Lasse Norman Hansen e Michael Mørkøv conquistano la madison olimpica a Tokyo © UCI
Lasse Norman Hansen e Michael Mørkøv conquistano la madison olimpica a Tokyo © UCI

I danesi Madison, gli italiani medi son

Hansen-Mørkøv si laureano olimpionici dell’Americana su Gran Bretagna e Francia. Viviani-Consonni abbastanza giù di corda e decimi alla fine di una prova sostanzialmente anonima. Stanotte si chiude con Balsamo-Omnium e ultime gare veloci

Diciamo pure che il meglio per i colori azzurri è alle spalle, ed essendo stato un “meglio” di quel tipo, ovvero l’epocale oro+record nel quartetto maschile, ci sta pure di non essere troppo rammaricati per l’esito di queste ultime gare nella pista olimpica di Tokyo 2020. Dopo il deludente ottavo posto di Balsamo-Paternoster nella Madison femminile ieri, oggi arriva una doccia ancora più fredda, con Elia Viviani e Simone Consonni che non sono mai riusciti a essere realmente competitivi, realmente nel cuore della Madison maschile, e hanno chiuso con un decimo posto (con tanto di giro perso) che non aggiunge nulla alla spedizione azzurra in Giappone.

Rimane solo una possibilità, domani con l’Omnium di Elisa Balsamo, per provare ad aggiungere una quarta medaglia al bottino della partecipazione ciclistica ai Giochi, sarebbe una ciliegina su una torta che ci ha comunque già riempiti di calorie. Quanto a Viviani e Consonni, uno col bronzo dell’Omnium, l’altro con l’oro dell’Inseguimento a squadre, potevano vantare un bilancio già ampiamente attivo per la loro Olimpiade, non ha senso crucciarsi più di tanto per quel tot di stanchezza affiorato in particolare nella seconda parte della Madison al centro del programma della sesta e penultima giornata di gare in pista.

Dettagliamo il tutto: il primo attacco è stato portato dalla Francia (Benjamin Thomas-Donavan Grondin) dopo appena 3 dei 200 giri in programma, seguita a stretto giro dalla prima caduta della giornata, quella di Corbin Strong (Nuova Zelanda), e dal primo sprint, nel quale Elia Viviani ha preso un sereno punticino. Dopo la volata i francesi si son rialzati, mentre la coppia azzurra ha continuato a presidiare le prime posizioni, prendendo un altro punto al secondo sprint, nel frattempo i francesi facevano ancora bottino pieno e i britannici (Matthew Walls-Ethan Hayter) confermavano di essere tra i più competitivi, secondi e terzi nelle prime due volate hanno poi vinto la terza, nella quale l’Italia non ha sprintato. In questa fase Viviani e Simone Consonni hanno vivacchiato nella pancia del gruppo, invece gli olandesi (Jan-Willem Van Schip e Yoeri Havik) hanno cominciato a forzare i ritmi, vincendo tra l’altro il quarto sprint. Ai -155 altra caduta (la Polonia), quindi la quinta volata ha visto l’entrata in scena della coppia belga (Kenny De Ketele-Robby Ghys).

Tante le coppie ad alternarsi al comando della gara, per esempio i danesi (Lasse Norman Hansen-Michael Mørkøv) hanno conquistato il sesto sprint andando ad appaiare la Francia a quota 11 al secondo posto provvisorio (la GBR guidava con 15, Italia sempre ferma a 2). Una fase di gara in cui non ci sono stati attacchi per prendere il giro, si è quindi proceduto regolari tra una volata e l’altra. Il settimo è stato lo sprint della ricomparsa azzurra davanti al gruppo: vittoria per Viviani sui danesi e rientro in una zona della classifica più agevole, insomma più vicina alle medaglie.

Di nuovo Belgio all’ottavo sprint, quindi vittoria Usa (Adrian Hegyvary-Gavin Hoover) al nono, e sullo slancio i britannici, secondi nella volata, hanno abbozzato un attacco vero, tanto vero che i danesi sono andati subito a chiudere. Caccia sfumata presto, decimo sprint conquistato dalla stessa Danimarca ma con l’Italia brava a prendersi il secondo posto, e questa era la situazione di classifica a metà gara, dopo 100 giri: Gran Bretagna 20, Danimarca 19, Francia e Olanda 14, Belgio 11, Italia 10, Germania e Usa 6, Spagna 5 e Svizzera 2. Fuori gara già l’Australia e il Canada, ritiratisi, per gli azzurri non lontana la medaglietta, ma qui la gara ha cambiato – come prevedibile – volto.

Ai -96 disastro Usa, caduti insieme Hegyvary e Hoover (con conseguente ritiro per loro), quindi ai -94 la Francia si è lanciata nel primo attacco realmente efficace della giornata, andando a vincere l’11esimo e il 12esimo sprint mentre Danimarca e GBR continuavano a far punti sistematicamente e l’Italia restava fuori dai giochi. L’infinita caccia francese ha portato ai galletti altri 5 punti al 13esimo sprint, quello del sorpasso in classifica ai danni di danesi e britannici (29-26-23 rispettivamente). Ai -66 la Danimarca ha provato un contrattacco con l’Olanda, un’azione che non ha portato a nulla, e intanto Thomas e Grondin venivano superati proprio sul 14esimo sprint dai tedeschi (Roger Kluge-Theo Rheinardt), usciti forte dal gruppo a proporre un cambio di spartito.

Il 15esimo sprint è stato vinto dai danesi che così, a 50 giri dalla conclusione, hanno risuperato i francesi, 33-32 coi britannici a 26 e gli italiani, settimi, inchiodati a quota 10. La Madison sfuggiva via tornata dopo tornata, sorprendentemente non venivano conquistati giri da nessuno, ma gli azzurri non riuscivano a essere efficaci in volata. Ai -43 una caduta per la Germania, quindi la Svizzera (Robin Froidevaux-Théry Schir) si è vinta il 16esimo sprint, e ai -34 un segnale dell’Italia, uscita con Viviani in caccia provando ad andare dietro alla Spagna (Sebastián Mora-Albert Torres) che si era mossa in precedenza; ma Consonni non è riuscito a dare un gran seguito all’azione che è presto sbiadita, e il massimo che si è riusciti a portare a casa è stato un solo punto per il quarto posto al 17esimo sprint; intanto il testa a testa Danimarca-Francia proseguiva appassionante, 36-35 per i nordici a 30 dalla fine, coi britannici sempre a 26 e per di più gravati da un warning per aver causato la caduta tedesca.

I danesi hanno allora provato a chiudere la questione, piombando – insieme ai belgi – sulla Spagna al comando. Il Belgio ha vinto il 18esimo sprint allungando sulle altre due coppie, le quali venivano intanto raggiunte dai britannici, ma l’azione di queste coppie era destinata ancora una volta a sfumare, mentre De Ketele-Ghys hanno continuato a insistere, andando a conquistare il 19esimo sprint e a insidiare realmente il podio britannico, e infatti Hayter-Walls hanno reagito vincendo la volata per il secondo posto. In questo frangente, l’Italia addirittura ha perso contatto dal grosso del gruppo, presupposto per perdere il giro e due-tre posizioni in classifica. 41-36-30-26 erano i punteggi di Danimarca, Francia, GBR e Belgio prima dello sprint finale.

Bella reazione british a 5 giri dalla fine, la coppia UK è piombata sul Belgio e ha a sua volta allungato, andando a vincere lo sprint conclusivo, con punteggi doppi: secondi i belgi, quindi i francesi e i danesi, a fissare la classifica definitiva. Danimarca 43, Gran Bretagna e Francia 40 e argento oltre Manica proprio per il miglior piazzamento al traguardo. Giù dal podio Belgio a 32, Olanda a 17, Spagna a 14, Svizzera a 8, Polonia a 0, quindi i punteggi negativi, Germania -6, Italia -9, Nuova Zelanda -17, tutte e tre avendo perso un giro. Australia, Usa, Austria, Irlanda e Canada ritirate. Per la Danimarca la vittoria in una specialità che mancava ai Giochi dal 2008, oltre che del fatto che Hansen e Mørkøv sono una delle coppie miliari del decennio a cavallo tra anni ’10 e ’20, il vero faro della Madison dopo che Cameron Meyer ha lasciato troppo orfana l’Australia. In particolare per Mørkøv la pista è una sorta di giardino d’inverno, su strada sempre impegnato a fornire assist ai marcatori di turno, sugli anelli capace di mirabilie in proprio.

Sul fronte sprint, il torneo della Velocità femminile è avanzato fino ai quarti, mentre si sono svolti i primi turni di quello del Keirin maschile. Tutto andrà a compimento stanotte, per cui evitate di dormire e piazzatevi davanti agli schermi dalle 3 alle 6 per le ultime battaglie della pista di Tokyo 2020. La Velocità femminile vedrà contrapposte in semifinale l’ucraina Olena Starikova (vera sorpresa del torneo) e l’hongkonghese Wai Sze Lee da un lato, la canadese Kelsey Mitchell e la tedesca Emma Hinze dall’altro. Tutti i favoriti del Keirin affronteranno nell’ordine quarti, semifinali e finali, mentre l’Omnium avrà i seguenti orari: Scratch alle 3, Tempo Race alle 3.45, Eliminazione alle 4.26, Corsa a punti alle 5.25.

La medaglia per Balsamo è un’ipotesi che dovrà essere validata dal confronto con alcune delle più forti pistard del mondo, a partire dalla bicampionessa uscente Laura Trott (sarà lei e non Katie Archibald a rappresentare la Gran Bretagna), proseguendo con Amalie Dideriksen (Danimarca), Lotte Kopecky (Belgio), Annette Edmondson (Australia), Jennifer Valente (Usa), Maria Martins (Portogallo) e l’atleta di casa Yumi Kajihara. Probabilità di podio per Elisa? 20%, ma metteteci la tara di un po’ di scaramanzia.

Archivio

La vignetta di Pellegrini

Versione stampabile