Bretagne Classic – Dieci nomi

I favoriti del GP di Plouay: Van Aert per il riscatto, Matthews per il bis, Girmay per ritrovarsi. Trentin e Ulissi gli italiani più pericolosi, torna in gara Tadej Pogacar

Partenza: Plouay ore 10.50
Arrivo: Plouay ore 16.50

Analisi del percorso: L’ottantaseiesima edizione della Bretagne Classic-Ouest France cambia nel volto ma non nell’anima. Rispetto al 2021 il circuito finale ha subito modifiche importanti, ma il resto del tracciato è sulla falsariga degli anni precedenti: tante brevi salite che rendono ogni chilometro potenzialmente fondamentale. Particolare attenzione va prestata ai due “ribinou”, presenti intorno ai -80 e ai -50, tratti sterrati particolarmente significativi per chi vorrà accendere la miccia da lontano. Molti in gruppo avranno l’interesse a tenere sotto controllo la situazione il più possibile e quindi è probabile che gli ultimi quindici chilometri risultino decisivi. Prima di entrare nel giro conclusivo di 11.7 km a Plouay ci sarà da affrontare la Bosse de Kerscoulic (225 metri al 8.9%) e 3.4 km più tardi si transiterà una prima volta sulla linea d’arrivo. A separare il gruppo dal traguardo mancheranno solo Bosse de Rostervel (1.5 km al 4.5%) ai -9, Bosse du Lezot (900 metri al 5.3%) ai -5 e nuovamente la Bosse de Kerscoulic che termina a poco più di tremila metri dalla conclusione. Anche gli ultimi mille metri, prima in discesa e poi in leggera salita, non vanno sottovalutati e sono di difficile interpretazione.

1.Wout van Aert

Ovunque si presenti è il favorito, ma a Plouay lo sarà ancor di più visto che la forma è ottima, come dimostrato la settimana scorsa ad Amburgo, la voglia di vincere tanta e le caratteristiche del percorso gli si adattano a meraviglia. Rispetto alle grandi classiche di primavera la squadra non è granché, saranno assenti per motivi diversi Teunissen, Benoot e Laporte, ma questo non rappresenta un grosso problema per chi come lui può partire anche da lontano ed arrivare sino in fondo senza l’ausilio di gregari. In alternativa la volata su quel particolare rettilineo è comunque pane per i suoi denti.

2.Michael Matthews

Al Tour ne abbiamo ammirato la versione migliore da tanti anni a questa parte e adesso è giunto il momento di preparare l’appuntamento più importante dell’anno, se non della carriera, attraverso questa e altre classiche. A Ploauy ci ha già vinto due anni fa, sarà dura riconfermarsi, però con due apripista come Dion Smith e Luka Mezgec tutto è più semplice. Limitarsi a correre sulla difensiva ed aspettare lo sprint, tuttavia, potrebbe rivelarsi tatticamente sbagliato.

3.Biniam Girmay

Tornato a fine luglio dopo l’incidente del Giro non ha impressionato positivamente e inoltre svariate cadute ne hanno limitato la piena ripresa. Al Limousin ha faticato a disputare buone volate, però i segnali lanciati mercoledì alla Druivenkoers di Overijse sono incoraggianti. L’eritreo sta tornando e la Bretagne Classic è il contesto ideale, seppur di alto livello, in cui ritrovare il feeling con la vittoria: quel finale leggermente a salire è perfetto per il suo sprint in progressione. La Intermarché in ogni caso presenta una squadra solida a supporto di Girmay con qualche seconda punta come Andrea Pasqualon che dev’essere pronta a cogliere la propria occasione se se ne presentasse l’opportunità.

4.Alex Aranburu

La netta vittoria al Tour du Limousin dovrebbe avergli dato un pizzico di fiducia in più per affrontare con determinazione queste corse di un giorno fondamentali in ottica salvezza per la licenza triennale della Movistar. Difficile spuntarla contro tutti i grossi nomi al via, ma inserendosi nel gruppetto buono un piazzamento sul podio o giù di lì può sicuramente saltar fuori.

5.Arnaud Démare

La Groupama prende il via con sei potenziali capitani: Madouas, Gaudu, Geniets, Storer e Küng sono in grado di far saltare la corsa dove vogliono e di trovarsi poi anche in superiorità numerica. I francesi ovviamente non temono la selezione, ma hanno portato con sé il migliore sprinter del lotto (con Van Aert e forse Girmay) ed è probabile che almeno in parte cerchino di tutelarlo. Démare è comunque capace a propria volta di rispondere in prima persona agli allunghi di certi rivali e non va sottovalutato nemmeno in caso di corsa dura.

6.Benoît Cosnefroy

Il campione uscente è in buone condizioni, anche se non eccezionali come in primavera, e quando si supera un certo chilometraggio i giri del proprio motore aumentano. I saliscendi bretoni lo esaltano e potrebbero suggerirgli un attacco dalla media distanza per scovare i rivali diretti.

7.Mauro Schmid

Una Quick-Step senza una chiara leadership si affida allo svizzero, che con sterrato e côte se la cava alla grande, per cercare un risultato di spicco. All’interno del Wolfpack c’è spazio anche per uno Stybar in spolvero nelle ultime settimane, per il terzo del 2021 Honoré, e per i due italiani Bagioli e Ballerini, entrambi in cerca di riscatto dopo un periodo negativo e sfortunato.

8.Matteo Trentin

Il ritorno di Tadej Pogacar si prende la scena in casa UAE, ma per il risultato di domani è probabile, come ammesso dallo stesso fenomeno sloveno, che gli occhi saranno puntati su altri, presumibilmente i due azzurri Trentin e Ulissi. Diego viene da un bell’acuto al Limousin mentre Matteo ha messo in luce una condizione ottima in tutto l’ultimo mese pur non essendo riuscito a centrare il bersaglio grosso.

9.Jhonnatan Narvaez

Non una corazzata la Ineos, costretta ad affidarsi all’eclettico ecuadoriano e ai due sprinter di lungo corso Swift e Viviani. Elia si è reso protagonista di una buona prova domenica ad Amburgo, sfiorando l’aggancio al drappello di Van Aert, ma poi non ha avuto le forze per disputare la volata dei battuti. Narvaez invece nel gruppetto buono c’era eccome, però al momento della verità si è sciolto in un attimo. Necessario un suo rapido riscatto e la Bretagne Classic offre il terreno per una rivincita coi fiocchi.

10.Arnaud De Lie

Il giovanissimo velocista belga ha trionfato in patria, e non solo su tracciati banali, con una costanza ed una prepotenza da far paura. Ad ora gli manca solo imporsi in una classica ancora più prestigiosa per appaiare i migliori al mondo (e ci mancherebbe, è appena un 2002!), ma forse la corsa di domani è un po’ troppo dura per i limiti attuali di De Lie. Tuttavia con un talento di tale portata non si può mai sapere e la Lotto ha in rosa pericolosi outsider tra cui Campenaerts e Gilbert che possono tenere alta la bandiera e soprattutto racimolare punti importanti per restare nel World Tour.

a cura di Pietro Mauriello

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