
Tra Vingegaard e una Parigi-Nizza da cannibale, c'è Lenny Martinez
Nella volata a due di Nizza, il francese tascabile della Bahrain batte di mezza ruota il danese. L'altro Martinez, Daniel, cade, ma difende il podio
Come sempre, l'ultima frazione della Parigi-Nizza regala emozioni e spettacolo. Nonostante la classifica ormai cristallizzata, con la vittoria di Jonas Vingegaard non in discussione, di fatti da raccontare, nei quasi 130 km intorno alla cittadina che si affaccia sulla Baia degli Angeli, ce ne sono parecchi. A partire dalla prima vittoria stagionale di Lenny Martinez, unico a tenere il passo del danese della Visma-Lease a Bike e bravissimo a batterlo nella volatina a due, nonostante Jonas avesse fatto tutto il possibile per aggiudicarsi il terzo successo nella prima corsa del suo 2026.
E, così, la maglia gialla finale diventa essa stessa la terza vittoria stagionale, la 45a in stagione, la prima in assoluto nella Corsa verso il sole, che appena un anno fa l'aveva respinto, con una caduta che compromise buona parte del suo 2025. In questa settimana di corsa, Vingegaard è sembrato più sereno, più consapevole dei propri mezzi e, per certi versi, più felice di essere un ciclista, un leader, un vincente.
Appena otto giorni e, per il capitano della Visma-Lease a Bike, sarà di nuovo corsa, alla Volta a Catalunya, ultimo appuntamento prima della partenza del Giro d'Italia. Un banco di prova importante, per capire se le impressioni positive di questa Parigi-Nizza sono state un caso o rappresentano la nuova normalità del 29enne di Hillerslev.
Parigi-Nizza 2026, ultima tappa - La cronaca
L'attacco decisivo, Vingo lo aveva sferrato sulla Côte de Linguador, l'ultima vera asperità di giornata. Prima, però, di cose ne erano avvenute parecchie: il tentativo di fuga da lontano, con anche Matteo Trentin all'attacco, presto frustrato dal gruppo dei migliori; l'azione di un terzetto composto da Nico Prodhomme, Jefferson Alveiro Cepeda e soprattutto Valentin Paret-Peintre, con quest'ultimo a lungo in avanscoperta, inseguito dalla Visma e, in parte, da Marc Soler; il mezzo disastro combinato da Laurence Pithie, che è quasi costato (in tutti i sensi) il secondo posto in classifica generale a Daniel Martinez, arrivato sul traguardo di Nizza in tempo utile per difendere la piazza d'onore, ma visibilmente dolorante.

I Red Bull hanno condotto un lungo inseguimento, che ha permesso al colombiano di arrivare ad appena 51" dall'altro Martinez, evitando una beffa immeritata, per quanto fatto in questa settimana e, soprattutto, nella frazione che ha deciso questa corsa. Davanti, frattanto, Vingegaard sferrava il suo attacco: lanciato da Campenaerts, unico compagno di squadra rimasto a sua disposizione, il danese si è tolto tutti di ruota; tutti, tranne il figlio d'arte Lenny, con l'anteriore della sua Bianchi francobollata alla posteriore della Cervélo di Vingegaard.
Sotto l'impulso della maglia gialla, i due hanno guadagnato una trentina di secondi su un sestetto composto da Kevin Vauquelin e George Steinhauser, in lotta per il terzo posto in classifica generale, Harold Tejada, Ion Izagirre, Alex Baudin e Mathys Rondel. Vantaggio mantenuto pressoché intatto fino all'ingresso a Nizza, quando sono iniziati i giochi tattici tra il duo di testa. Con una situazione ribaltata rispetto alla precedente: era, infatti, Vingegaard a non volerne sapere di lasciare la ruota dell'avversario, situazione con cui si è arrivati all'ultima svolta a sinistra, prima dei 300 metri di rettilineo finale.
Qui Martinez ha lanciato da davanti la sua volata. Il suo destino pareva segnato, ma l'accelerazione del 22enne di Cannes è stata troppo violenta anche per Vingegaard. La maglia gialla ha provato a uscire dalla scia di Lenny, si è stirato in un disperato colpo di reni, ultimo, disperato tentativo di mettere anche solo un pezzo di copertoncino davanti a quello dell'avversario, ma non c'è stato nulla da fare. Seconda vittoria in carriera alla Parigi-Nizza per il corridore della Bahrain-Victorious, dopo quella dell'anno scorso sullo strappo di La Côte-Saint-André.
Alle loro spalle, Tejada ha regolato il gruppo inseguitore, conquistando il terzo podio (con una vittoria) della settimana, davanti a Vauquelin (che si è dovuto accontentare del quarto posto anche in classifica generale), Baudin, Steinhauser, Izagirre e Rondel. Top ten di giornata completata da Nico Vinokourov e Soler, mentre la classifica generale è rimasta la stessa di sabato. Vittoria, dunque, per Vingegaard, che ha chiuso la sua prima settimana di corse del 2026, indossando anche la maglia a pois della classifica dei gpm e quella verde della graduatoria a punti. Prove tecniche di cannibalismo, a meno di due mesi dal debutto del Giro d'Italia.
