
Auvergne di questi Wout: Van Aert torna a vincere al TARA
Nella volata di gruppo che chiude la 5a tappa del Tour Auvergne-Rhône-Alpes il belga mette in fila tutti i rivali. Domani sul Granier si inizia a fare sul serio tra i big
In tempi dove vige l'ostracismo per i velocisti puri, il Tour Auvergne-Rhône-Alpes rappresenta l'ala più radicale di questa fronda. La corsa francese ha concesso una sola occasione alle ruote veloci, proprio nella quinta tappa odierna, quella che precedeva il trittico finale dove gli uomini di classifica inizieranno la vera battaglia. L'occasione è stata colta al volo da Wout van Aert: il suo nome sembrava il più pronosticcabile quanto a caratteristiche, ma sul vincitore della Parigi-Roubaix aleggiava l'ombra della controprestazione dell'altro ieri, quando era stato il primo a cedere tra i gialloneri della Visma durante la cronosquadre.
Tour Auvergne - Rhône-Alpes 2026, la cronaca della quinta tappa
La quinta tappa del Tour Auvergne-Rhône-Alpes misurava 195,8 chilometri da Saint-Chamond a Parc des Oiseaux Villars-les-Dombes, affrontando fin dalle battute iniziali due brevi salite di categoria 4: la Côte de la Croix Blanche (2,7 chilometri al 4,9%) e il Col de la Gachet (1,6 chilometri al 4,4%). Il percorso proseguiva con ulteriori strappi più lunghi in Aveize (8,1 chilometri al 3,4%), Saint-Laurent-de-Chamousset (5 chilometri al 4,6%) e Oingt (5,3 chilometri al 5,1%), per un totale di 2.200 metri di dislivello ben distribuiti su una frazione complessivamente semplice, destinata di fatto ai velocisti resistenti, dove le squadre avrebbero giocato un ruolo cruciale nella gestione tattica.
Subito dopo il via da Saint-Chamond, sei corridori hanno sferrato l'attacco che avrebbe caratterizzato la giornata: Pepijn Reinderink (Soudal Quick-Step), Thibault Guernalec (TotalEnergies), Julen Arriolabengoa (Caja Rural-Seguros RGA), Felix Engelhardt (Jayco AlUla), Hugo Houle (Alpecin-Premier Tech) e Robbe Dhondt (Picnic PostNL). Il gruppo di testa ha guadagnato rapidamente terreno nei primi chilometri, beneficiando della scarsa reazione iniziale del plotone e prendendo 2'30" di margine già al chilometro 15.
Reinderink è transitato per primo sulla Côte de la Croix Blanche, conquistando il primo punto per il Gran Premio della Montagna. Successivamente, nello stesso passaggio da Col de la Gachet, è tornato ad affermarsi il corridore neerlandese.
Per buona parte della tappa, il vantaggio della fuga è oscillato tra il 1"30 e i 2"30, con gli inseguitori apparentemente rilassati, eccetto una fase tra il chilometro 35 e il km 40 con diversi attacchi dal gruppo della maglia gialla di Alex Baudin (EF Education-EasyPost) che hanno fatto crollare il vantaggio della fuga sotto i 40", ma nessuno è riuscito né a ricucire né a rientrare. La Visma-Lease a Bike, forte della vittoria nella cronosquadre della terza tappa e della fiducia riposta in Matteo Jorgenson nonché della chances di Wout van Aert in volata, è tornata a controllare in testa. Anche Cofidis e Tudor mantenevano una presenza costante in testa al plotone.

All'intermedio di Blacé (108,7 chilometri), i punti sono stati distribuiti tra i fuggitivi: Julen Arriolabengoa ha conquistato 10 punti, Felix Engelhardt 6 e Pepijn Reinderink 4. Nel frattempo, il gruppo dei favoriti iniziava a intensificare il ritmo: Bruno Armirail (Visma-Lease a Bike) ha preso posizione in testa al gruppo, iniziando il suo lavoro per Van Aert.
A 50 chilometri dal traguardo, il margine della fuga era ancora consistente (1"10), ma le squadre degli sprinter iniziavano a inseguire con più decisione con Visma, Tudor e Cofidis che coordinavano i loro sforzi condannando la fuga
Con 25 chilometri rimanenti, il vantaggio era sceso a 55", ma la fuga non demordeva, intensificando sforzi e collaborazione e prolungando l'agonia: Hugo Houle è stato il primo della fuga a cedere, ai -16 km, mentre gli altri cinque hanno resistito ancora fino ai -12 km dal traguardo.
La Visma-Lease a Bike ha dunque orchestrato il lavoro tattico prendendo il comando con Armirail ai- 3 km, con Per Strand Hagenes alla flamme rouge e con Edoardo Affini per lanciare la volata di di Wout van Aert. Joshua Tarling (Netcompany INEOS) è riuscito a infilarsi tra Affini e Van Aert per pilotare Dorian Godon, ma Affini ha proseguito mantenendo la sua posizione e, nel tentativo di superarlo, Tarling ha inavvertitamente ostacolato il suo compagno di squadra. Van Aert è rimasto a lucido e ha lanciato lo sprint, conquistando la vittoria di tappa davanti a Hugo Hofstetter (NSN).
Il belga della Visma-Lease a Bike ha dunque trovato la sua sesta vittoria in questa corsa e Phil Bauhaus (Bahrain-Victorious) ha completato il podio al terzo posto. Seguivano Vito Braet (Lotto Intermarché) e Henri-François Renard-Haquin (Picnic PostNL), mentre Matteo Trentin (Tudor) chiudeva decimo.
Alex Baudin mantiene la maglia gialla, ma domani si inizia a fare sul serio
Pepijn Reinderink è stato premiato come corridore più combattivo della giornata per il suo ruolo nella fuga. La maglia gialla della generale, come la bianca di miglior giovane è rimasta sulle spalle di Alex Baudin (EF Education-EasyPost), mentre Nadav Raisberg (NSN) mantiene il comando della classifica a punti con 52 punti. Clément Braz Afonso (Groupama-FDJ United) continua a mantenere la maglia di leader degli scalatori con 17 punti.
Domani la corsa entra nel vivo del trittico finale che deciderà la corsa: l'arrivo in salita al Col du Granier promette di selezionare i veri candidati alla vittoria finale. Dopo i primi 60 chilometri prevalentemente pianeggianti, interrotti soltanto dalla Côte de Verizieux, il tracciato affronterà la lunga ascesa al Granier: preceduta dalla Côte de Chatelard (4,3 chilometri al 5,7%, massime al 12%), la salita principale si sviluppa per 8 chilometri al 5,7% in media. Una discesa tecnica riporterà in valle, da cui seguiranno oltre 50 chilometri di transizione prima della penultima ascesa, la Côte d'Héry-sur-Ugine (11,3 chilometri al 5,1%), articolata in tre sezioni. L'ultimo atto sarà l'ascesa finale di 5,9 chilometri al 7,7% (effettivamente 5,5 al 8,2%), con massime al 10%.
