Christophe Laporte e Wout Van Aert ©Team Visma Lease a Bike
Professionisti

Tutti contro Visma? Cosa sta succedendo in casa olandese

Dalle critiche di Attila Valter, passando per le dichiarazioni di Uijtdebroeks: c'è un problema adesso?

05.02.2026 21:00

Alla vigilia dei grandi appuntamenti della stagione ciclistica 2026 sembra che stia nascendo una situazione scomoda in casa Visma - Lease a Bike. Da settimane si rincorrono voci e dichiarazioni di ciclisti che si lamentano del trattamento ricevuto team olandese. 

Il tutto è partito da Attila Valter, ciclista ungherese ora membro della Bahrain Victorious. Successivamente, ci sono state le dichiarazioni di Cian Uijtdebroeks, ora trasferitosi alla Movistar. E sembra che anche Wout van Aert abbia parlato delle strategie recenti della compagine dei Paesi Bassi, in particolare in merito al ritiro di Simon Yates. Cosa sta succedendo? Cerchiamo di fare chiarezza al riguardo. 

Attila Valter contro la Visma: “I confini erano troppo stretti, poco spazio per l'iniziativa personale”

Ad alzare il polverone contro uno dei maggiori team del mondo ciclistico odierno è stato Attila Valter, membro della Visma dal 2023 al 2025. Parlando con Cyclingnews, il magiaro ha dichiarato di aver pensato di abbandonare la squadra perché le cose sono cambiate molto negli ultimi due anni. A far partire questo “terremoto” sarebbe stato l'addio dello storico Direttore Sportivo Merijn Zeeman, passato dal ciclismo al calcio alla fine del 2024. 

Le sue parole a questo proposito sono state: “Quando Merijn se n'è andato, le cose sono cambiate. La squadra ha iniziato a sentire molta pressione dall'esterno. Volevamo tornare ed essere i top al mondo, come nel 2023, ma non ci siamo riusciti appieno. Non eravamo la squadra migliore nel 2025”. 

Valter ha continuato dicendo: “Ci siamo impegnati al massimo, ma più abbiamo provato, più abbiamo rischiato di bruciarci per la pressione e lo stress. Almeno io e sicuramente altri corridori alla Visma abbiamo avvertito questa sensazione. Non è che non ci hanno ascoltato. Lo hanno fatto, ma non hanno voluto cambiare le cose". 

Il classe 1998 ha criticato pesantemente la Visma proprio su questo: secondo lui le strategie e la filosofia della squadra sono ineccepibili, ma non c'è spazio per l'individualismo: “Penso che alla squadra manchi l'individualismo. Non si tratta di decidere le proprie abitudini alimentari o di voler fare questo piuttosto che quello. Scientificamente, non è possibile che 30 corridori debbano mangiare allo stesso modo. Ma hanno scoperto che il loro metodo è il migliore per 23/24 corridori nel roster e va bene così per loro. Con questa mentalità non c'è modo di cambiare le cose”.

L'eco di Cian Uijtdebroeks: cosa succede alla Visma?

Uno dei trasferimenti più eclatanti del 2026 è stato quello di Cian Uijtdebroeks, che si è trasferito dalla Visma - Lease a Bike alla Movistar. Perché? A quanto pare dietro l'addio ci sono le stesse motivazioni date da Valter. Difatti, in un'intervista a Het Laatse Nieuws, il belga ha dichiarato: “Alla Visma, per migliorare ho chiesto di fare blocchi più lunghi, ma non era compatibile con il loro sistema di allenamento. Avevo poca voce in capitolo. Per me è stato difficile. Da quando Merijn Zeeman se n'è andato, è diventato tutto ancora più rigido. Funziona per alcuni corridori come Jonas Vingegaard: questo modo di fare può toglierti pensieri e stress, ma non per un atleta come me. Voglio davvero avere voce in capitolo nel mio allenamento e nelle mie gare”. 

Cian Uijtdebroeks
Cian Uijtdebroeks sul palco alla presentazione Movistar

Uijtdebroeks ha poi preso come esempio la gestione delle prove a cronometro: “In termini di allenamento, Visma è la squadra più meticolosa al mondo. Sono ossessionati dai dati, eppure sulle prove a cronometro sono rimasto deluso dal loro modo di fare. Lavoro sulla posizione, sessioni specifiche... l'anno scorso non sono più salito sulla bici da crono dopo la Tirreno-Adriatico. Per un corridore che punta alla classifica generale questo non è ammissibile, anche se le cronometro in programma sono poche. Bisogna lavorarci costantemente. A uno come Jonas, invece, alla Visma questo era permesso”.

Il ritiro di Yates è dovuto a queste regole ferree? La difesa di Van Aert

Dopo queste dichiarazioni, qualcuno potrebbe pensare che il ritiro improvviso di Simon Yates sia dovuto alle regole ferree della Visma. D'altronde, subito dopo il suo ritiro, Yates ha deciso di uscire completamente dal mondo del ciclismo, arrivando a bloccare tutti su X

Tuttavia, su quest'argomento è intervenuto uno dei pilastri della squadra olandese, Wout van Aert. Parlando al podcast Live Slow Drive Fast dei ritiri di Yates e di Fem van Empel, il nativo di Herental ha dichiarato: “Trovo che sia un peccato ingigantire il fatto che certe cose stiano accadendo all'interno della nostra squadra, e la cosa mi ferisce anche un po'”. 

Wout van Aert team Visma
Wout Van Aert ©teamvismaleaseabike

Il 31enne ha continuato dicendo: “Considero davvero la Visma-Lease a Bike la mia squadra. So come funzionano le cose qui e non è affatto un ambiente disumano. Penso sia un peccato che la situazione venga generalizzata, quando è del tutto ingiusto farlo”. Il belga ha poi chiarito: “Ho il massimo rispetto per le scelte di Fem e Simon, ma non hanno nulla a che fare con il funzionamento del nostro team. Credo ci sia ampio spazio per discutere di come ci si sente e se si ha bisogno di un approccio diverso”. 

Van Aert ha concluso: “Però è vero, il ciclismo resta il ciclismo. È uno sport durissimo che richiede molti sacrifici. E questi sacrifici forse sono ancora più grandi oggi, nell'era dei dati in cui viviamo. Tutto viene costantemente misurato. Devi continuamente riferire come ti alleni, come dormi e dove ti trovi. Non c’è più spazio per l'improvvisazione. Mi sembra perfettamente logico che sempre più persone ne siano scoraggiate”. 

Dunque, per il belga non c'è nulla di anomalo nel modo di fare della Visma. Tuttavia, ora la squadra olandese si trova dinanzi a un bivio: continuare con le sue leggi di ferro o cercare un cambiamento drastico? La stagione 2026 e i risultati che ne deriveranno potrebbero essere fondamentali sotto questo punto di vista. Non resta far altro che aspettare e vedere le prestazioni nel lungo periodo

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