
Giro di Romandia, Godon vince di netto il prologo: 7" a Pogačar, Tiberi limita i danni
Il francese della INEOS Grenadiers beffa tutti sui 3,2 km di Villars-sur-Glâne. Oliveira e Söderqvist sul podio. Roglič ottavo a 8", Onley delude
Dorian Godon si è imposto nel prologo del Giro di Romandia 2026 con una notevole prestazione. Il 29enne campione francese della INEOS Grenadiers ha fermato il cronometro in 3'35" sui 3,2 chilometri di Villars-sur-Glâne, staccando di 6" i primi inseguitori Ivo Oliveira e Jakob Söderqvist, entrambi favoriti alla vigilia. Tadej Pogačar, favorito d'obbligo per la vittoria finale, ha chiuso al quinto posto a 7" dal vincitore, precedendo di un secondo Primož Roglič. Antonio Tiberi ha limitato i danni chiudendo ventunesimo a 17" da Godon.

Giro di Romandia 2026, il resoconto del prologo
Non nuovo ai suoi prologhi su distanze da pista, il Giro di Romandia 2026 si è aperto con una cronometro di 3,2 chilometri a Villars-sur-Glâne. Il percorso, molto veloce dal punto di vista planimetrico nei primi 2 chilometri caratterizzati da una costante lieve discesa, presentava come punto cruciale lo strappo finale di circa 800 metri al 7%, seguito da 300 metri pianeggianti prima del traguardo che richiedevano un rilancio deciso per non perdere preziosi secondi.
Tra i primi a prendere il via è stato Primož Roglič (Red Bull-Bora-hansgrohe), che ha fatto segnare inizialmente il miglior tempo. Tuttavia, la sua leadership è durata poco: Ivo Oliveira (UAE Emirates-XRG) ha migliorato il crono dello sloveno di oltre 2", fermando il cronometro in 3'41" e prendendosi momentaneamente la vetta della classifica.
La prestazione del portoghese è stata però eclissata da Dorian Godon (INEOS Grenadiers). Il francese, che spesso aveva dimostrato le sue caratteristiche esplosive nelle corse in linea, ma mai contro il tempo, ha polverizzato il tempo di Oliveira con un crono di 3'35", guadagnando ben 6" sul rivale. Godon si è quindi seduto nella hot seat per assistere al passaggio degli ultimi favoriti.
Florian Lipowitz (Red Bull-Bora-hansgrohe) ha fatto registrare il sesto tempo provvisorio, accusando un ritardo di oltre 10" da Godon e chiudendo con un secondo in più rispetto a Roglič. Jakob Söderqvist (Lidl-Trek) si è invece issato in seconda posizione a pari merito con Oliveira, entrambi a 6" dal leader.
Quattro corridori a 7"
L'ultimo a partire è stato Tadej Pogačar (UAE Emirates-XRG), che non ha ancora il Giro di Romandia nel suo ricco palmarés. Lo sloveno, però, non è riuscito ad avvicinarsi al tempo di Godon, chiudendo al sesto posto con un ritardo di 7", lo stesso ritardo dei due che lo precedono nell'ordine di arrivo: Mauro Schmid (Jayco AlUla), quarto, e Axel Zingle (Visma-Lease a Bike), quinto, e di Albert Withen Philipsen (Lidl-Trek) ha chiuso settimo, anch'egli classificato con lo stesso tempo. Pogačar ha preceduto di un secondo il compagno di nazionale Roglič, che ha chiuso ottavo, mentre Finn Fisher-Black (Red Bull-Bora-hansgrohe) è stato nono a 8".

Antonio Tiberi (Bahrain-Victorious) ha ottenuto il ventunesimo tempo, accusando un ritardo di 17" da Godon, lo stesso crono fatto registrare dal compagno di squadra Lenny Martínez. L'italiano ha comunque limitato i danni nei confronti dei grandi favoriti, perdendo 10" da Pogačar e 9" da Roglič.
Tra le delusioni di giornata spicca Oscar Onley (INEOS Grenadiers), solo settantanovesimo a 35" dal leader, un ritardo che potrebbe compromettere le sue ambizioni di classifica. Il migliore degli italiani è stato Lorenzo Germani (FDJ-United) con il sedicesimo tempo.
Con questa vittoria, Godon ha conquistato anche la prima maglia di leader della corsa, nonché il quarto successo della stagione a (gli altri erano stati sempre frazioni di corse WorldTour, una alla Parigi-Nizza) e il ventesimo della carriera.
Giro di Romandia 2026, l'ordine di arrivo del prologo
La tappa di domani
La prima frazione del Giro di Romandia 2026, da Martigny a Martigny (171,2 chilometri), sarà subito un test importante. Dopo 130 chilometri relativamente tranquilli in fondovalle, interrotti solo dalla breve ma arcigna salita di La Rasse (2,5 km al 8,5%), il punto chiave sarà la durissima ascesa di Ovronnaz (8,9 km al 9,7%, con gli ultimi 5 km al 11,3% e punte fino al 15%) che termina a 34 km dal traguardo. La lunga discesa e i 20 chilometri finali in pianura renderanno l'interpretazione tattica complessa: potrebbe essere già una tappa decisiva se un corridore molto forte (ne stiamo pensando giusto uno…) riuscisse a staccare i rivali e ad ampliare il vantaggio nella seconda parte.
