Paul Magnier ©Giro d'Italia/LaPresse
Giro d'Italia

Stuyven to Magnier, il Wolfpack si riprende la ciclamino a Pieve di Soligo

Sul muro di Ca'del Poggio ci prova solo Eulálio, poi ripreso nel finale insieme a Kulset. Il francese vince per la terza volta e allunga su Narváez nella classifica a punti

Fino alla partenza da Fai della Paganella, la diciottesima tappa del Giro d'Italia sembrava designata per assegnare virtualmente la maglia ciclamino, con 50 punti in palio sul traguardo di Pieve di Soligo. Effettivamente così è stato, ma non come ci si poteva attendere. A vincere infatti è Paul Magnier, al suo terzo successo in questo Giro (primo su suolo italiano dopo le due tappe in Bulgaria), mentre Jhonatan Narváez è rimasto fermo al singolo punto raccolto allo sprint intermedio. Dopo aver fatto il bello e il cattivo tempo nelle fughe, il campione nazionale dell'Ecuador è rimasto senza niente in mano in un finale in cui il Muro di Ca' del Poggio non ha sortito gli effetti desiderati da molti, perché il dislivello complessivo ha permesso ai velocisti di giocarsela. 

All'imbocco del muro non c'era la fuga ma il gruppo compatto, e dopo 10 chilometri movimentati nessuno è riuscito ad evitare lo sprint, in un finale in cui il posizionamento ha fatto la differenza. La Soudal Quick-Step è titolare di cattedra in questa materia, e Jasper Stuyven è stato a dir poco decisivo per la vittoria del suo giovane compagno. Non si può dire lo stesso per la Lidl-Trek e per Jonathan Milan, che anche oggi non ha preso le decisioni giuste al momento giusto e non è riuscito a sbloccarsi.

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Dopo i primi attacchi di Filippo Magli (Bardiani CSF 7 Saber), Johan Jacobs (Groupama-FDJ United) e Matyáš Kopecký (Unibet Rose Rockets), l'indecisione sull'andamento della tappa porta i principali favoriti del giorno a non scoprirsi in partenza. Mattia Bais e Andrea Mifsud (Team Polti VisitMalta) vengono lasciati andare, e poco dopo James Shaw (EF Education-EasyPost) e Jonas Geens (Alpecin-Premier Tech) completano una fuga molto poco pericolosa.

Una volta lasciati andare i quattro in fuga, si mette a controllare la Lidl-Trek, con Max Walscheid e Simone Consonni a tirare per manifestare l'intenzione di provare a vincere la tappa che non è ancora arrivata. Contribuiscono anche la NSN di Corbin Strong e, anche il UAE Team Emirates-XRG mette António Morgado a girare nelle prime posizioni. Non c'è molto da segnalare fino ai -50, quando 
Afonso Eulálio (Bahrain-Victorious) viene coinvolto in una caduta al rifornimento e ne esce piuttosto dolorante, ma rientra in gruppo dopo qualche chilometro.

I fuggitivi sono ancora davanti allo sprint intermedio di Guia, dove Jhonatan Narváez prende l'ultimo punto disponibile senza avere alcuna opposizione. Bais, Mifsud e Shaw vengono ripresi ai -22, mentre Geens prosegue in solitaria e prende i 6" al Red Bull KM. Dietro il belga fa la volata Oliver Naesen (Decathlon CMA CGM) per aiutare il suo capitano Felix Gall e togliere secondi alla Netcompany INEOS, che non riesce nemmeno a far prendere 2" a Thymen Arensman per un'incomprensione con Connor Swift.

 Dopo aver ripreso Geens parte la volata per le posizioni prima del muro, come se fosse il Poggio senza Ca' del. I Rockets arrivano in quattro per pilotare Lukáš Kubiš, mentre dal lato opposto tutti seguono il treno INEOS. All'inizio della salita si trovano davanti solamente la maglia rosa e i velocisti, tra cui Jonathan Milan, mentre chi avrebbe interesse ad attaccare per evitare lo sprint deve farsi spazio dove è molto difficile passare. A 700 dalla cima parte Afonso Eulálio, che evidentemente si sente meglio e vuole provarci. Sepp Kuss deve reagire con a ruota Jonas Vingegaard, ma il ritmo controllato della Visma Lease a Bike non va bene a Davide Piganzoli, che inizia ad arretrare mentre il suo rivale per la maglia bianca viene ripreso.

Afonso Eulálio ©Team Bahrain-Victorious/Sprint Cycling
Afonso Eulálio ©Team Bahrain-Victorious/Sprint Cycling

Vingegaard scollina per primo, con a ruota Mathys Rondel (Tudor Pro Cycling), il resto dei prinicipali uomini di classifica e qualche corridore veloce come Strong, Orluis Aular (Movistar) o Thomas Silva (XDS Astana). Piganzoli passa poco dopo nelle prime posizioni del secondo gruppo, in cui ci sono tutti gli sprinter e anche lo stesso Narváez, che non è mai riuscito a guadagnare posizioni. Alessandro Pinarello (NSN Cycling Team) va davanti a tirare per il compagno di squadra e tenere aperto il gap, poi ai 6.5 allunga Jai Hindley (Red Bull-BORA-hansgrohe) su uno strappetto, ma l'australiano si porta tutti a ruota.

In quel momento il distacco tra i due gruppi è di 15", ma davanti c'è un rallentamento di cui prova ad approfittare Johannes Kulset (Uno-X Mobility). L'unico a seguire il norvegese è ancora Eulálio, che si lancia per provare a vincere la tappa e guadagnare qualcosa in classifica. I due prendono una decina di secondi mentre dietro ci si ricompatta, e sulla spinta di Derek Gee-West e Matteo Sobrero il tentativo viene stoppato poco prima dell'ultimo chilometro. 

Si arriva così a una volata di gruppo, in un finale piuttosto complesso dal punto di vista planimetrico. Magnier è in sesta ruota quando Jasper Stuyven risale da dietro, al momento giusto per entrare in azione. Il francese si posiziona tra il suo leadout e Milan, che viene passato anche Edoardo Zambanini (Bahrain-Victorious). Stuyven rilancia dopo la curva, allunga la fila e di fatto decide le posizioni dell'ordine d'arrivo prima che inizi la volata, perché nelle ultime centinaia di metri non c'è spazio per rimontare. Magnier parte all'ultima semicurva e vince la sua terza tappa, che vale anche il controsorpasso in classifica a punti su Narváez, che arriva solo diciottesimo e resta a 158 punti contro i 195 del rivale.

Milan è ancora poco lucido e fa più strada di tutti per aggirare Stuyven, finendo terzo dietro a Zambanini. Quarto posto per Francesco Busatto (Alpecin-Premier Tech), che precede Strong e Silva, mentre Filippo Magli è ottavo. Classifica generale invariata nelle prime dieci posizioni, alla vigilia della tappa dolomitica con arrivo ai Piani di Pezzè.

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