Vittoria per Primoz Roglic sul Col de Turini
Vittoria per Primoz Roglic sul Col de Turini

Tutti i salmi finirono in Roglic

Lo sloveno tiene a bada i rivali di classifica e impone il suo graffio in cima al Col de Turini. Domani la Parigi-Nizza si chiude, Simon Yates e Dani Martínez sperano ancora di spodestare Primoz

Primoz Roglic in controllo e vincente sull’unico arrivo in salita della Parigi-Nizza. Lo sloveno della Jumbo-Visma consolida la propria maglia gialla con una tattica consolidata: lascia sfogare gli avversari, risponde agli attacchi e punisce nella volata ristretta in cima al Col de Turini. Gli Ineos provano a rendergli la vita difficile, ma Adam Yates rimbalza dopo poco. Più brillante il gemello Simon, il folletto della BikeExchange si gestisce e poi attacca due volte, senza tuttavia impensierire troppo la maglia gialla. Bene i colombiani Martínez e Quintana, si rivede anche Almeida. Distacchi abbastanza ridotti in generale, domani c’è ancora terreno per fare la differenza.

Andiamo dunque a descrivere il percorso di questa settima e penultima tappa della Parigi-Nizza 2022: la Nizza-Col de Turini di 155,2 km. È il momento dell’arrivo in salita, (dopo che l’arrivo stesso era stato in dubbio per via del meteo) l’unico in questa edizione, per una tappa non durissima visto il chilometraggio abbastanza ridotto e con un solo GPM in precedenza: la Côte de Coursegoules (8,1 km al 4,9%). Il Col de Turini però è una salita vera, con una lunghezza di 15 km al 7.3%, ma gli ultimi 4 km hanno pendenze costantemente tra l’8% e il 10%. I big della classifica generale, dopo qualche scaramuccia nei giorni scorsi non si possono più nascondere e sono chiamati ad una sfida frontale.

Veniamo quindi alla cronaca di gara. La tradizionale fuga di giornata oggi è decisamente numerosa, sono infatti 18 gli uomini che evadono dal gruppo poco dopo il via ufficiale da Nizza. Tra questi citiamo Fabio Felline (Astana Qazaqstan), David Gaudu e Quentin Pacher (Groupama-Fdj), Mads Pedersen (Trek-Segafredo), Gregor Mühlberger (Movistar), Thomas De Gendt (Lotto-Soudal), Simon Carr (EF Education-EasyPost) e Franck Bonnamour (B&B Hotels-KTM). Al folto drappello di attaccanti non viene comunque lasciato molto spazio, con il gruppo che controlla i fuggitivi a meno di 2′ di distanza. Le squadre più attive nell’inseguimento sono Ineos-Grenadiers, Arkéa Samsic e ovviamente Jumbo-Visma, la squadra della maglia gialla Primoz Roglic.

Succede davvero poco nell’arco di tutta la prima parte di tappa, che prende inevitabilmente la forma di un lungo avvicinamento alla salita finale, con il vantaggio dei 18 al comando che continua a calare. Comincia dunque finalmente il Col de Turini, con i superstiti della fuga che hanno solo una quarantina di secondi da difendere sullo scatenato gruppo. Davanti restano De Gendt, Pacher, Bonnamour e Mühlberger, con quest’ultimo che se ne va in solitaria a 10 km dall’arrivo, mentre dietro è Rohan Dennis (Jumbo-Visma) a fare il ritmo.

A 7 km dalla conclusione Pierre Latour (TotalEnergies), terzo della generale, va in difficoltà e perde contatto, mentre il primo big ad attaccare è Adam Yates (Ineos). Roglic risponde in prima persona e passa al contrattacco subito dopo con una frustata micidiale: il solo Dani Martínez (Ineos) riesce a tenerlo, mentre dietro Simon Yates (BikeExchange) insegue con ritmo regolare insieme a Nairo Quintana (Arkéa Samsic). Le due coppie rimangono con poche decine di metri di distanza finché l’azione avviene il ricongiungimento quando ormai siamo negli ultimi 3 km.

A questo punto inizia però una fase di studio tra i 4 al comando, ma a 1800 metri dalla conclusione è proprio Simon Yates ad allungare per ben due volte, mettendo in difficoltà il solo Quintana. Ogni accelerazione tra i quattro di testa è però seguita da un brusco rallentamento, di cui beneficia João Almeida (UAE) che riesce a rientrare. Nessuno riesce a fare la differenza e si va quindi alla volata in salita: il primo a partire è Primoz Roglic, che non lascia scampo ai rivali e s’impone allo sprint ristretto.

Immediatamente dopo arrivano Daniel Martínez e Simon Yates. Nairo Quintana giunge quarto a 9″, poi Almeida quinto a 11″. Sesto è l’altro UAE Brandon McNulty a 25″, seguito da Jack Haig (Bahrain-Victorious) a 27″, poi Adam Yates solo ottavo a 29″. Completano la top10 Guillaume Martin (Cofidis) a 44″ e Wout Poels (Bahrain-Victorious) a 56″. In classifica generale Roglic consolida il primato grazie agli abbuoni: lo sloveno ha ora 47″ su Simon Yates e 1′ su Martínez. Quarto l’altro Yates, Adam, a 1’50”, mentre Quintana sale in quinta posizione a 2’04”. Sesto troviamo Jack Haig a 2’12”, mentre Aleksandr Vlasov (Bora-Hansgrohe) delude, ed è settimo a 2’22”. Ottavo scende Pierre Latour a 2’56”, mentre la top10 è completata da Ion Izagirre (Cofidis) a 3’13” e João Almeida a 3’29”, ma il portoghese è apparso in grande crescita.

Domani ottava ed ultima tappa, in cui conosceremo il vincitore dell’ottantesima edizione della Parigi-Nizza. Come da tradizione l’ultima frazione è caratterizzata da un chilometraggio ridotto (115.6 km) ma da un profilo altimetrico veramente complicato (più di 2000 metri di dislivello). Partenza ed arrivo saranno a Nizza, e le salite del finale saranno le classiche Côte de Peille (6.6 km al 6.8%) e Col d’Èze (6 km al 7,6%). Quest’ultima, arcinota, scalata sarà però affrontata da un versante inedito, con un tratto di 1 km al 13.5%. Il terreno per fare la differenza c’è eccome, ma scardinare la leadership di Roglic sembra una missione quasi impossibile.

Archivio

La vignetta di Pellegrini

Versione stampabile