Presentato il percorso Tour Auvergne-Rhône-Alpes 2026
Il Giro del Delfinato propone sotto il nuovo nome un percorso in linea con la sua identità: tante salite, un paio di volate e una cronosquadre nello stesso formato del Tour
Il Tour Auvergne-Rhône-Alpes si conferma nel 2026, esattamente come il Criterium du Dauphiné (che ci piaceva di più) è stato fino al 2025, come il tradizionale appuntamento di preparazione in vista della Grande Boucle e mantiene il canovaccio delle ultime edizioni, con un primo blocco di tappe variamente mosse e un trittico finale sulle Alpi, abbinati ad una cronometro a metà corsa. La cronometro sarà però una cronosquadre come già ripetutamente sperimentata alla Parigi-Nizza e come verrà proposta al prossimo Tour de France. Il percorso è probabilmente più impegnativo rispetto all'anno passato, essendo le tappe di montagna mediamente più esigenti e anche in maggior numero (di fatto la prima tappa è già di montagna). Tuttavia spicca la presenza di due tappe con finali sostanzialmente pianeggianti dove anche velocisti più puri avranno la possibilità di ambire al successo parziale.
Le tappe nel dettaglio
Domenica 7 giugno - 1a tappa: Vizille - Saint-Ismier (140.1 km)

La prima tappa è nei fatti una prima tappa di montagna dove si può già scrivere un pezzo importante della classifica finale, visto il numero e la tipologia delle salite. Dopo pochi km inizia già la prima dolce salita verso il traguardo volante di Monestier-de-Clermont e oltre (in tutto quasi 20 km al 2.7%, alternando tratti di salita al 4/5% a falsopiani), antipasto al più intenso Col de l'Arzelier (8.6 km al 5.7%, con un primo tratto di oltre 2 km in doppia cifra). La fase centrale è più semplice, visto che quasi 40 km si svolgono prevalentemente in fondovalle, interrotti a metà dal Col de Comboire (3.1 km al 5.7%, 1200 metri centrali al 9%, max 11%) e dalla Côte de Seyssins (2.6 km al 6%). Apre invece la fase decisiva il Col de Vence, in tutto di circa 10.5 km al 4.7%: si divide tra la prima impennata della Côte de Quaix en Chartreuse (più dura di quanto indicato, circa 2.4 km al 10%, max 13%) e il successivo tratto fino al GPM (5.1 km al 6%); in verità il colle è quasi 2 km più avanti, prevalentemente pianeggianti con una risalita finale (700 metri al 4.5%). 9 km di discesa riportano alle porte di Grenoble, dove in circa 3 km si arriva ai piedi dell'ultima dura salita, la Côte de Saint-Jean-le-Vieux: un po' più lunga del dato ufficiale (circa 6 km all'8.5%, max 12%) prosegue in verità anche oltre il GPM (almeno altri 700 metri al 6%). 7 km di discesa, di cui i centrali abbastanza insidiosi, riportano in valle a soli 8 km dal traguardo. A poco più di 4 km dalla fine la strada comincia a salire in modo irregolare fino ai dintorni della flamme rouge: in tutto sono 3.2 km al 3.1%, gli ultimi 800 metri con punte fino al 10%. L'ultimo km è pianeggiante.
Lunedì 8 giugno - 2a tappa: Saint-Martin-le-Vinoux - Le Puy-en-Velay (237.3 km)

Frazione non tremendamente dura, ma lunghissima e ricca di asperità anche nel finale. È quindi abbastanza improbabile che si possa arrivare in volata e la difficoltà nel gestire una tappa del genere potrebbe anche suggerire di lasciare spazio ad una fuga, visto che il giorno prima la classifica dovrebbe aver già ricevuto una conformazione ai limiti del definitivo. Dopo 45 km già lievemente mossi si incontra la Côte de la Croix de la Cave (la salita comincia dolcemente molto prima dell'imbocco formale e prosegue anche oltre il GPM per un totale di 7.6 km al 3.1%). Seguono una lunga discesa da pedalare ed altre ondulazioni prima di incontrare le prime rampe del Col du Rouvey che si raggiunge quasi 40 km (prevalentemente in salita) più avanti: si raggiunge Saint-Barthelemy-le-Plain con circa 4 km al 4%; dopo una breve discesa si sale a Colombier-le-Vieux con 4.5 km al 4%, cui ne seguono 2.5 di falsopiano e altri 3.5 di lieve discesa; quindi inizia la vera salita di 21.3 km al 3.9% (max 8%), con il GPM posto però a metà, presso il Col Robert Marchand. I successivi 50 km sono nervosissimi, quindi si respira per 11 km (divisi tra discesa e fondovalle) prima di imboccare la salita al penultimo GPM: la Côte des Baraques (4.2 km al 6.6%, max 10%), punto abbastanza importante della gara a circa 30 km dalla fine. Questi saranno costantemente ondulati fornendo molteplici occasioni d'attacco; la più ghiotta è la Côte de Saint-Vidal (2 km al 7.4%, max 14%) a meno di 12 km dal traguardo, seguita da un'ulteriore contropendenza di circa 800 metri al 5% a meno di 5 km dall'arrivo.
Martedì 9 giugno - 3a tappa: Perreux - Perreux (Cronometro a squadre - 28.4 km)

Il nuovo formato della cronometro a squadre con il tempo preso individualmente debutta anche qui, dando una nuova occasione di affinare la tecnica in vista della partenza del Tour. In questo caso la distanza abbastanza elevata e le difficoltà altimetriche la renderanno particolarmente complicata da gestire. I primi 1500 metri sono pianeggianti, quindi dopo uno zampellotto si scende per 1 km per poi imboccare la salite di Coutouvre (quasi 5 km al 3.5%, max 8%). Dopo quasi 3 km di discesa e un breve tratto pianeggiante si torna a salire verso Montagny (4.8 km al 3.1%, max 8%). Siamo adesso poco oltre metà prova ed inizia un tratto estremamente veloce, sia perché lineare sia perché quasi tutto in lieve discesa. Il canovaccio cambia di nuovo solo per gli ultimi 800 metri in salita nel borgo di Perreux (800 metri al 7%, max 11%).
Mercoledì 10 giugno - 4a tappa: Le Puy En Velay - Montrond Les Bains (165.8 km)

Prima delle due frazioni che potrebbero chiudersi in volata, anche se resa dura da tante salite di media montagna. Pronti via si incontra subito il Col de la Croix de l'Arbre (molto più lungo di quanto dichiarato, circa 10 km al 3.4%, con un tratto di 1.3 km al 7% nella prima parte), seguito da 25 km molto mossi prima di trovare una vera discesa. Si respira per un po' e poi si affrontano in serie Côte du Temple (5.7 km al 4.5%, max 6%), Col des Pradeux (7.2 km al 5.7%, max 9%), Col des Limites (3.7 km al 5.5%, max 7%), Côte de Lérigneux (ignorando il dato ufficiale, 2.3 km al 4%, max 6%), Côte de la Roche-en-Forez (2.1 km al 4.5%, max 7%). Un ultimo tratto di lieve ascesa termina a 53 km dall'arrivo, di cui 18 sono di discesa e gli ultimi 35 quasi perfettamente pianeggianti. Ecco che al netto delle tante salite, essendo queste molto pedalabili e seguito da un lungo tratto favorevole all'inseguimento, il finale risulta per ruote veloci anche abbastanza pure.
Giovedì 11 giugno - 5a tappa: Saint-Priest - Mâcon (198.0 km)

Senz'altro è la tappa più semplice della settimana ed è stavolta veramente adatta anche ai velocisti più puri. L'avvio è piuttosto complicato con la Côte de la Croix Blanche (3 km al 5%) e il Col de la Gachet (in verità prima parte della salita a Saint-Christo-en-Jarez di 6 km al 3.2%), seguito poi da molte ondulazioni. L'asperità più evidente, seppur non contrassegnata da GPM, è quella di Oingt (5.3 km al 5.2%) che si supera ad oltre 100 km dal traguardo. Certo non spaventa la Côte de Blacé (1.5 km al 4.5%) a più di 80 km dall'arrivo. Per un po' si incontrano ancora leggere ondulazioni, ma gli ultimi 38 km sono quasi perfettamente pianeggianti.
Venerdì 12 giugno - 6a tappa: Saint-Vulbas - Crest-Voland (181.4 km)

Si entra nel vivo di questo Delfinato con un arrivo in salita non durissimo ma comunque importante. I primi 60 km sono prevalentemente pianeggianti, interrotti dalla sola Côte de Verizieux (non segnalata, circa 3.5 km al 4.5%). Un paio di salitelle precedono la lunga ascesa al Col du Granier (oltre 18 km): viene inaugurata dalla Côte de Chatelard (4.3 km al 5.7%, max 12%); dopo circa 5 km di falsopiano inizia ufficialmente la salita di 8 km al 5.7% (max 9%). Discesa ripida e tecnica per tornare in valle e percorrere più di 50 km in pianura. Ormai già nel finale inizia la penultima salita (di fatto primo tratto di quella finale), la Côte d'Héry-sur-Ugine (11.3 km al 5.1%): questa si compone di un primo tratto regolare di circa 5.5 km al 5% (max 7%), una breve discesa e un tratto finale un po' più tosto di oltre 5 km al 6.1% con punte fino al 10%. 3 km di discesa tecnica portano all'imbocco dell'ultima ascesa di 5.9 km al 7.7%: in verità gli ultimi metri sono in facile falsopiano quindi la salita è di circa 5.5 km all'8.2% (max 10%).
Sabato 13 giugno - 7a tappa: La Bridoire - Grand Colombier (133.3 km)

Frazione più impegnativa della precedente che comunque concentra le sue attenzioni sull'ascesa finale. Si parte in salita verso il Col du Banchet (5.3 km al 5.7%; ultimi 2 km all'8.2%, max 10%), presto seguito dal Col de la Crusille (un po' più duro del dato ufficiale, 3 km al 4.3%, max 8%), dalla Côte de Saint-Maurice-de-Rotherens, in verità prima parte del Col du Mont-Tournier (7.8 km al 6.4%, max 11%) e dalla salita non segnalata a Perves (circa 3 km al 5.5%, molto irregolari, max 10%). Si respira grazie a 18 km di pianura fino a Culoz, poi si entra nel vivo con una prima parziale salita al Grand Colombier dal versante dei “lacets” (7 km all'8.4%, max 14%). Dopo una ripida discesa si incontrano quasi 20 km di falsopiano (con brevi tratti di salita pedalabile) che fungono da preambolo al Col de Richemond (più lungo del dato ufficiale, 9 km al 5.8%, max 8%). Una discesa pedalabile e un paio di km in falsopiano precedono la tremenda salita finale di 8.4 km al 10.2%: è terribile la prima impennata fino alla Selle de Fromentel (4.5 km al 12.1%, max 18%), poi la strada spiana al 4/5% per 1300 metri prima dell'ultima rampa (2.7 km al 9.8%, max 13%).
Domenica 14 giugno - 8a tappa: Beaufort - Plateau de Solaison (120.0 km)

Tappa regina breve ma intensissima, che quasi sicuramente si deciderà nel finale, ma risulta proibitiva fin dall'inizio. La presenza in avvio del Col du Pré già potrebbe scardinare qualcosa: il km0 è posto dopo un paio di km di salita, quando mancano ancora 10.4 km con una media dell'8.1%; la salita ufficiale corrisponde al duro tratto finale (ignorando il dato pubblicato) di 7.2 km al 9.4% (max 12%). La lunga discesa, spezzata nella prima parte dalla contropendenza verso il Col de Meraillet (1.2 km al 4%) è seguita quasi subito dall'altrettanto dura Montée de Bisanne (stavolta molto più dura di quanto indicato, 12.4 km all'8.2% (max 12%). Altra lunga discesa, spezzata dalla risalita al Col de Saisies (1.5 km al 5.4%) e altre contropendenze, prima di salire il Col des Aravis: dopo un primo tratto di 1.7 km al 5.7%, una breve discesa e 1.5 km di falsopiano, inizia la vera salita (7 km al 6.8%, max 10%). Questa bella sequenza è un po' sprecata dalla lunghissima discesa che segue, per lunghi tratti da pedalare (quasi 30 km al 3.5%), che comunque se si è supportati dai compagni di squadra non è nemmeno troppo terribile da superare e non esclude la possibilità di attaccare da lontano (cosa che probabilmente non sarà necessaria in una gara di una settimana). Ad ogni modo tutto sarà deciso dalla dura salita finale, antipasto in vista del Tour de France: in tutto sono 11.3 km al 9.1%, di cui i più duri sono i primi 5 km al 10.2% (max 12%); il tratto successivo (media 8.4%) è più irregolare e alterna rampe in doppia cifra (max 12%) a tratti più pedalabili.
