Joppe Heremans sul podio all'Etoile de Bessèges © LNC/Xavier Pereyron
Mondo Continental

Joppe Heremans, l'ingegnere edile che vince tra i professionisti

Il belga della Van Rysel Roubaix migliora anno dopo anno e ha battuto i grandi all'Etoile de Bessèges. Da poco ha terminato i suoi studi, ma il piano B fuori dallo sport può attendere

11.02.2026 22:45

Secondo appuntamento dell’anno con Mondo Continental. In questa puntata: GP Antalya, Campionati Asiatici, Campionati Nazionali e Joppe Heremans, a segno fra i professionisti.

Le corse della settimana

GP Antalya

Mustafa Tarakci vince il GP Antalya
Mustafa Tarakci vince il GP Antalya © Ozan Yavuz Photo

Anche quest’anno il calendario di gare in Turchia è abbastanza ricco e ad aprire le danze è stata una corsa di un giorno, il GP Antalya. Al via erano presenti undici squadre: cinque Continental (oltre alle quattro locali c’era la polacca Wibatech Lubelskie Perła Polski), una selezione nazionale dell’Azerbaigian e cinque formazioni dilettantistiche.

Il percorso era più morbido rispetto allo scorso anno, con una salita di 6 km, situata a metà percorso, come unica vera asperità di giornata. In assenza del vincitore Wan Abdul Rahman Hamdan, gli altri due uomini saliti sul podio nel 2025 non hanno sfruttato l’occasione: Ramazan Yilmaz (Konya Büyükşehir) non ha concluso la gara, mentre Emre Kaplan (ISS Academy) non è riuscito a entrare nel gruppo di trenta che si è giocato la corsa. Nonostante due grossi nomi fuori gioco, i padroni di casa hanno comunque festeggiato il successo: si è imposto, infatti, Mustafa Tarakci (Konya Büyükşehir).

Il ventenne, reduce dai Campionati Europei su pista, ha avuto ragione del connazionale Tahir Yiğit (Spor Toto) e di un ex professionista, il ceco Tomáš Bárta (Istanbul Team). La MBB ha esordito a livello internazionale con il quarto posto del bielorusso Yauheni Karaliok, mentre al quinto posto si è piazzato Mehmet Çiçek, compagno di squadra del vincitore. Per il prosieguo della stagione, la Wibatech Lubelskie Perła Polski dovrà mettere a posto i meccanismi del treno: nonostante la presenza nel gruppo di testa dei suoi velocisti, la formazione polacca non è andata oltre la sesta posizione di Radosław Frątczak e la decima di Bartłomiej Proć.

Campionati Asiatici

Il podio della cronometro dei Campionati Asiatici
Il podio della cronometro dei Campionati Asiatici © Asian Cycling Confederation

Nella provincia di Al Qassim, in Arabia Saudita sono andati in scena i Campionati Asiatici di ciclismo su strada, con tanti paesi che sono riusciti ad andare a medaglia.

Il programma è iniziato con le cronometro individuali, che non hanno regalato particolari sorprese. La prova under 23, infatti, è stata dominata da Mansur Beisembay (XDS Astana Development), unico kazako in gara. Il ventenne ha fatto segnare il miglior tempo, con 1’29” di vantaggio sul mongolo Temuulen Khadbaatar (Roojai Insurance) e 1’35” sul cinese Qu Chengjun. Tutti gli altri corridori in gara sono finiti a più di 2 minuti dal vincitore.

Doppietta kazaka nella prova élite, con Yevgeniy Fedorov (XDS Astana) che è entrato nella storia della gara, conquistando il titolo per la quinta volta consecutiva. Sul secondo gradino del podio è salito il figlio d’arte Nicolas Vinokurov, con un ritardo di 44” dal connazionale e compagno di squadra. L’ex professionista taiwanese Sergio Tu (Astemo Utsunomiya Blitzen) si è messo al collo la medaglia di bronzo, a 1’19”, lasciando fuori dal podio due portacolori della Roojai Insurance, il thailandese Athit Poulard, quarto a 1’30”, e il rappresentante di Hong Kong Vincent Lau Wan Yau, quinto a 1’31”. Molto lontani gli altri professionisti in gara, il mongolo Jambaljamts Sainbayar (Burgos Burpellet BH) e l’uzbeko Nikita Tsvetkov (Bardiani 7Saber), che hanno chiuso rispettivamente nono (a 2’27”) e undicesimo (a 2’55”).

Grande sorpresa nella staffetta mista: la medaglia d’oro è andata, infatti, alla nazionale di Hong Kong, il cui terzetto maschile era composto da Vincent Lau Wan Yau e dal duo della HKSI composto da Ng Pak Hang e Tsun Wai Chu. Il favoritissimo Kazakistan, che poteva contare su Mansur Beisembay. Yevgeniy Fedorov e Nicolas Vinokurov, si è fermato al secondo posto, con 11” di ritardo. Sul terzo gradino del podio, a 16”, si è piazzata la Cina, che schierava Qu Chengjun, il professionista Su Haoyu (XDS Astana) e il campione nazionale a cronometro Xue Ming (Li Ning Star). 

La prova in linea under 23 ha visto, un po’ a sorpresa, il trionfo dell’Indonesia. Dopo una prestazione piuttosto deludente nella prova contro il tempo, Muhammad Syelhan si è rifatto alla grande, staccando tutti e tagliando il traguardo in solitaria. Il ventenne ha preceduto di 13” il vincitore della cronometro Mansur Beisembay e di 17” un altro indonesiano, Astnan Maulana.

Dopo il flop dello scorso anno, il Kazakistan è tornato a vincere la prova élite: il successo è andato, infatti, a Yevgeniy Fedorov, che, dopo i cinque titoli a cronometro, si è imposto per la prima volta nella corsa in linea. Il corridore della XDS Astana ha superato nel finale il cinese Su Haoyu, solitamente suo compagno di squadra, staccandolo di 3”. L’emiratino Abdulla Jasim Al-Ali (UAE Team Emirates Gen Z) si è preso la medaglia di bronzo a 1’04”, relegando ai piedi del podio il terzo corridore della XDS Astana, Nicolas Vinokurov, e Jambaljamts Sainbayar, che hanno chiuso a 1’21” dal vincitore

Campionati Nazionali

Il podio del Campionato Colombiano
Il podio del Campionato Colombiano © Egan Bernal

In settimana si sono disputati i campionati nazionali di diversi paesi, alcuni dei quali hanno visto in gara diversi corridori impegnati nel WorldTour.

In Colombia, la cronometro è stata dominata da Brandon Rivera (INEOS Grenadiers), che ha rifilato addirittura 1’52” al quattro volte vincitore della prova Daniel Martínez (Red Bull-BORA). In terza posizione, staccato di 1’53”, si è piazzato il vincitore delle ultime tre edizioni della Vuelta a Colombia, Rodrigo Contreras (Nu Colombia). Il diciannovenne Jerónimo Calderón (Sistecredito) ha vinto il titolo under 23, battendo di soltanto 1” Juan Diego Quintero (Petrolike). Sul podio con loro è salito Andres Umbarila, che ha pagato 1’04”.

Nella prova in linea, Egan Bernal (INEOS Grenadiers) ha avuto ragione di un redivivo Iván Sosa (Kern Pharma) dopo uno splendido duello e ha bissato, così, il titolo dell’anno scorso. A 24”, un sorprendente Juan Felipe Rodríguez (EF Education-Aevolo) ha regolato Santiago Buitrago (Bahrain-Victorious) nella volata per il terzo posto. Nella gara under 23, William Colorado ha beffato in volata il duo della Sistecredito composto da Jaider Muñoz e Cristian Vélez.

La Modern Adventure ha centrato la prima vittoria della sua giovane storia nella cronometro in Sudafrica: la formazione statunitense ha realizzato addirittura la doppietta, con Stefan de Bod vincitore davanti a Byron Munton, che ha chiuso a 14”. Il campione del mondo della mountain bike XCO, Alan Hatherly (Jayco AlUla), vincitore nel 2025, si è dovuto accontentare della terza posizione, a 53”. Alexander Erasmus (Tshenolo) ha vinto il titolo under 23, con 1’24” su Joshua Dike e 1’26” su Kieran Gordge (Hagens Berman Jayco).

La corsa in linea, che vedeva élite e under 23 correre insieme, ha regalato una grandissima sorpresa: il titolo è andato, infatti, a Blaine Kieck, tesserato per una compagine dilettantistica francese, l’UV Aube. Il ventunenne ha battuto in volata l’ex professionista Ryan Gibbons, che aveva sorpreso tutti gli altri partendo lungo, e Tyler Lange, che ha completato un podio senza corridori tesserati per squadre UCI. Il vincitore della gara si è preso, ovviamente, anche il titolo under 23, davanti a Ryno Schutte e Kieran Gordge.

In Nuova Zelanda, Finn Fisher-Black (Red Bull-BORA) si è confermato abbastanza agevolmente campione nella cronometro. Sul podio con lui sono saliti Glenn Haden, a 1’11”, e Ben Oliver (Modern Adventure), che ha perso 2’02”. Tra gli under 23, si è imposto Reef Roberts (Groupama-FDJ Continentale), che ha realizzato il terzo tempo assoluto. Noah Hollamby (Zappi) ha chiuso secondo a 35” (anche il suo tempo è stato migliore di quello di Oliver), mentre Lewis Bower (Groupama-FDJ) si è piazzato terzo a 56”.

In Namibia, dopo il dominio dell’anno scorso, Alex Miller ha scelto di non disputare la cronometro. Ad approfittare della sua assenza è stato Martin Freyer, che ha distanziato di 1’57” Jaques Hanekom e di 5’46” Tristan de Lange. Tra gli under 23 ha stravinto Adrian Key, che ah realizzato il terzo tempo assoluto. La prova in linea ha visto élite e under 23 correre insieme con un’unica classifica e ha regalato una grande sorpresa: Alex Miller è stato battuto in una volata a due dal diciottenne Roger Surén, argento mondiale junior della mountain bike XCO nel 2025. Martin Freyer è salito sul terzo gradino del podio, a 40”.

In Uruguay, sorprendentemente, il professionista Thomas Silva (XDS Astana) non è andato oltre il terzo posto in entrambe le prove. Il trentacinquenne Roderyck Asconeguy ha vinto la cronometro, con un margine di 14” su Agustín Alonso e 42” su Silva. Nella corsa in linea, invece, Diego Leonel Rodríguez ha conquistato il suo terzo titolo in carriera, battendo sul traguardo Asconeguy e Silva. Anche fra gli under 23, il favorito Ciro Pérez (AVC Aix Provence Dole) è tornato a casa a mani vuote: l’ex portacolori della Mg.K Vis Costruzioni e Ambiente è stato battuto in entrambe le prove da Pablo Bonilla. Felipe Reyes ha completato il podio nella cronometro e Lucas Ferreira ha fatto lo stesso nella corsa in linea.

Le Continental tra i big

Tobias Aagaard Hansen festeggia il titolo europeo dell'eliminazione
Tobias Aagaard Hansen festeggia il titolo europeo dell'eliminazione © UEC

Le quattro storiche Continental francesi, insieme alla svizzera Elite Fondations, hanno partecipato all’Etoile de Bessèges. La Van Rysel Roubaix ha fatto il colpaccio, vincendo la quarta frazione con Joppe Heremans, mentre la CIC Academy ha centrato la top ten in classifica generale con l’ex Arkéa Léandre Lozouet, decimo. Si è tolta una soddisfazione anche la Nice Métropole Côte d'Azur, che ha vinto la classifica dei GPM con un altro ex professionista, Victor Papon.

La messicana Petrolike e la statunitense APS by Team Cadence Cyclery hanno preso parte alla Volta a la Comunitat Valenciana. Nessuna delle due ha raccolto risultati particolarmente entusiasmanti: a fare le cose migliori è stata la Petrolike, con il ventunesimo posto di Andrii Ponomar in classifica generale e il diciannovesimo di Jonathan Caicedo nella prima tappa. Hanno fatto meglio gli uomini della Soudal-Quick Step Devo in gara con il ramo WorldTour del team: Jasper Schoofs è stato terzo nell’ultima frazione, mentre Viktor Soenens ha raccolto il decimo posto finale.

Tante Continental hanno preso medaglie ai Campionati Europei di ciclismo su pista: la ColoQuick ha ottenuto i migliori risultati, con Tobias Aagaard Hansen, oro sia nell’eliminazione che nell’inseguimento a squadre, e Conrad Haugsted, argento nella corsa a punti. Roger Kluge ha regalato alla REMBE|rad-net il titolo europeo nella madison e il bronzo nell’omnium. La Parkhotel Valkenburg si è presa l’argento nell’omnium con Yanne Dorenbos e il bronzo nello scratch con Vincent Hoppezak. Hanno centrato un secondo posto anche la Credibom/LA Alumínios, con Diogo Narciso nella madison, e la Elite Fondations, con Noah Bögli nell’inseguimento a squadre. L’Italia ha regalato dei bronzi alla Campana Imballaggi-Morbiato, grazie a Mattia Predomo nella velocità a squadre, e alla Biesse-Carrera, con Renato Favero nell’inseguimento individuale. Il terzo posto della Gran Bretagna nell’inseguimento a squadre, infine, ha fatto felici la Visma|Lease a Bike Development, il VC Villefranche Beaujolais e la Hagens Berman Jayco, grazie, rispettivamente, a Henry Hobbs, William Tidball e Ben Wiggins.

L’UCI sta continuando ad aggiungere nuove squadre al proprio database: questa settimana è stato il caso della China Anta-Mentech, che ha perso i kazaki Yevgeniy Gidich (ritirato) e Igor Chzhan, ma si è mossa bene sul mercato europeo, rinforzando il reparto volate: è arrivato lo sprinter neerlandese Jesper Rasch (Parkhotel Valkenburg), accompagnato da validi corridori da treno come l’azzurro Alexander Konychev (Vorarlberg) e l’estone Oskar Nisu (Quick), ed è tornato il velocista cinese Ma Binyan, che, dopo un grande 2024, non ha mai corso a livello internazionale lo scorso anno.

Resta nel mondo Continental anche l’iraniana Crown Tabriz, nota lo scorso anno come Sahand Pump. La principale novità del roster è rappresentata dal quasi cinquatenne Hossein Jahanbanian, che rientra in gruppo dopo dieci anni di assenza. L’UCI ha ufficializzato anche una conferma in casa Nu Colombia: rimane in squadra il trentaduenne Sebastián Henao, ex INEOS e Astana.

Il ritratto della settimana: Joppe Heremans

Joppe Heremans vince la quarta tappa dell'Etoile de Bessèges
Joppe Heremans vince la quarta tappa dell'Etoile de Bessèges © LNC/Xavier Pereyron

Dopo un eccellente 2025 in maglia VolkerWessels, era chiaro che Joppe Heremans era stato un grande colpo di mercato per la Van Rysel Roubaix. Grazie alle sue doti di corridore veloce e resistente, infatti, si adatta molto bene a diverse corse del calendario francese, ma in pochi se lo sarebbero aspettato già vincente a febbraio contro i professionisti. Nella quarta tappa dell’Etoile de Bessèges, il ventiduenne, già decimo nella prima frazione, ha sorpreso tutti e, sullo strappo in cima al quale era situato il traguardo, ha tirato fuori una progressione irresistibile, che gli ha permesso di battere corridori del calibro di Lukáš Kubiš, Paul Lapeira e Matteo Moschetti.

Nel 2026, il belga è passato élite e ci sarebbe da chiedersi come mai, in un ciclismo che corre sempre più veloce, stia venendo fuori solo ora: il motivo è che, fino a qualche tempo fa, ha dato la precedenza alla scuola e ai suoi studi in ingegneria civile. Nell'ultimo periodo ha scelto di concentrarsi maggiormente sul ciclismo e, sebbene abbia terminato gli esami alla fine dello scorso anno, ha deciso di rinviare il tirocinio per effettuare al meglio la preparazione invernale. La scelta ha dato i frutti sperati, con la prima vittoria tra i professionisti a testimoniarlo. Il successo all'Etoile de Bessèges, comunque, non è arrivato dal nulla, ma è stato l'ennesimo passo avanti in un processo di crescita costante che va avanti sin dal suo approdo tra gli under 23. Continuando così potrebbe presto arrivare al WorldTour, categoria già raggiunta dalla sorella minore Ella, che dallo scorso anno difende i colori della Picnic PostNL. La maggiore Kato ha, invece, appeso la bicicletta al chiodo alla fine del 2025.

Joppe Heremans iniziò a correre in bici prima di compiere dieci anni, difendendo i colori di una squadra della sua città natale, Heist-op-den-Berg, nota a livello ciclistico come località in cui si conclude la Heistse Pijl, corsa professionistica vinta lo scorso anno da Paul Magnier. Già nel 2018 si fece conoscere a livello locale, vincendo il titolo della Provincia di Anversa nella sua fascia di età.

Due stagioni dopo, approdò tra gli juniores, con la maglia della Avia-Rudyco. Al primo anno nella categoria sfiorò il successo nel GP De Kroon, in cui venne battuto in volata soltanto da Arnaud de Lie. Nel 2021 dimostrò di aver fatto dei passi avanti, vincendo in tre occasioni in gare del calendario nazionale e disputando anche alcune corse internazionali.

Per il passaggio agli under 23, il belga si accasò alla VDM-Trawobo, con cui disputò la sua prima corsa internazionale non giovanile, la Flèche Ardennaise, che portò a termine, seppur lontano dalle prime posizioni. In un anno in cui l’importante era fare esperienza, ottenne come migliori risultati due ottavi posti, uno dei quali in una gara disputata nella sua città.

Nel 2023 si trasferì alla EFC-L&R-Van Mossel, con cui ebbe la possibilità di disputare le versioni under 23 della Liège-Bastogne-Liège e della Paris-Tours. Nel calendario nazionale mostrò evidenti progressi, ma non riuscì a trovare la vittoria: si fermò al secondo posto a Lierde e chiuse sul podio (in terza posizione) anche il Campionato della Provincia di Anversa e la Schaal Marcel Indekeu.

Per continuare ulteriormente il suo processo di crescita, Heremans scelse di trasferirsi alla Urbano-Vulsteke. Con la nuova squadra, centrò la prima top ten internazionale, piazzandosi sesto alla SD WORX BW Classic. Nel calendario belga, riuscì a trovare la prima vittoria, aggiudicandosi il GP John Hannes, e, grazie a tantissimi piazzamenti, conquistò la classifica finale delle Road Series Under 23.

Lo scorso anno, per l’ultima stagione da under 23, ha fatto il suo esordio nel mondo Continental, firmando con la VolkerWessels. Ha conquistato i primi successi UCI in carriera, vincendo una tappa sia alla Flèche du Sud che alla Course de Solidarnosc et des Champions Olympiques. A testimonianza di un ulteriore salto di qualità, ha concluso al terzo posto entrambe le classifiche generali e ha replicato lo stesso risultato in una frazione del Tour de Slovaquie, corsa professionistica, e nel campionato nazionale under 23. Nel calendario internazionale, inoltre, si è imposto nella Kemmel Koerse.

Dal suo arrivo tra gli under 23, Joppe Heremans è migliorato ogni anno e ci sono tutti i segnali per cui la tendenza possa confermarsi anche nel 2026. A questo punto, per la prossima stagione, l’approdo in una formazione di livello superiore non è da escludere, anche se ha firmato con la Van Rysel Roubaix un contratto professionistico valido anche per il 2027. Certamente il corridore belga sarà molto impegnato in Francia quest’anno, ma non si conosce ancora il suo calendario: sicuramente non parteciperà al Tour de la Provence, ma potrebbe rientrare alla Classic Var.

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