-Wanty), Alessandro Covi (UAE-Emirates), Magnus Cort Nielsen (EF Education-Nippo), Dion Smith (BikeExchange), Clément Venturini (AG2R), Mattia Cattaneo e Jacopo Mosca (Trek). Grazie all’abbuono di 10″ Sagan sale fino al quinto posto di una classifica dominata dagli Ineos: Rohan Dennis è sempre primo con 9″ sui compagni Geraint Thomas e Richie Porte; quarto è Cavagna a 11″, quindi Sagan accusa 12″, e a seguire ci sono Tratnik a 13″, Bevin a 14″ con lo stesso ritardo di Jesús Herrada (Cofidis), Marc Hirschi (UAE) e Cattaneo a 15″.

Domani la seconda tappa in linea porterà il gruppo da La Neuveville a Saint-Imier, 165.7 km con l’arcigna scalata a La Vue-des-Alpes nel finale: Gpm a 17 km dal traguardo, si attendono rivoluzioni in classifica.

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