Filippo Ganna tra Wout Van Aert e Remco Evenepoel sul podio di Bruges © Palazzo Chigi
Filippo Ganna tra Wout Van Aert e Remco Evenepoel sul podio di Bruges © Palazzo Chigi

Un meraviglioso Ganna fa piangere i belgi

Altra rimonta epocale di Filippo e vittoria nel Mondiale a cronometro nelle Fiandre: per lui è la seconda maglia iridata di fila, e ancora una volta ne fa le spese Wout Van Aert, splendido battuto. Terzo Evenepoel, nono Affini, 21esimo Sobrero

Questo ragazzo è un miracolo, un sogno, una benedizione. Non solo vince, Filippo Ganna, ma lo fa in una maniera che ti fa innamorare ogni volta di più del ciclismo, le sue rimonte sono ormai letteratura, sia quelle in pista, nelle quali guida il quartetto a meraviglie olimpiche, sia quelle su strada, grazie alle quali ti vince il secondo Mondiale di fila a cronometro. È un atleta meraviglioso in tutto e per tutto, un simbolo per lo sport italiano, e quando vince (perché a volte perde pure: pochi giorni fa all’Europeo le ha prese da Küng) regala emozioni a pioggia. E ha ancora tanti anni davanti a sé, e tante gioie da regalare ai suoi tifosi.

In Belgio, nel cuore del ciclismo mondiale, nel Mondiale delle Fiandre, il pubblico era tantissimo sulla strada, e osannava i due idoli in maglia KBWB, Remco Evenepoel e Wout Van Aert: due dei massimi favoriti della prova, e due che la gara, avendo gareggiato prima di Ganna (Remco un’ora prima, WVA un minuto e mezzo…), l’avevano temporaneamente comandata o addirittura dominata. Ma dovevano fare i conti con l’Uragano del Verbano, che è partito regolare, è cresciuto a dismisura una volta superata metà prova, ha riagganciato Van Aert che all’inizio era scappato via, e l’ha superato inesorabilmente nell’ultimo tratto, tenendo intanto a distanza Remco. Una condotta di gara perfetta conclusa da un risultato perfetto: perché c’è più perfezione a vincere di poco che a vincere di tanto, no?

43.3 km dalla spiaggia di Knokke-Heist al centro di Bruges, completamente piatti e scorrevoli, scenario ideale per il Campionato del Mondo a Cronometro 2021. 55 corridori alla partenza anziché i 58 previsti, Tsgabu Grmay (Etiopia), Stefan De Bod (Sudafrica) e Hailemelekot Hailu (Eritrea) non hanno preso il via per problemi legati a visti e quarantene. L’Italia, unica nazionale, poteva schierare 3 uomini vantando il campione uscente. E il primo alfiere è stato schierato da Marco Villa (da un po’ di tempo responsabile del settore cronometro) molto presto: Matteo Sobrero è scattato per secondo, tra il panamense Christofer Jurado e il pakistano Ali Jawaid (una partenza ogni minuto e mezzo). Chiaramente, confrontandosi a inizio gara con rivali molto lontani dal suo livello, l’azzurro è stato il primo a fissare un bel tempo ai due rilevamenti intermedi (km 13.5 e km 33.5) e al traguardo: 16’25”, … e … rispettivamente, questi i dati a cui tutti da lì e per un po’ si sarebbero parametrati.

Il tedesco Max Walscheid, lo statunitense Brandon McNulty e lo sloveno Jan Tratnik hanno portato più in alto il livello dello scontro: 15’59” per Walscheid, 16’09” per Tratnik, 16’22 per McNulty, tutti meglio di Sobrero al primo intertempo; e tra Walscheid e Tratnik s’è pure inserito il sorprendente britannico Daniel Bigham (16’05”).

Intanto si entrava nel vivo con una serie di corridori che godevano di ampio credito: il danese Mikkel Bjerg e lo svizzero Stefan Bissegger hanno fissato lo stesso tempo al primo intermedio (16’01”, a 2″ da Walscheid), ma poi è arrivato l’attesissimo eroe di casa Remco Evenepoel a porre il necessario scalino: 15’47” per lui, primo provvisorio. Subito dopo ha gareggiato il secondo italiano, Edoardo Affini, il quale ha risposto a tono al fiammingo, stampando un ottimo 15’55” al km 13.5. Dopodiché una lunga sequela di corridori di seconda e terza fascia, e per riavere dei tempi di rilievo si è dovuto attendere che gareggiassero gli ultimi 10-15. Non in tanti di loro comunque si sono inseriti nelle prime posizioni: il britannico Ethan Hayter è transitato a 4″ da Remco, il tedesco Tony Martin e il francese Rémi Cavagna a 6″, lo sloveno Tadej Pogacar – non eccezionale – a 19″, ma poi sono arrivati i pezzi grossi, gli ultimi quattro della startlist, in pratica i primi quattro dei Mondiali 2020.

Già il danese Kasper Asgreen ha abbassato di 7″ il tempo di Evenepoel, poi a stretto giro lo svizzero Stefan Küng ha migliorato Asgreen di 4″, e ancora il belga Wout Van Aert, altro beniamino della regione, ha stracciato Küng fissando in 15’19” il nuovo limite (17″ meglio dell’elvetico); Filippo Ganna avrebbe dovuto continuare la serie, ma non è riuscito a far meglio di WVA nei primi 13.5 km: secondo all’intertempo con 15’26”, a 7″ dal RollingStone di Herentals. La gara era ancora lunga.

E la fase centrale della crono ha rappresentato una pietra angolare, lanciando i super e lasciando indietro i normali. Come al primo intertempo, anche al rilevamento al km 33.5 Evenepoel ha subissato tutti quelli che l’avevano preceduto in prova: 37’17” per lui, nettamente meglio di Sobrero (38’56”) e di Bissegger (37’54”). Affini a questo punto pagava 40″ a Remco. In questa fase tutti quelli che erano arrivati vicini al belga (Hayter, Martin, Cavagna) hanno visto dilatarsi nettamente il divario, e pure Asgreen e Küng, dopo l’ottimo inizio, si sono ritrovati dietro: 7″ il distacco del danese, 14″ quello dello svizzero.

Gli altri due corridori restanti invece no, non sono finiti alle spalle di Evenepoel. Van Aert ha continuato a roboare ed è passato col tempo di 36’45”, addirittura 32″ meglio del connazionale, oltre un secondo al chilometro di divario. Ganna ha confermato il secondo posto del rilevamento precedente, ma mentre prima pagava 7″, ora il distacco era sceso a meno di un secondo. Praticamente appaiati dopo due terzi di gara: il finale sarebbe stato appassionante e non avrebbe previsto la presenza di Remco nella lotta per l’oro, ridotta a quelle due macchine meravigliose rispondenti ai nomi di Wout e Filippo.

Il pubblico di casa, competente oltre che – come detto – numerosissimo, ha colto subito l’aria che tirava, e nel tratto finale – mentre incitava a tutta voce Wout – invitava Filippo a rallentare, ad andar più piano, con ampi e inequivocabili gesti delle mani: “Frena, frena!”, gli dicevano sorridendo ammirati e consapevoli che perdere eventualmente un titolo da un fuoriclasse simile non sarebbe stata certo un’onta, anzi. Ganna avrebbe fatto di tutto, negli ultimi chilometri, per essere ancor più all’altezza di cotanta stima.

La situazione al traguardo, quando ancora dovevano arrivare i duellanti, era fissata su Evenepoel che aveva difeso il primo posto provvisorio dal ritorno di Asgreen (che ha chiuso a 2″ dal belga, avendo recuperato qualcosina nel finale) e dalla prestazione di Küng, calante dall’inizio (ottimo) alla fine (scarsa) e chiusa a 23″ da Remco.

Un podio provvisorio che sarebbe stato spazzato via dall’arrivo impetuoso di Wout Van Aert, 47’53” per lui contro il 48’31” del giovanissimo connazionale, 38″ di vantaggio per il RollingStone di Herentals. Tutto era apparecchiato perché WVA venisse portato in trionfo, ma mancava quel piccolo particolare venuto dal Piemonte. Capace di mulinare gli ultimi 10 km a un ritmo vergininoso, chiudendo quell’unghia di gap rispetto a Wout e andandosene, mettendo tra sé e l’avversario poco ma abbastanza, 6″ scarsi, non di più, un tempo minimo ma sufficiente per vincere il secondo Mondiale di fila, di nuovo davanti a Van Aert, esattamente come a Imola 2020.

Un successo straordinario, incorniciato da un arrivo a pugno alzato (fatto piuttosto infrequente nelle crono), a prendersi l’applauso della gente di Bruges e i complimenti dei suoi avversari, sportivamente accomodatisi sui due gradini inferiori del podio. Filippo Ganna è campione col tempo di 47’47”, a una media di 54.370 km/h. Wout Van Aert è secondo a 6″, Remco Evenepoel terzo a 44″. Seguono Kasper Asgreen a 46″, Stefan Küng a 1’07”, Tony Martin (all’ultima crono da professionista) a 1’18”, Stefan Bissegger a 1’26”, Ethan Hayter a 1’27”, Edoardo Affini (nono) a 1’49” e Tadej Pogacar a 1’53”. Matteo Sobrero ha chiuso al 21esimo posto a 3’06” dal vincitore (o dal cognato, se preferite).

Domani la seconda giornata dei Mondiali delle Fiandre proporrà le prove a cronometro delle donne Élite e degli Under 23, entrambe sulla distanza di 30.3 km ma sempre tra Knokke-Heist e Bruges (in pratica si faranno meno ghirigori planimetrici rispetto a oggi). I ragazzi gareggeranno dalle 10.40 alle 12.50, le donne dalle 14.40 alle 16.40. Gli azzurri impegnati saranno Filippo Baroncini e Marco Frigo tra gli U23 e Vittoria Guazzini ed Elena Pirrone tra le Élite.

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