Donne Élite

Fatto 31, facciamo 32! Vos regala un'altra perla al Giro

06.07.2022 23:21

Marianne vince a Bergamo la sesta tappa della corsa rosa precedendo Lotte Kopecky e una sempre più convincente Silvia Persico. Annemiek Van Vleuten sempre in rosa, domani sarà battaglia sul Passo Maniva


Chissà se se le ricorda tutte, le sue 32 vittorie ottenute al Giro d'Italia in 11 partecipazioni, compresa la presente. L'ultima se la ricorda benissimo, è di oggi ed è giunta al termine di una tappa dal finale molto battagliato in quel di Bergamo. La prima risale quasi esattamente a 15 anni fa, Giro 2007, 8 luglio, seconda tappa a Correggio, battute in uno sprint ristretto Diana Ziliute, Oenone Wood, Regina Schleicher e Chantal Beltman: un altro ciclismo, proprio! Marianne Vos aveva 20 anni, era alla sua prima esperienza alla corsa rosa e aveva già personalità da vendere. Chissà se sia poi tanto un caso che la più grande di sempre, colei che per fortuna abbiamo ancora l'onore di ammirare nelle sue prestazioni sportive, ha accompagnato con la sua traiettoria quella che possiamo ben definire una vera esplosione del ciclismo femminile.

Un movimento che, quando Marianne iniziava, era fatto di pulmini, rimborsi spese, calendari scarni, professionalità a tratti rivedibile, invisibilità pressocché totale delle protagoniste del ciclismo per non parlare poi delle corse: la diretta tv, un'utopia. Quante cose sono cambiate in questi 15 anni, quante ne ha viste evolversi coi propri occhi Marianne Vos? E quanto di suo ci ha messo in quest'evoluzione la Campionessa Universale? Una figura esemplare, un riferimento costante. Straordinaria su tutti i terreni e in tutte le specialità, basta che ci sia una bicicletta di mezzo, e che sia asfalto o fango o parquet il risultato non cambia: alla fine vince lei. Questo dice la sua carriera, attraverso risultati che suggeriscono quanta gente (pubblico, sponsor, investitori) abbia potuto avvicinare al proprio mondo questa forza della natura.

La classifica della corsa rosa, già parzialmente cristallizzata dopo Cesena, si farà poi domani sul Maniva e poi chissà; ma per oggi abbiamo apprezzato lo spettacolo di un finale di tappa brioso, con l'epilogo del successo blasonato di cui sopra, e con la notizia, per l'Italia, delle continue conferme di Silvia Persico: su strada quest'anno ha vinto un paio di gare italiane di seconda fascia (il GP Liberazione in aprile e il Memorial Monica Bandini un mese fa), ha fatto tanti piazzamenti un po' ovunque, top ten sia nelle classiche (Strade Bianche, Binda, Gand, Brabante) che nelle gare a tappe (Elsy Jacobs - terza, Burgos e RideLondon - settima), poi ancora qui al Giro ha colto il quarto posto a Cesena, e pure in classifica non è messa male. Ma c'è un risultato, quest'anno, che oggi la mette proprio nella giusta prospettiva: il bronzo al Mondiale di cross in gennaio, a Fayetteville; lei fu terza, e ricordate chi vinse quella gara? Marianne Vos. Se i corsi e ricorsi storici servono a qualcosa, la brava 24enne di Alzano Lombardo può guardare avanti con rinnovata fiducia.

La sesta tappa del Giro d'Italia Femminile 2022 portava il gruppo da Sarnico a Bergamo, 114.7 km attraverso un circuito con la salitella di San Pantaleone (5 giri) e un finale con lo strappo della Boccola verso Bergamo Alta. Sarnico, tra le altre cose, è il paese in cui vive Elisa Balsamo, applauditissima alla partenza. Una partenza che non ha visto schierata Riejanne Markus (Jumbo-Visma), coinvolta ieri nella caduta dell'ultimo chilometro. Il gruppo ha proceduto compatto nelle prime tornate del circuito, poi alla terza Francesca Pisciali (Mendelspeck) ha proposto un allungo sulla citata salita. 15" per l'altoatesina, poi ripresa prima del quarto passaggio all'arrivo.

Nel quarto giro ci hanno provato - sempre sul San Pantaleone - Hannah Barnes (Uno-X) e Kristen Faulkner (BikeExchange-Jayco), ma pure loro non hanno trovato grande spazio. C'era ancora la quinta tornata per tentativi vari, e in effetti stavolta è stata Alessia Vigilia (Top Girls Fassa Bortolo) a muoversi - sul piano - ai -37; sulle sue tracce - ma senza mai trovarle! - si sono messe poi Letizia Brufani (Bepink) ed Eujene Larrarte (Bizkaia), ma il gruppo delle migliori ha annullato l'azione nel corso della quinta e ultima scalata al San Pantaleone, ai -28. Vigilia aveva avuto anche oltre un minuto di vantaggio sul plotone.

Sulla successiva discesa Marianne Vos (Jumbo) ha forzato per un po', poi si sono susseguiti alcuni tentativi, quindi al traguardo volante di Carrobbio degli Angeli ai -21 Marta Cavalli (FDJ Nouvelle-Aquitaine) ha preso 3" di abbuono, e subito dopo Victoire Berteau (Cofidis) si è prodotta in un allungo che per un po' l'ha fatta sognare. La francese ha messo insieme pure lei un minuto abbondante, alle sue spalle si è mossa Giorgia Bariani (Top Girls), uscita a propria volta ai -14 e rimasta intercalata per 8.5 km. Anche quando ha cominciato a vedersi limato il margine, Berteau ha tenuto bene almeno fino al tragico momento in cui, ai -7, si è illusa di poter ricevere una borraccia da un addetto a bordo strada, che però non era della sua squadra. Senza poter bere la transalpina s'è subito incupita: in quel momento aveva ancora 45", ma tra il suo impallarsi sempre più e il crescere del ritmo alle sue spalle, è parso chiaro che la 21enne sarebbe stata raggiunta sull'ultima salita di giornata.

Ci si è arrivati, alla Boccola, ai -4.7 con Elisa Balsamo (Trek-Segafredo) che ha lavorato per diverse centinaia di metri in favore di Elisa Longo Borghini. Berteau è stata raggiunta ai -4, alla Porta di San Lorenzo, a un chilometro dallo scollinamento. A questo punto per la Trek è passata a tirare Lucinda Brand e intanto Elise Chabbey (Canyon//SRAM Racing) è caduta proprio davanti alla maglia rosa Annemiek Van Vleuten (Movistar), costringendo quest'ultima a mettere piede a terra. Di lì a poco, ai 3600 metri è scattata Longo Borghini con Marianne Vos a ruota e Mavi García (UAE ADQ) pronta a rientrare pure lei con poche pedalate, mentre Niamh Fisher-Black (SD Worx) non riusciva a restare agganciata e veniva raggiunta da Van Vleuten e Cavalli in prima battuta e poi da altre atlete sopraggiunte in discesa.

Il grande sforzo di Elisa Longo Borghini ha prodotto un margine di 10" che sarebbe pure bastato se dietro non si fossero riorganizzate con ficcante rapidità per ripiombare poi al triangolo rosso dell'ultimo chilometro sulle attaccanti. Sarebbe stata volata ristretta (appena 11 ragazze nel primo gruppetto), Lotte Kopecky (SD Worx), fin qui un po' sottotono, ha messo nel mirino la vittoria e, dopo un breve tentativo di Kristen Faulkner (BikeExchange) ai 500 metri, chiuso da Vos, si è comportata da favorita di giornata, lanciando lei lo sprint ai 100 metri. Ma mentre la belga saliva con a ruota Silvia Persico (Valcar-Travel & Service), Marianne era già un po' più avanti, dopo aver reagito alla Faulkner, e lì si è curata di rimanere, sprintando dalla testa del gruppetto e tenendosi alle spalle tutte quante.

32esima vittoria al Giro per Vos che precede - tutte con lo stesso tempo - Kopecky, Persico, Faulkner, Amanda Spratt (BikeExchange), Van Vleuten, Cavalli, García, Longo, Cecilie Uttrup Ludwig (FDJ) e Fisher-Black; a 26" il secondo gruppo con Sofia Bertizzolo (UAE), Rachele Barbieri (Liv Racing Xstra), Juliette Labous (DSM) e Greta Marturano (Top Girls) piazzate dalla 12esima alla 15esima posizione. Qualche aggiustamento in classifica, in particolare la Persico guadagna tre posizioni. Guida Van Vleuten con 25" su García, 54" su Cavalli, 5' su Longo Borghini, 5'13" su Ludwig, 5'14" su Spratt, 5'25" su Persico (settima), 5'28" su Fisher-Black, 5'45" su Chabbey, 5'55" su Évita Muzic (FDJ); Erica Magnaldi (UAE) è sempre undicesima a 6'48", sale di una posizione Soraya Paladin (Canyon), dodicesima a 8'04".

Domani l'atteso arrivo in salita al Passo Maniva giungerà al termine della settima tappa, partenza da Prevalle, traguardo a quota 1742 dopo 112.9 km di tappa e 10 di ascesa finale (preceduta da 30 km di progressivamente più pendente falsopiano). Nessuna si potrà nascondere, Van Vleuten vorrà giocarsi una sorta di matchpoint ma bisognerà vedere anche quale sarà l'orientamento di García e Cavalli, le immediate (o forse le uniche) inseguitrici dell'olandese.
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