La dedica di Remco Evenepoel dopo la sua terza vittoria di tappa ©La Vuelta
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"Seguire Remco è come seguire uno scooter"

Caruso si arrende alla superiorità di Evenepoel, che dedica la vittoria alla moglie. Ayuso si riprende, la Jumbo si difende e protegge Kuss: "Abbiamo fatto degli errori, ma siamo esseri umani"

14.09.2023 19:10

Le dichiarazioni dei protagonisti dopo la diciottesima tappa della Vuelta a España, l'ultima di alta montagna. A vincere è stato Remco Evenepoel, dominatore incontrastato di una fuga in cui si è ben comportato anche Damiano Caruso, che ha chiuso secondo. Sepp Kuss rimane in maglia rossa, mentre Jonas Vingegaard ha perso otto secondi dal compagno dopo aver tenuto controllata l'andatura per buona parte dell'ascesa conclusiva a La Cruz de Linares.

Remco Evenepoel: “Sono riuscito a voltare pagina, è bello finire la Vuelta così bene”

“Il messaggio sul traguardo? Era una “O” per mia moglie Oumi, mi aveva detto che se avessi vinto per la terza volta le avrei dovuto dedicare la vittoria, quindi questa è la risposta. Mi sentivo il più forte della fuga e non potevo perdere tempo, dovevo solo attaccare. Sentivo che le gambe erano ottime oggi ed era un bellissima tappa da vincere, sapevo che era una grande opportunità per prendere punti per la maglia a pois e li ho presi tutti, oltre alla mia terza vittoria, è bello finire la Vuelta così. Dopo la giornata no a Formigal e sul Tourmalet ho voltato pagina e ho deciso di andare per le tappe, e penso di aver vinto tre delle tappe più belle di questa Vuelta oltre alla maglia degli scalatori, per cui è stata un’ottima Vuelta anche se il piano per la classifica generale non ha funzionato, ma credo che possiamo essere orgogliosi. è bello finire una tappa con queste belle sensazioni e avere queste gambe a fine Vuelta significa che sto continuando a migliorare e ho avuto solo una seconda settimana negativa, per cui bisogna essere contenti.”

Damiano Caruso: “Remco era più forte e ce lo ha dimostrato”

 “Oggi è stata dura, tutti sapevamo che Remco era il più forte e ce lo ha dimostrato, ha meritato la vittoria senza discussione. Per me questo secondo posto significa molto dietro un campione come lui, quindi sono soddisfatto, non potevo fare di più ed è stata una buona giornata per noi. Remco? Seguirlo è come seguire uno scooter, il suo passo è troppo per me e per molti altri corridori, perciò va bene così."

Juan Ayuso: “Stavo male ma mi sono ripreso, sabato conterà la fatica”

 “Fino a metà tappa avevo ancora le brutte sensazioni di ieri, ma per fortuna era una tappa lunga e sono riuscito a entrare in ritmo poco a poco. Dal giorno di riposo ho una brutta tosse, che non voglio usare come scusa per quello che è successo ieri, ma avevo dubbi che potesse ancora peggiorare e oggi potessi fare ancora fatica, ed è stato così per le prime due o tre ore. Poi sono riuscito a riprendermi nel finale e ho ritrovato buone sensazioni. La tappa di sabato? Alcune salite le abbiamo affrontate al campionato spagnolo, per cui le conosco in parte. Pensa che conterà più la fatica che la difficoltà della tappa in sé, perché sono pendenze su cui è difficile fare la differenza su chi sta bene. Se qualcuno accusa la fatica si può perdere molto tempo, ma per chi ha una buona giornata e riesce a controllarla è una tappa che si può superare.” 

Jonas Vingegaard: “Ho cercato di proteggere Sepp, sabato bisognerà stare attenti”

“Oggi ho cercato solo di proteggere Sepp dagli attacchi. C’è ancora una tappa molto dura sabato, a cui dovremo fare attenzione, per cui dovremo continuare a lottare fino a Madrid. è bello poter ripagare Sepp e fare qualcosa per lui, ha fatto molto per me e Primož e volevo rendergli il favore oggi e sabato, che sarà una tappa molto dura e lunga a cui fare attenzione.” 

Sepp Kuss: “Abbiamo scelto una strategia difensiva”

“I ragazzi hanno fatto un grande lavoro tirando tutto il giorno. Sui due giri sulla salita finale Jan (Tratnik) era con noi, è rientrato e ha corso alla grande per noi. Poi Jonas ha fatto un grande ritmo sull’ultima salita, ero spaventato perché è talmente forte che il suo ritmo facile per noi è sempre difficile (ride, ndr). Oggi abbiamo corso con una strategia più difensiva, che era quello che avevamo deciso con la squadra e tra di noi prima dell’Angliru per cosa avremmo voluto fare per le tappe successive. Abbiamo fatto qualche errore, ma siamo esseri umani. Ci stiamo avvicinando alla fine, domani è una tappa facile ma bisogna stare concentrati, e la ventesima tappa sarà molto dura e lunga. Sono finite le grandi montagne, ma sarà ancora dura.”

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