
Lucinda Brand non finisce mai, vince a Hulst e si riprende il mondiale
Dopo una settimana condizionata da un infortunio, conclude una stagione perfetta con la seconda maglia iridata in carriera. Seconda Alvarado,
Don't ever underestimate the heart of a Champion. Rudy Tomjanovich probabilmente non ha mai visto una gara di ciclocross in vita sua e certamente non ha mai avuto il piacere di conoscere Lucinda Brand, ma la sua frase più celebre si applica perfettamente al mondiale di Hulst 2026, a un altro successo capolavoro e alla carriera di una campionessa maiuscola.
Dopo una stagione dominata dall'inizio alla fine, un problema al polpaccio ha rischiato di rovinare il grande appuntamento iridato, impedendole di allenarsi fino a mercoledì e mettendo in dubbio la sua presenza. Superato il dolore e le perplessità per le controprestazioni dell'ultimo weekend di Coppa del mondo, Brand è riuscita a dare tutto quello che aveva, e forse anche oltre, per prendersi anche la vittoria più importante della stagione, la sua seconda in carriera al mondiale, dove è sempre sul podio dal 2018 ma finora si era imposta solo a Oostende 2021.
Dopo le diciotto vittorie in ventitré cross stagionali, dopo oltre sessanta podi consecutivi tra gennaio 2024 e il decimo posto di settimana scorsa a Maasmechelen, dopo un altro inverno di devozione al ciclocross in ogni occasione possibile, ancora e più che mai a 36 anni, la maglia iridata non poteva finire in mani migliori.

Mondiale ciclocross 2026, gara femminile élite: la cronaca della gara
Amandine Fouquenet non riesce a partire con la solita aggressività per provare a mette pressione fin dall'inizio, cosa che la Francia ha fatto nelle gare precedenti con Lise Revol e Aubin Sparfel. Puck Pieterse prende la testa nella sezione tecnica iniziale, mentre Blanka Vas è l'unica a inserirsi tra le maglie Oranje.
Kristýna Zemanová e Jolanda Neff chiudono il gruppetto di sei che inizia davanti il secondo giro, in cui Ceylin Del Carmen Alvarado rileva Pieterse davanti e anche Lucinda Brand è lì a giocarsela, e dopo aver lasciato a lungo in testa le due Fenix piazza un primo affondo. Dopo quindici minuti di gara le tre principali favorite hanno già fatto il vuoto, ma poco dopo la gara cambia nuovamente.
Brand riesce a trovare il suo passo migliorare e guadagnare qualche metro, mentre Pieterse cade in una delle due discese, picchiando sulla spalla e staccandosi defintivamente dalla lotta per l'oro. La vincitrice delle ultime due tappe di Coppa del mondo si ritrova in mezzo alla corsa per il podio, insieme a Neff, Vas, Zemanová, Fouquenet, Zoe Bäckstedt, Manon Bakker e Marion Norbert Riberolle lasciando l'iniziativa alle altre per cercare di assorbire la botta correndo sulla difensiva.
Davanti la gara è tutt'altro che finita: Alvarado rientra su Brand, che a sua volta ha una piccola scivolata dopo una contropendenza. Mentre Norbert Riberolle viene squalificata per un'inspiegabile reazione nei confronti di Zemanová in seguito a una caduta di entrambe, a due giri dalla fine c'è la resa dei conti definitiva. Dopo due giri di testa a testa, Brand riesce a scappare via nel tratto di percorso più veloce, liberando tutta la sua potenza per scavare il solco decisivo.
Questa volta Alvarado non riesce a rispondere, scivola indietro e mantiene fino alla fine la seconda posizione, che le permette di tornare sul podio mondiale per la prima volta dal 2020. La copertina è tutta per Lucinda Brand, che ha tempo di godersi il calore del pubblico di casa e scegliere come celebrare un successo pienamente meritato, alzando la bici al cielo sul traguardo di Hulst.

Salgono sul podio le tre connazionali, con Pieterse che riesce a spuntarla nel finale su Vas per la medaglia di bronzo, più di testa che di gambe dopo la caduta precedente. Quinto posto per Fouquenet, Neff ottima sesta a poco più di un minuto. Chiudono la top ten Shirin van Anrooij e Marie Schreiber, mai in gara per le posizioni che contano. Ancora più dietro la campionessa europea Inge van der Heijden e Aniek van Alphen, due assolute protagoniste della prima metà di stagione, rispettivamente tredicesima e quattordicesima. Ritirata Sara Casasola, che si è girata una caviglia nel corso del primo giro. L'ennesima sfortuna di una stagione in cui avrebbe meritato di più.
