Vittoria di Juan Sebastián Molano a Licata © Giro di Sicilia
Vittoria di Juan Sebastián Molano a Licata © Giro di Sicilia

Molano e Vincenzo, un finale dalle fortis emozioni

Giro di Sicilia, Albanese gioca un anticipo quasi perfetto, ma Richeze lancia il velocista colombiano verso il successo a Licata: l’italiano resta preso tra i due sudamericani, Moschetti e Fiorelli giù dal podio

A 48 ore dalle emozioni forti del Mondiale, il ciclismo si rimette in moto dalla soleggiata e ventosa Sicilia, con una quattro giorni di gara che lancerà diversi protagonisti verso le ultime classiche di stagione (ma già sta per finire questo fantastico 2021?) e che permetterà a tanti corridori delle formazioni Continental italiane di misurarsi in una gara di notevole livello.

Il Giro di Sicilia, corsa storica il cui esordio risale al 1907 ma che poi ha visto ben poche edizioni disputarsi nel secolo successivo, si era fermato lo scorso anno a causa del covid, dopo la sua ripartenza in grande stile del 2019 (quando vinse Brandon McNulty). L’edizione 2021, cinque squadre World Tour al via (e nomi altisonanti come Vincenzo Nibali, Chris Froome, Romain Bardet e Alejandro Valverde: cinque anni fa sarebbe stata una startlist da Tour de France…), è iniziata oggi con la Avola-Licata, 179 km con la salita verso il Gpm di Ragusa a metà strada e un finale tutto piatto che invitava alla volata.

La fuga è partita dopo una decina di chilometri con tre giovani (tutti under 23), Matteo Zurlo (Zalf Euromobil Fior), Jacopo Cortese (Mg.K Vis VPM) e Charles Chrétien (Rally), i quali hanno trovato i buoni uffici del gruppo e hanno preso il largo, fino al vantaggio massimo di 8’15” toccato al km 60, mentre altri due coraggiosi, Giacomo Cassarà (Amore&Vita-Prodir) e Iker Ballarin (Euskaltel-Euskadi), hanno perso l’attimo e son rimasti a metà strada per una trentina di chilometri prima di essere reinglobati dal plotone.

Il gruppo è stato tirato per tutto il giorno dalla UAE-Emirates, interessata a portare Juan Sebastián Molano in volata e coadiuvata dalla Giotti Victoria-Savini Due (che aveva Andrea Guardini da lanciare) e da un certo momento in avanti anche dalla Trek-Segafredo (che puntava su Matteo Moschetti). La fuga è andata avanti in maniera più o meno canonica, Chrétien si è preso il Gpm di Ragusa a 90 km dalla conclusione, più avanti Zurlo ai -64 ha tentato una prima sortita solitaria prima di essere ripreso dagli altri due nel giro di 5 km, e a quel punto il margine dei battistrada ammontava a 2’40”.

Ancora Zurlo è salito in cattedra ai -33, andando a vincere il traguardo volante di Gela e proseguendo poi di nuovo da solo, stavolta in maniera definitiva. Il plotone inseguiva a 1’40” e in breve ha ripreso Chrétien e Cortese, mentre il corridore della Zalf è riuscito a riportar su il margine (2’10” ai -25) prima di subire l’inesorabile ritorno del gruppo, destinato a chiudere il gap ai -14. A quel punto Giacomo Cassarà si è ricordato di avere un conto aperto con questa tappa ed è ripartito per un chilometro di innocente evasione, poi è stato ripreso ma almeno dentro di sé aveva la consapevolezza di non aver lasciato nulla di intentato, anche se tutto di impossibile, tra la fuga mancata in precedenza e l’assolo volante del finale.

Tutte e cinque le WT presenti (oltre a UAE e Trek, anche Movistar, DSM e Israel Start-Up Nation) si sono prese la testa della corsa, un treno accanto all’altro, con Chris Froome (Israel) a fare bella mostra di sé nel tirare il gruppo intorno ai -10. La velocità è via via aumentata, poi a sorpresa ai 1500 metri Vincenzo Albanese (Eolo-Kometa) ha tentato la carta dell’anticipo su un ponte sul mare. Sembrava un’azione folle, proprio nel punto più esposto a vento e correnti, ma il ponte è presto passato, il salernitano è rimasto davanti e sulle curve e controcurve dell’ultimo chilometro è riuscito a tenere in scacco il gruppo con 20-30 metri di margine.

Era quasi fatta per Vincenzo, entrato sul rettilineo finale ancora con un vantaggio di sicurezza, ma su quello stradone qualcosa si è inceppato, a un certo punto il 24enne ha addirittura smesso di mulinare perdendo un paio di pedalate, proprio mentre la UAE metteva in campo l’estremo tentativo di recupero: Maxi Richeze si era tuffato sull’ultima curva come un kamikaze, con Molano a ruota, e poi si era prodotto in una vera e propria volata per lanciare il compagno. Il colombiano è partito come una scheggia ai 50 metri, e solo a 10 dal traguardo ha superato il corridore della Eolo, alzando le braccia all’unisono con Richeze, che alle sue spalle conquistava il terzo posto, con Albanese battuto e secondo.

Al quarto posto si è piazzato Moschetti, al quinto Filippo Fiorelli (Bardiani-CSF), quindi troviamo Jakub Mareczko (Vini Zabù), Guardini, Manuel Belletti (Eolo), Francesco Di Felice (Mg.K Vis) e Jhonatan Restrepo (Androni-Sidermec). La classifica è identica all’ordine d’arrivo, con la tara degli abbuoni, per cui Molano guida con 4″ su Albanese e 6″ su tutti gli altri a partire da Richeze. Domani la seconda delle quattro tappe del Giro di Sicilia porterà il gruppo da Selinunte a Mondello, 174 km simili a quelli di oggi ma con più salitelle nella parte centrale della frazione e una rampetta a Carini ai -20. Dovrebbe comunque esserci un epilogo in volata.

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