Taylor Phinney, profilo IG ©joeyschusler
Pista

Anche Taylor Phinney si rimette in pista: Olimpiadi di Los Angeles 2028 nel mirino

L'ex professionista statunitense, lontano dai velodromi da anni, annuncia il ritorno nell'inseguimento a squadre con gli USA in vista dei Giochi Olimpici di Los Angeles 2028

Taylor Phinney torna a correre su pista. L'ex professionista statunitense classe 1990, ritiratosi dal ciclismo WorldTour nel 2019, poi impegnato tra gare gravel, progetti musicali e una presenza costante sui social, ha annunciato sul proprio profilo Instagram il rilancio della carriera agonistica in chiave olimpica, con l'inseguimento a squadre come obiettivo. Poco tempo fa, anche il francese Bryan Coquard (che però è ancora in attività su strada) aveva detto di voler tornare a calcare i velodromi in vista delle Olimpiadi di Los Angeles 2028.

"Non avrei mai potuto prevederlo in un milione di anni… ma eccoci qui :) il vecchio cavallo ha ancora un po' di grinta", ha scritto Phinney, che ha battezzato il proprio percorso di ritorno con il nome «COMEBACK3000».

Dal gravel al velodromo

Tutto è cominciato con un ritorno alle corse gravel, senza pressioni. Poi qualcosa è cambiato. Il merito va, stando alle sue parole, a USA Cycling e in particolare ad Allen Lim, uno scienziato dello sport, nutrizionista e allenatore di fama mondiale, che pare gli abbia ficcato l'idea in testa: "All'inizio ci ho riso su", scrive Phinney, ma con il tempo il progetto ha preso forma, anche grazie all'incoraggiamento della moglie Kasia Niewiadoma, vincitrice del Tour de France Femmes 2024: "Con il suo incoraggiamento il seme ha cominciato a germogliare, e prima che me ne rendessi conto non riuscivo a pensare ad altro che a chiudere questo ultimo cerchio nella mia carriera ciclistica".

“La domanda che mi fanno più spesso nelle ultime due settimane è: 'Quando sei stato l'ultima volta in pista?'”- scrive Phinney nel post Instagram- “La mia risposta: ‘La Roubaix conta?'” aggiunge, postando le immagini della sua ultima Roubaix conclusa nel celeberrimo velodromo André-Pétrieux, nel 2018 (quella del 2019 non la concluse).

Taylor Phinney via IG
Taylor Phinney via IG ©dougmartin
Taylor Phinney via IG
Taylor Phinney via IG



Il rapporto di Phinney con la pista è di vecchia data: nato proprio come pistard, la rimozione dell'inseguimento individuale dal programma olimpico lo spinse ad abbandonare la disciplina e a concentrarsi sulla strada. Ora il cerchio si chiude, in una specialità diversa: "Ultimamente i ragazzi degli USA hanno fatto enormi progressi nell'inseguimento a squadre, e non potrei essere più entusiasta di unirmi a loro nella corsa al sogno olimpico".

Il primo raduno, sette anni dopo

Il primo raduno con il gruppo è già alle spalle. Phinney ammette il lavoro da fare: in palestra, sulla posizione, su un assetto da cronometro che non frequentava da circa sette anni; ma il bilancio è positivo: "Sono soddisfatto di come mi sono inserito nel gruppo, considerando che sono tornato ad allenarmi seriamente solo da novembre". Al campo erano presenti anche Anders Johnson, Peter Moore, Dom Onoske, Rakoon Ratz, Graeme Frislie e Brendan Rhim.

L'orizzonte immediato sono le tappe rimanenti della Coppa del Mondo, a partire da quella di Hong Kong (17-19 aprile) e Nilai (24-26 aprile), utili per contribuire al posizionamento olimpico degli Stati Uniti. Quello finale è Los Angeles 2028: "Che io faccia parte o meno del team ufficiale per LA28, sono onorato di essere in lizza".

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