
Milano-Sanremo 2026: otto minuti e mezzo o poco più, quanto serve per riscrivere la storia
Pogačar ci ha già provato: 8’52” sulla Cipressa non sono bastati lo scorso anno, ma la Sanremo resta la chiave di volta per inseguire il Grande Slam che lo consegnerebbe alla mitologia. Percorso, favoriti, startlist, e dove vederla
Esiste un corridore che ha vinto tutto ciò che il ciclismo ha da offrire. Eppure ci sono due corse che continuano a sfuggirgli, e non è il Giro delle Fiandre e nemmeno il Campionato del Mondo, che ha già messo nel palmarès due volte in entrambi i casi. La prima è la Milano-Sanremo, la più lunga, la più piatta, quella che sulla carta dovrebbe lasciare meno spazio a chi vuole fare la gara, l'altra è la Parigi-Roubaix (anche quella non è affare da poco, ma il primo tentativo, lo scorso anno è stato decisamente incoraggiante). Ci sarà anche la Vuelta a España da mettere in saccoccia, e a voler essere puntigliosi anche l'oro olimpico, ma almeno nel primo caso pare sarà solo questione di prendere il via. Nella classicissima Tadej Pogačar ha provato tutto: nel 2022 e nel 2023 ha attaccato sul Poggio, nel 2024 la sua UAE Emirates-XRG ha gestito troppo in controllo la Cipressa, nel 2025 ha quasi trovato la misura giusta, lanciandolo in un attacco da 8'52'' sulla Cipressa, un'azione che nella storia della Classicissima non ha precedenti per intensità (ci sarebbe quella storia di Démare nel 2016, ma è un capitolo a parte che sa di macchia, quantomeno trattavasi di inseguire) ma non è bastato lo stesso.
Il motivo ha un nome preciso: Mathieu van der Poel. E qui entra in scena il paradosso nel paradosso. Ogni volta che Pogačar attacca, seleziona, riduce il gruppo all'osso, sta inconsapevolmente lavorando anche per il suo rivale: elimina gli sprinter puri, svuota le gambe di Filippo Ganna, e consegna al neerlandese un'equazione brutalmente semplice: approfittare della selezione dello sloveno e aspettare il finale del Poggio o addirittura Via Roma. Due vittorie in tre anni costruite così, con Pogačar come involontario gregario del proprio peggior avversario: per certi versi quello che era accaduto anche al Giro delle Fiandre nel 2022, con la differenza che VDP si sarebbe arrangiato senza problemi anche da solo.
Domani la storia si ripete, stavolta con una posta in gioco diversa. Vincere in Via Roma non sarebbe soltanto mettere fine a un rebus sportivo: sarebbe il primo dei due tasselli più ostici verso qualcosa che nessuno ha mai realizzato, il grande slam dei cinque Monumento in una stagione. Van der Poel lo sa, e sa anche che un solo punto percentuale in meno sulla Cipressa potrebbe non bastare. "L'anno scorso era già vicinissimo. Se sono anche solo all'uno per cento in meno, Tadej se ne va", ha ammesso il neerlandese a margine della Tirreno Adriatico.
Pogačar ha corso la sola Strade Bianche dall'inizio dell'anno, e come tutte le corse che contano in cui il campione del Mondo prende il via, da due anni a questa parte, parlare di favoriti al plurale è suonato troppo generoso. Alla Sanremo e alla Roubaix non è così. Tutto lascia immaginare che sarà di nuovo la Cipressa il terreno di elezione in cui la sua squadra, con Isaac del Toro in veste di rifinitore, concentrerà le forze per l'attacco più devastante di sempre, magari forzando già da prima sui capi o addirittura sul Turchino, e che la strategia riponga le speranze su una prestazione ancora migliore dello scorso anno, operazione che pare già riuscirgli in allenamento, e che gli permetterebbe di restare da solo.

Se nemmeno Van der Poel o Ganna riuscissero a seguirlo, è praticamente certo che il campione di (quasi) tutto cavalchi in solitaria fino in Via Roma, con un gruppo sbrindellato dall'attacco di prima tanto da non poter organizzare un inseguimento: lo scorso anno i velocisti arrivarono a una quarantina di secondi, visto che il triello si compose di diversi momenti di studio.
Se invece qualcuno sopravviverà ancora alla sua ruota, si aprono diversi scenari, anche se il più probabile sarà quello di un secondo tentativo sul Poggio, dove le pendenze ancora più dolci renderanno ancora più difficile staccare i grossi calibri.
Otto minuti e mezzo, o poco più. Il confine tra la storia di un grande campione e l'empireo.
Milano-Sanremo 2026, il percorso
La Milano-Sanremo maschile 2026 per il quarto anno consecutivo non partirà da Milano, e per la terza volta di fila il via sarà da Pavia: la Classicissima ha ormai perso una consuetudine, ma non la sua anima. Il chilometraggio è tornato a sfiorare i 300 chilometri (298), ma il gruppo tornerà subito sul tracciato storico dopo una prima fase nel Pavese. I corridori attraversano Casteggio, Voghera e Tortona, prima di dirigersi verso Ovada e affrontare il Passo del Turchino, porta naturale verso il mar Ligure.
Da Genova-Voltri in poi inizia la lunga cavalcata sull’Aurelia, sempre accanto alla costa, passando da Varazze, Savona e Albenga fino a Imperia. Qui la corsa entra nella sua fase decisiva, quella che da oltre un secolo ne definisce il copione.
Dopo la sequenza dei Tre Capi – Mele, Cervo e Berta – arrivano le due salite simbolo: la Cipressa (5,6 km al 4,1%) e soprattutto il Poggio di Sanremo (3.7 km, pendenza media del 3.8%.), che scollina a poco più di cinque chilometri dall’arrivo. È qui che spesso si decide tutto, quando i gli scattisti cercano il momento migliore per togliere la corsa dalla portata delle ruote veloci.
La discesa del Poggio, tecnica e veloce (nel 2021 vennero toccati i 78 km/h), riporta sull’Aurelia prima degli ultimi due chilometri cittadini. Nel finale attenzione alle curve negli ultimi 800 metri, prima del rettilineo conclusivo di via Roma a Sanremo.


Milano-Sanremo 2026, i favoriti
Il punto di riferimento resta Mathieu van der Poel (Alpecin-Premier Tech), vincitore nel 2023 e nel 2025 e a caccia del terzo successo personale. Il neerlandese conosce perfettamente il finale e può muoversi sia sul Poggio sia regolando uno sprint ristretto. A cercare di toglierselo di ruota sarà di nuovo Tadej Pogačar (UAE Emirates-XRG), ancora a caccia della prima vittoria alla Classicissima, ma il terzo incomodo resta Filippo Ganna, due volte secondo dietro a Van der Poel. Menzione anche per Jasper Philipsen, seconda punta dell'Alpecin-Premier Tech, vincitore nel 2024 e uomo da battere nel remoto caso di arrivo allo sprint.
Tra gli altri nomi da segnalare ci sono anche Mads Pedersen (Lidl-Trek), da quattro anni nei primi sette, ma reduce da un brutto infortunio, e Wout van Aert (Visma-Lease a Bike), vincitore nel 2020 ma ancora lontano dai suoi momenti migliori.
Assente invece Jonathan Milan (Lidl-Trek), costretto a rinunciare dopo i problemi fisici (un malessere, da quanto è dato sapere) seguiti alla Tirreno-Adriatico.
Milano-Sanremo 2026, la startlist
Milano-Sanremo 2026, orari e dove vederla
La corsa scatterà da Pavia alle 10:15, con arrivo previsto a Sanremo attorno alle 17:15.
La diretta televisiva sarà garantita dalla Rai, con copertura a partire dalla mattina su RaiSport e nel finale su Rai 2. La gara sarà visibile anche in streaming su RaiPlay e sui canali Eurosport e Discovery+, che trasmetteranno l’intera corsa fin dalle prime ore.
