Lucinda Brand vince l'ultima tappa e l'intero Tour de Suisse 2022
Lucinda Brand vince l'ultima tappa e l'intero Tour de Suisse 2022

Ma che bellezza questo ciclismo femminile!

Finale esaltante al Tour de Suisse, Brand e Faulkner se le suonano fino alla fine, poi Kristen scivola alla penultima curva e Lucinda festeggia tappa e corsa. Pauliena Rooijakkers sul podio, incoraggiante Erica Magnaldi

Ci sono tanti modi in cui una gara a tappe si può chiudere, ma il Tour de Suisse Women che è terminato oggi è proprio quello perfetto: la battaglia tra le prime due della classifica protrattasi in un memorabile testa a testa fino agli ultimi metri dell’arrivo in salita di Lantsch/Lenz, con tanto di colpo di scena finale. Insomma non si poteva davvero chiedere di più. Un esempio ulteriore dello spettacolo che il ciclismo femminile può offrire, a poco più di una settimana dal Women’s Tour vinto da Elisa Longo Borghini, pure quello concluso da un’esaltante sfida secondo su secondo.

La quarta frazione, da Chur a Lantsch/Lenz per 98.5 km, presentava tutti i presupposti per una fiera lotta: nemmeno la pioggia è mancata a fungere da ulteriore variabile sul campo. Non ci sono state fughe, in particolare la Canyon//SRAM Racing ha dettato il ritmo confidando in Pauliena Rooijakkers, quarta della generale e desiderosa di giocarsi le proprie chance in salita. Il gruppo ha cominciato a selezionarsi sulla salita di Wolfgangpass a metà tappa, e qui Sina Frei (Swiss Cycling) e Stine Borgli (FDJ Nouvelle-Aquitaine Futuroscope) hanno fatto una prima mossa che però non ha trovato strada libera; le migliori sono transitate insieme al Gpm dei -43 (Rooijakkers è passata per prima mettendo più o meno al sicuro la maglia di migliore scalatrice), poi in discesa c’era un traguardo ai -37, vinto da Elisa Balsamo (Trek-Segafredo) e su cui al terzo posto si è piazzata la leader della generale Kristen Faulkner (BikeExchange-Jayco): 1″ di abbuono per lei.

Poco dopo sono partite Victoire Guilman (FDJ), Valerie Demey (Liv Racing Xstra) e Alessandra Keller (Swiss), a cui si è aggiunta più avanti Amber Kraak (Jumbo-Visma). Le quattro non hanno avuto più di mezzo minuto di margine, del resto la salita finale si avvicinava rapidamente e c’era frenesia in quel che restava del plotone.

L’azione è stata annullata ai -19, c’è stato un buon lavoro ancora della Balsamo in favore della compagna Lucinda Brand e proprio quest’ultima ha allungato nella parte finale della picchiata perché là in fondo, ai -7, c’era un secondo sprint intermedio con tre preziosi secondi in palio: e dato che in classifica la crossista olandese, seconda, pagava alla Faulkner appena 4″+1″ (l’uno era quello del primo TV), l’azione ci stava tutta. Detto fatto, nonostante il rientro di Jolanda Neff (Swiss) su di lei, Lucinda si è presa il traguardo volante portandosi a -2″ dalla maglia gialla e rinviando alla scalata finale il completamento dell’opera di rimonta.

Giacché c’era, Brand ha spinto a tutta per prendere col massimo vantaggio possibile la salita finale, lunga sì e no 5 km e approcciata con quasi un minuto di vantaggio. Già sulle prime rampe della scalata verso il traguardo, Lucinda ha staccato la Neff, mancavano 4 km alla conclusione ma intanto era arrivata, forte e chiara, la reazione di quelle dietro: dopo un gran ritmo di Soraya Paladin (Canyon), Faulkner e Rooijakkers si sono involate insieme a Floortje Mackaij (DSM), la quale però è stata staccata in vista dei 3 km. A quel punto le inseguitrici avevano ancora 30″ da recuperare sulla Brand, e la maglia gialla ha capito che era il momento di giocarsi il tutto per tutto: una progressione con cui l’americana ha stroncato la Rooijakkers, il margine della battistrada eroso metro dopo metro, e il clamoroso aggancio operato da Kristen appena prima dell’ultimo chilometro.

La Faulkner ha direttamente provato a mollare lì la rivale, ma Brand ha tenuto duro e, passata la tempesta, si è orientata allo sprint. Il finale era una gimkana assurda tra curve, sottopassi e chicane, in più mettiamoci l’asfalto bagnato a complicare le cose: in uno scenario del genere su chi avreste puntato voi, tra una crossista di valore mondiale e una qualunque avversaria? Lucinda ha in effetti interpretato le ultime centinaia di metri esattamente come avrebbe fatto in un Superprestige: sapendo che le traiettorie delle ultime curve erano tutte da interpretare, ha fatto la volata vera e propria ai 300 metri, prima del toboga, e ha preso in testa la sequenza di curvette e curvoni. E in uscita dal breve sottopasso ai 200 metri ha impostato al meglio la successiva svolta a sinistra.

Faulkner, alle sue spalle, non altrettanto bene: arrivata troppo veloce (il rischio era di perdere la ruota dell’avversaria), s’è stesa, scivolando sul fianco sinistro e vedendo così crollare di colpo i sogni di gloria. La quasi 33enne della Trek non ha più dovuto fare alchimie particolari: rimasta sola, ha semplicemente portato la bici all’arrivo, esultando per il doppio successo, di tappa e di classifica (e si era già imposta nella prima frazione), chiudendo con 15″ sulla sfortunata avversaria, a cui sono arrivate in scia Brodie Chapman (FDJ) e una incoraggiante Erica Magnaldi (UAE ADQ), le quali poco prima avevano staccato Rooijakkers, quinta al traguardo a 36″ dalla vincitrice.

La top ten è stata completata da Clara Koppenburg (Cofidis) a 50″, Mackaij a 59″, Olivia Baril (Valcar-Travel & Service) a 1’25”, Ingvild Gaskjenn (Coop-Hitec Products) e Neff a 1’26”. La classifica va in cassazione con 17″ fra Brand e Faulkner, con Rooijakkers terza a 1’19”. Seguono Chapman a 2’39”, Neff a 3’01”, Mackaij a 3’14”, Koppenburg a 3’18”, Magnaldi a 3’22”, Baril a 3’44” e Georgia Williams (BikeExchange) a 4’08”. Per il Tour de Suisse un’edizione particolarmente felice, sin dalla concomitanza delle prime due tappe con le ultime due della prova maschile, un esperimento che meriterà di essere ripetuto, magari già il prossimo anno, quando la gara femminile festeggerà l’ingresso nel World Tour.

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