
Il c.t. Salvoldi: “Giovani da far crescere, ma per l’Olimpiade serviranno i campioni in pista"
Dal vivaio ai campioni: per Salvoldi la pista italiana deve crescere, anche grazie a più velodromi e a un calendario più ricco
Abbiamo incontrato Edoardo Salvoldi, commissario tecnico della nazionale italiana di ciclismo su pista maschile élite e delle nazionali giovanili, ai margini della 6 giorni di delle Rose di Fiorenzuola. Il commissario tecnico ha tracciato un bilancio dei primi mesi di lavoro e ha indicato le priorità per il futuro, tra crescita dei giovani, qualificazioni olimpiche e il nodo delle infrastrutture.
“Due lavori distinti: crescere i giovani e prepararci all’Olimpiade”
“Con gli juniores – spiega Salvoldi – proseguiamo il percorso degli ultimi tre anni, in continuità con buoni risultati e la sensazione che il lavoro stia dando frutti su tutto il territorio. Con gli Under 23 e gli élite invece abbiamo avuto meno continuità, qualche intoppo c’è stato, ma la qualità non manca. Ci sono due obiettivi distinti: far crescere i giovani e farsi trovare pronti per la qualificazione all'Olimpiade, che sarà molto complicata”.
La questione del bacino d’utenza
Il problema principale resta quello dei numeri: “È vero, i ragazzi sono meno, ed è difficile conciliare strada e pista. Inoltre le infrastrutture non sono tante. Ma non mi sono mai fatto condizionare troppo: arrivo da vent’anni nel settore femminile, dove i numeri erano molto più bassi. Dove calano i numeri diventa più importante programmarsi, e devo dire che ho trovato competenza e condivisione con team e direttori sportivi. Avere il controllo sia sulla strada che sulla pista è fondamentale”.
“Servono più impianti”
Il tema dei velodromi è centrale: “La carenza di impianti ci penalizza soprattutto nel calendario. Montichiari è il nostro centro federale e funziona bene, ma se ci fossero altre strutture simili potremmo avere più gare e più possibilità di crescita. Spresiano sarà un impianto adatto agli eventi, Montichiari rimarrà più votato alla preparazione: entrambe le cose servono. Tutte le federazioni hanno un centro di alto livello, dobbiamo puntare anche noi su quello”.
Giovani ed élite: “Nel breve meglio non alzare le aspettative”
Guardando alla categoria élite, Salvoldi mantiene i piedi per terra: “Anzitutto anche tra i giovani, tutti abbinano all'attività in pista quella su strada, nessuno corre solo in pista. Per essere competitivi a livello mondiale con i giovani non siamo ancora pronti, bisogna essere realisti. La squadra per i mondiali di Santiago del Cile sarà un mix: ragazzi in crescita, qualcuno già vicino al livello élite, e altri che hanno già fatto parte del gruppo. Ma preferisco tenere un profilo basso: le aspettative non saranno alte, accetteremo quello che arriverà. Se sarà qualcosa di buono, tanto meglio”.
E sui “grandi nomi” come Ganna, Milan e Consonni aggiunge: “Sono d’accordissimo con le loro scelte di quest’anno. Non ho messo nessuna pressione per accelerare un ritorno in pista, sono in sintonia con loro. Non possiamo pensare di prescindere da loro in vista della qualificazione olimpica, ma servirà tutto il 2025 per capire quanto rapidamente i giovani potranno inserirsi tra gli élite. Il sistema di qualificazione dovrebbe partire già dal Mondiale 2026: il tempo è poco e i posti disponibili saranno meno rispetto alle ultime Olimpiadi. Questo è l’ostacolo più grande”.
Il nodo Viviani: “Mi piacerebbe averlo accanto a me in futuro”
E non manca un passaggio su Elia Viviani: “L’ho incontrato pochi giorni fa a Livigno. Elia è una grandissima risorsa, sia come corridore che per qualsiasi ruolo deciderà di intraprendere in futuro. Tengo per me quello che ci siamo detti, spetterà a lui annunciare le proprie intenzioni. Per ora si sente corridore, concentrato sulla Vuelta. Dopo valuterà. Certo, per competenze e carisma mi piacerebbe averlo vicino anche in futuro”.

Coppa del Mondo e calendario
Infine, uno sguardo agli impegni internazionali: “Il 2026 non dovrebbe ancora rientrare tra gli anni di qualificazione olimpica, ma aspettiamo l’ufficialità. Le date della Coppa del Mondo ci sono, mancano ancora le località. Dipenderà anche da questo, ma l’Italia dovrà esserci: endurance maschile, velocisti e ragazze. Se non al completo, almeno con una presenza costante in tutte le prove. Aspettiamo però l’ufficialità del calendario e del regolamento”. (Nel frattempo, i calendari e le località della Coppa del Mondo sono stati ufficializzate dall'UCI - vedi link)