Tadej Pogačar fa due su due al Tour de Romandie ©UAE Team Emirates-XRG/Sprint Cycling
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Pogačar fa il velocista, batte Godon e vince ancora al Tour de Romandie

La maglia gialla controlla sulla salita finale, si nasconde fino ai 100 metri e poi si impone nettamente allo sprint. Secondo il campione francese, terzo Fisher-Black

Dopo aver battuto gli scalatori nell'arrivo di ieri, il Tadej Pogačar della primavera 2026 continua ad accumulare successi in volata. La maglia gialla vince la seconda tappa in linea su due al Tour de Romandie, allunga in classifica grazie agli abbuoni e relega al secondo posto Dorian Godon, che aveva già vinto tre volte a livello World Tour da inizio anno in situazioni di questo tipo. Il campione francese era il grande favorito di giornata, ma ha dovuto fare i conti con la completezza fuori dall'ordinario del campione del mondo, che può sempre dire la sua in volate tra puncheur, ma in questo periodo sembra particolarmente esplosivo. Non è la prima volta che Godon batte i suoi rivali diretti ma viene infilato dal capoclassifica in un arrivo adatto a lui: era già successo nella tappa di Barcellona alla Volta a Catalunya 2024, che Pogačar aveva vinto conquistando quattro tappe. Potrebbe andare allo stesso modo questa settimana.

Tour de Romandie 2026, la cronaca della seconda tappa

Tappa quasi interamente in circuito intorno a Vucherens, con due passaggi sul traguardo prima dell'arrivo. In totale sono 173 chilometri con quasi 2800 metri di dislivello, con l'unica salita categorizzata di Vuillens (3.1 km al 5.4%) che termina a poco meno di tre chilometri dalla conclusione. Non potrà giocarsi la vittoria Mauro Schmid (Team Jayco AlUla), ritirato dopo aver manifestato sintomi di un'infezione respiratoria. Ritiro anche per Mattia Gaffuri (Team Picnic PostNL), che ieri era arrivato nel terzo gruppo.

Sono in quattro nella fuga iniziale, composta da Jakob Söderqvist (Lidl-Trek), Henri-François Renard-Haquin (Team Picnic PostNL), Roland Thalmann (Tudor Pro Cycling) e dal campione italiano Filippo Conca (Team Jayco AlUla). Lo svizzero si assicura il primo posto nella classifica dei gran premi della montagna, mentre per la vittoria di tappa non c'è mai spazio. La INEOS Grenadiers tiene la corsa chiusa dall'inizio per favorire Dorian Godon, il favorito per un probabile arrivo allo sprint. Il distacco non supera mai i tre minuti e scende sotto il minuto già all'inizio dell'ultimo giro, ma nel finale ci vuole più del previsto per andare a chiudere.

Filippo Conca in fuga ©Greenedge Cycling
Filippo Conca in fuga ©GreenEDGE Cycling

Söderqvist allunga in solitaria su un breve strappo ai -8, quando il vantaggio sul gruppo è ancora di 30". Lo svedese arriva da solo ai piedi della salita finale, ma dietro di lui iniziano i primi movimenti. La Red Bull-BORA-hansgrohe allunga il gruppo con Primož Roglič a lavorare per i compagni, tenendo davanti Florian Lipowitz per la classifica e Finn Fisher-Black per la tappa. Mentre il fuggitivo viene ripreso, Pogačar è sempre nelle primissime posizioni a controllare ogni tentativo. La Movistar ci prova più volte con Jefferson Alveiro Cepeda, Pablo Castrillo e Nairo Quintana, attaccano anche Yannis Voisard (Tudor Pro Cycling) e lo stesso Lipowitz, ma la maglia gialla è sempre lì in marcatura.

Nessuno riesce a evitare l'arrivo in volata di gruppo ristretto, con Lipowitz ancora davanti a tirare fino alle ultime centinaia di metri. Godon ritrova la quarta posizione dopo essere scivolato un po' più indietro in precedenza, e ai 150 metri lancia lo sprint. Alla sua ruota c'è Fisher-Black che prova a uscire, dall'altra parte arriva anche Pogačar, più veloce di tutti. Lo sloveno rimane in scia fino all'ultimo momento, poi fa vedere un'esplosività fuori dal comune negli ultimi 50 metri, vincendo anche con una certa facilità. 

Dietro al campione francese e al neozelandese si piazzano anche Clément Champoussin (XDS Astana Team) e Valentin Paret-Peintre (Soudal Quick-Step), mentre Albert Withen Philipsen (Lidl-Trek) è sesto davanti a Davide Toneatti (XDS Astana Team). Nel gruppo di trentadue arrivato davanti non c'è Roglič, che arriva a oltre due minuti e scivola dal sesto al ventiduesimo posto in generale. La classifica potrebbe cambiare ancora dopo la tappa di domani, simile alla prima vinta da Pogačar ma con una salita meno dura nel finale, il Col du Mollendruz.

Tour de Romandie 2026, Tadej Pogačar fa due su due: i risultati

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