Michael Vanthourenhout vincitore a Bruxelles 2022
Michael Vanthourenhout vincitore a Bruxelles 2022

Ogni tanto vince Vantho

A Bruxelles Michael Vanthourenhout chiude con il sorriso l’X2O Badkamers Trofee vinto da Toon Aerts. Tra le donne Denise Betsema batte la dominatrice Lucinda Brand. Dodicesima Rebecca Gariboldi

A Bruxelles, all’interno del campus universitario, si è conclusa anche la terza e ultima challenge principale dotata di classifica, in questo caso a tempo: l’X2O Badkamers Trofee dopo otto tappe volge al termine con questo Brussels Universities Cyclocross. Ultima a iniziare il primo novembre con la classica prova del Koppenbergcross e proseguita con l’Urban Cross di Kortrijk, la challenge è entrata nel vivo durante il periodo natalizio, con Azencross (Loenhout), GP Sven Nys (Baal) ed Herentals; prima dei Mondiali altro appuntamento, il Flandriencross di Hamme e dopo la rassegna iridata anche il Krawatencross di Lille a precedere la frazione odierna.

L’X2O in questo inverno, complice la collocazione favorevole con la maggior parte delle frazioni fra dicembre e gennaio, si è ritagliato uno spazio sicuramente maggiore rispetto a quello del Superprestige e nella prossima stagione è previsto un ulteriore passo in avanti con l’ingresso nel trofeo di Koksijde, la regina dei cross sabbiosi, che non può sostenere gli esorbitanti costi della CDM.

Le classifiche (quella juniores femminile, conclusasi a Lille, è stata vinta da Leonie Bentveld) erano già perlopiù delineate alla vigilia: con la positività al covid di Thibau Nys, Pim Ronhaar diveniva il vincitore della categoria U23, tra le donne Lucinda Brand vantava quasi 3 minuti da difendere su Denise Betsema, mentre al maschile il titolo era già stato assegnato 7 giorni fa con la débâcle di Eli Iserbyt e il dominio di Toon Aerts. Rimanevano in palio solo le vittorie parziali, su un percorso che univa segmenti tecnici (contropendenze, discese a tornantini e tavole posizionate in un punto studiato per renderle un ostacolo proibitivo) ad altri maggiormente di spinta, in modo da mettere in luce le diverse abilità dei protagonisti. Favoriti dal tracciato, a conti fatti, tutti coloro che alla bici danno del tu e ci giocano assieme. Nelle prove giovanili ennesimo acuto tra gli junior di David Haverdings, che sigla la vittoria numero 19 in stagione (20 considerando la generale di coppa), con 1’07” su Yordi Corsus, nuovamente secondo. La sfida a tre nella categoria under maschile è appannaggio di Ronhaar, che trionfa con 5″ sul campione del mondo Joran Wyseure e 12″ sul campione neerlandese Mees Hendrikx.

Denise Betsema si toglie una soddisfazione
Al femminile parterre ridotto come a Gavere ieri e il cerchio di favorite sempre ristretto alle sole Brand, Betsema e Annemarie Worst. Ancora una volta partenza titubante per la campionessa europea della Baloise, mentre Denise e Annemarie scappano via. In un battibaleno Lucinda ricuce nei confronti di Worst, ma nel frattempo Betsema aveva salutato la portacolori della 777 e dunque Brand non può fermarsi a rifiatare, ma deve ripartire a testa bassa per agganciare la battistrada. Proprio quando sembra averla messa definitivamente nel mirino a inizio secondo giro, con notevole facilità peraltro, scivola nell’impegnativa contropendenza e viene raggiunta da Worst, perdendo tantissimi secondi (circa 15) nei confronti di Betsema.

Lucinda non è certo una che si perde d’animo; risalita in sella forza immediatamente il ritmo, stacca Annemarie e prova a rientrare su Denise. Quest’ultima ha il percorso dalla sua e non fosse per la caporetto di Lille potrebbe anche provare a ribaltare la classifica, come fece nella scorsa edizione. Ovviamente tre minuti sono irrecuperabili e quindi Betsema deve accontentarsi del ritorno alla vittoria, avvenuto dopo oltre tre mesi dall’ultima volta (Zonhoven, fine ottobre) e avvalorato dall’interruzione della striscia di successi di Lucinda che durava da Kortrijk.

Brand, seconda a 28″, conquista la generale per il secondo anno di fila, completando nuovamente il “triplete” CDM-Superprestige-X2O. Terzo gradino occupato da Manon Bakker (a 1’39”) che con un’eccellente seconda parte di gara sorpassa Worst, quinta a 2’24” e preceduta anche da Marion Norbert-Riberolle, quarta a 2’01”. Sesto posto per Aniek van Alphen, una delle crossiste più abili tecnicamente (come Bakker e Betsema, d’altronde), in settima e ottava piazza due britanniche: Zoe Backstedt e Anna Kay. Nona Laura Verdonschot e decima Hélene Clauzel, appena fuori dalla top ten Rebecca Gariboldi, dodicesima. In classifica, dietro alla vincitrice Brand, c’è spazio per Betsema, seconda a 2’22” e unica reale competitor della connazionale, Worst, terza a 9’14”, Ceylin del Carmen Alvarado, quarta a 14’15” e Sanne Cant, quinta a 21’38”.

Terza stagionale per Michael Vanthourenhout
Neanche il tempo di dire “via” che tra gli uomini è già per terra Aerts, tradito dall’aggancio della pedivella. Anche Toon Vandebosch, che si trovava dietro di lui, è costretto a fermarsi e ripartire dalla coda insieme al vincitore della generale. I pericoli sono dietro l’angolo e la conferma giunge sulla contropendenza; Daan Soete perde l’equilibrio a metà off-camber e scivola portandosi dietro Lars van der Haar, ma soprattutto facendo il buco a Laurens Sweeck, Corné van Kessel e Vincent Baestaens.

L’alfiere della Pauwels sente odore di assolo e si lancia senza timore verso l’ignoto. Michael Vanthourenhout è il primo a reagire e nella seconda tornata raggiunge Sweeck, formando la coppia di testa. Anche alle loro spalle c’è un duo: Jens Adams e Iserbyt sono distanti una decina di secondi e per questo ancora molto pericolosi. Van der Haar conduce un folto gruppetto che procede compatto, ma pare già escluso dal discorso vittoria. Prima di un terzo di gara Vanthourenhout mette la freccia e saluta Laurens, il quale ultimamente è particolarmente affine a partenze gagliarde e prosiegui in calando. Adams continua a procedere con il suo ritmo, senza dar troppa importanza alla presenza di Iserbyt, costantemente a rimorchio.

Sul finire della quarta tornata sia Sweeck che lo stesso Eli scivolano nel tratto delle gobbe appena prima del rettilineo conclusivo e lasciano per strada qualche secondo nei confronti di Adams, saldamente sul podio provvisorio. Iserbyt si dà la scossa e rientra su Jens, lasciando Laurens al proprio destino. In testa Vanthourenhout evita con sagacia ogni trabocchetto e LVDH, coadiuvato da Timon Ruegg, si avvicina all’ex battistrada ormai crollato.

Sweeck viene raggiunto dal campione europeo nel corso del settimo giro; dietro di loro c’è Ruegg e poi Van Kessel (rallentato da un problema meccanico che lo relega nelle posizioni di rincalzo) con Thijs Aerts, pedinato dal gruppetto di Kevin Kuhn, Felipe Orts Lloret e Baestaens, sul quale è rientrato anche il fratello Toon, sempre in coppia con Toon… Vandebosch. Il finale non riserva sorprese e Vanthourenhout può alzare le braccia al cielo per la terza volta in stagione. Iserbyt, dopo essere rimasto passivo per 8 tornate, nella nona semina Adams e chiude secondo a 24″. Adams, terzo a 36″, sale sul podio di una challenge a distanza di un lustro dall’ultima volta e chiude così un mese e mezzo da sogno (e chissà che nel prossimo fine settimana non aggiunga anche la ciliegina) e Van der Haar (quarto a 51″) dà appuntamento a settembre. Sweeck termina in quinta piazza (a 1’16”), precedendo Ruegg, Thijs Aerts, Kuhn, Toon Aerts (buona rimonta per lui, ma non poteva comunque spingersi oltre al terzo posto) e Vincent Baestaens.

La classifica generale è la seguente: primo Toon Aerts, secondo Iserbyt a 5’40”, terzo Vanthourenhout a 7’55”, quarto Van der Haar a 14’39” e quinto uno straordinario Meeusen a 15’39”. Il conto alla rovescia per le vacanze è quasi terminato, all’appello mancano solo Sint-Niklaas e Oostmalle: la sabbia chiuderà l’inverno e sarà di buon auspicio per la nuova stagione.

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