L'Italia sul gradino più alto del podio della mixed relay ai Mondiali di Fayetteville © FCI
L'Italia sul gradino più alto del podio della mixed relay ai Mondiali di Fayetteville © FCI

Staffetta perfetta, Italia mondiale della mixed relay di cross!

Questa sera, quando a Fayetteville erano le 12.30, si è inaugurata la rassegna iridata di ciclocross con una prova del tutto nuova: la staffetta mista, in inglese team relay, aggiunta dall’UCI al programma mondiale sulla scia della cronosquadre mista che si disputa su strada e all’evento di MTB. L’intento era quello di creare maggior attenzione attorno all’appuntamento clou della stagione, ma, complice la lunga trasferta negli Stati Uniti che ha impedito alla maggior parte delle nazionali di inviare contingenti numerosi, l’esperimento non è riuscito al 100%.

La decisione di inserire il team relay ai Mondiali segue la scia di altre iniziative volte a rendere il mondo del cross più appetibile al mondo extra Benelux; tuttavia, come successo anche con la nuova Coppa del Mondo, il risultato non è quello sperato e la sovrabbondanza di competizioni rischia di svalutare il valore singolo di ognuna e della stessa maglia iridata. Non un caso che tutte le squadre abbiano selezionato nomi non di primissimo piano per la staffetta, in modo tale da evitare che le fatiche di questa prova si facessero sentire nei prossimi giorni. I Paesi Bassi, che sarebbero stati la nazione strafavorita, non hanno nemmeno presentato una squadra, rinunciando di fatto a un possibile oro mondiale (non va dimenticato però che il team relay è un test event, una gara di prova).

A contribuire ulteriormente a rendere meno chiara la situazione il cambiamento di regole a ventiquattr’ore dal via: staffette ridotte di componenti, si passa da sei (tre donne, tre uomini, un élite per sesso) a quattro (un uomo juniores/under 23 ed uno under 23/élite, più una donna juniores/under 23 ed una under 23/élite), per non escludere le nazioni senza élite come l’Italia; ammesse anche le squadre B di alcune nazionali. Per il resto nulla cambia: un giro a testa e ordine dei frazionisti deciso da ogni direttore tecnico.

Queste le sette staffette al via:
-USA A: Brunner-Clouse-Honsinger-Funston
-Repubblica Ceca: Fiala-Boros-Zemanova-Nash
-USA B: Hecht-Munro-Sarkisov-Spranger
-Italia: Leone-Persico-Bramati-Toneatti
-Canada A: Van Den Ham-Mcgill-Holmgren-Clark
-Belgio: Soete-Crabbé-Franck-Vandeputte
-Canada B: Orschel-Holmgren-Francis-Ackert

Da notare la scelta della Repubblica Ceca di schierare due uomini all’inizio e lasciare Nash in ultima frazione contro soli uomini. La composizione dell’Italia di Daniele Pontoni, nonostante l’assenza di Dorigoni, faceva ben sperare e anche l’ordine dei quattro staffettisti pareva azzeccato: Samuele Leone in difesa, Silvia Persico all’attacco, Lucia Bramati per limitare i danni e Davide Toneatti alla ricerca della medaglia. Altre nazioni da tener d’occhio Stati Uniti A, Repubblica Ceca e, ovviamente, il Belgio, debole sul fronte femminile.

Partenza con Leone subito protagonista. Samuele approccia in testa la lunga discesa tecnica, intervallata da un tratto in salita in cui è facile forare, a quanto dicono le voci arrivate da Fayetteville. Alla sua ruota lo statunitense Hecht e poi il belga Soete, il quale sorpassa l’italiano lungo la salita che caratterizza il circuito e si invola verso il traguardo, continuando ad aumentare il proprio margine. Leone va un po’ in difficoltà e viene sorpassato da americani e canadesi, ma dopo i box torna sotto a Brunner ed Hecht, posizionandosi in terza piazza. Al cambio, Soete passa il testimone a Crabbé, mentre USA A e Italia pagano rispettivamente 8″ e 11″. Repubblica Ceca in ultima posizione, per gli azzurri ottima notizia.

Tocca a Silvia Persico che deve vedersela con Clouse e soprattutto con Boros, élite maschile partito con un passivo di 29″ dalla testa. Già sulla salita il ceco sorpassa sia Persico che Crabbé, con l’americana Clouse in quarta posizione. Silvia riprende e stacca la belga, mentre Boros è vittima di un problema meccanico che di fatto mette fuori gioco la nazionale ceca. Michael, ripartito con più di 10″ sul groppone, riesce ugualmente a terminare la frazione davanti, ma il danno ormai è compiuto.

Gestendosi da maestra Bramati limita i danni in terza frazione, riuscendo a non perdere da Zemanova e a non farsi staccare da un’eccezionale Honsinger, la quale, partita quarta, termina il giro a soli 3″ dalla battistrada. Nash (WE) non può difendere i 2″ di vantaggio su USA A (con Funston, U23) e Italia (con Toneatti, U23) e deve guardarsi dal ritorno del Belgio (Vandeputte, U23) a 20″. Sulla salita i due leader rimangono insieme, mentre Niels sorpassa la ceca e si riavvicina alla testa della corsa. Appena prima del tratto tecnico Toneatti mette la propria ruota davanti a quella di Funston e l’Italia a mezzo giro dalla fine è in prima posizione. La guida del friulano è impeccabile e lo statunitense, messo alle strette, commette un paio di errori perdendo secondi preziosissimi, che non riguadagnerà più.

L’Italia battezza il Mondiale di Fayetteville vincendo la prima prova in assoluto, l’esordio iridato del team relay, con Leone, Persico, Bramati e Toneatti. USA A secondi a 7″, Belgio terzo a 16″.

Qualche ulteriore considerazione sulla staffetta mista: l’idea in sé non è male, ma se si vuole migliorarla bisogna pensare ad una collocazione diversa (messa così attira pochissimi big) e ad un ordine prestabilito dei crossisti (primi gli élite, poi le élite, in terza frazione le U23 e infine gli U23, seguendo il copione di oggi, ad esempio), perché l’immagine di Boros che sorpassa le juniores non è stata uno spot degno per il ciclocross e sportivamente parlando è la prima cosa da evitare nelle staffette miste, qualunque esse siano. Con i prossimi Mondiali che si svolgeranno in Europa e, ci auguriamo, senza emergenze sanitarie, ci sarà l’occasione di una partecipazione ben più ampia, affinché anche il team relay possa spiccare il volo.

Intanto nell’albo d’oro il nome dell’Italia c’è già e se il buongiorno si vede dal mattino questo sarà un Mondiale ottimo per i colori azzurri. Appuntamento a domani per la seconda giornata di corse, già la prima prova (juniores femminile) offrirà altre speranze di medaglia.

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