Giro d'Italia

Giro d'Italia Women 2026 - Analisi del percorso

Dolomiti e Colle delle Finestre giudici nobili di una gara esaltante che cresce a 9 tappe; completano il quadro 3 volate, 2 tappe mosse e una frazione finale da interpretare

Il percorso del Giro d'Italia Women 2026 è nero su bianco: percorso per certi versi nuovo, innanzitutto perché cresciuto a 9 tappe, che quest'anno più che mai acquista la stessa aura della gara maschile, un po' per gli scenari che ospiteranno la corsa, un po' per la difficoltà del percorso. Rispetto agli anni passati sale a tre il numero delle tappe pianeggianti, ma le tappe di montagna sono ancora più cattive del solito. Un lieve sbilanciamento verso le scalatrici è provocato dalla presenza della cronoscalata, che sostituisce le prove pianeggianti delle edizioni precedenti. Tuttavia rimane un percorso davvero attraente, che si deciderà con una stupenda tappa sulle Dolomiti e la classica accoppiata Finestre-Sestriere. A chiusura è posta una frazione complicata che può stravolgere la classifica offrendo terreno per attaccare da lontano. Una corsa che quindi ha tutti gli elementi per una conformazione completa, con tappe di ogni difficoltà: dal biliardo al tappone, passando per muretti, salite brevi e salite di media lunghezza. La nuova collocazione in calendario renderà il tutto ancora più gustoso, senza che il Tour de France rubi i riflettori: sarà una corsa assolutamente da seguire.

 

Il percorso del Giro d'Italia Women 2026

Planimetria generale
Altimetria generale

 

Le tappe nel dettaglio

Sabato 30 maggio - 1a tappa: Cesenatico - Ravenna (139.0 km)

Altimetria 1a tappa

Tappa biliardo ovviamente rivolta alle velociste. La vicinanza del mare è l'unico elemento rilevante per i primi 90 km, mentre nel finale è la planimetria del circuito a nascondere insidie: una quindicina di curve popola il circuito di 13.2 km. Per impostare la volata sono fondamentali un inversione a U a 2.2 km dall'arrivo, una curva a destra subito la flamme rouge e una chicane che immette nel rettilineo finale di 350 metri.

 

Domenica 31 maggio - 2a tappa: Roncade (H-Farm) - Caorle (156.0 km)

Altimetria 2a tappa

Frazione quasi identica alla precedente che dovrebbe chiudersi in volata. Il pur impegnativo Muro di Ca' del Poggio (1.1 km al 12.3%, max 19%) a quasi 90 km dal traguardo non dovrebbe spaventare, mentre semmai potrebbe essere di nuovi il vento a complicare gli ultimi km pianeggianti. Si arriva a Caorle con lunghissimi rettilinei, poi con una rotonda a sinistra si entra sul lungomare a poco meno di 4 km dal traguardo. Le cose si complicano con due fondamentali curve a sinistra a circa 2 km dal traguardo in cui il gruppo si allungherà; rimangono ancora una curva a destra a 1300 metri dall'arrivo e una a sinistra per entrare nel rettilineo conclusivo di 600 metri.

 

Lunedì 1 giugno - 3a tappa: Bibione - Buja (156.0 km)

Altimetria 3a tappa

Frazione più frizzante seppur non durissima, dove si potrebbe vedere qualche movimento. Dopo 85 km quasi perfettamente pianeggianti si incontrano le prime ondulazioni: prime rampe arcigne sono sul GPM di Moruzzo, con due brevi rampe (max 15%) prima dell'ultimo strappo (1 km al 6.3%, max 10%). Con qualche altro zampellotto si arriva a Buja, dove si transita una prima volta sul traguardo, posto a metà di uno strappo (800 metri al 5%, max 10%), subito seguito da un altro a San Floreano (600 metri all'8.5%, max 15%). Un tratto meno complicato di circa 15 km porta ai piedi della salita di Montenars (muro di 1200 metri al 12.4%, max 16%), con scollinamento a soli 21.3 km dall'arrivo. L'ultima difficoltà è un ulteriore strappo nel centro di Gemona (800 metri al 6.3%, max 9%), cui seguono 15 km pianeggianti per tornare a Buja; come accennato, l'arrivo è in salita (300 metri al 5.3%, max 10%).

 

Martedì 2 giugno - 4a tappa: Belluno - Nevegal (Cronometro individuale - 12.7 km)

Altimetria 4a tappa

Di fatto è una cronoscalata con pendenze molto cattive: dall'imbocco della salita sono 11 km al 6.4% (max 14%). I primi 5.4 km più veloci (discesa e prima parte della salita) possono offrire un po' di vantaggio alle specialiste rispetto alle scalatrici, ma non si dovrà farsi prendere la mano prima dell'impennata; la pendenza torna a calare negli ultimi 3 km e sarà fondamentale giungere a quel punto con qualcosa da spendere per buttare giù il rapporto e alzare la velocità.

 

Mercoledì 3 giugno - 5a tappa: Longarone - Santo Stefano di Cadore (146.0 km)

Altimetria 5a tappa

Tappone dolomitico molto bello, che ha tutte le caratteristiche giuste: chilometraggio elevato, partenza in salita, molte salite in doppia cifra messe in sequenza. In 146 km si accumulano 3400 metri di dislivello. Dopo 12.5 km di fondovalle lievemente mosso (dove comunque già servono gambe), si incontra il primo tratto di salita per raggiungere Tai di Cadore (circa 7 km al 4.7%; primi 2.5 km al 6.2%). Di fatto non c'è discesa, ma si continua a risalire la valle con tratti di falsopiano sempre più impegnativi, fino ad imboccare l'ascesa vera e propria a Passo Tre Croci (7.9 km al 7.2%, max 12%) che chiude un primo lungo tratto di 56.1 km tutto all'insù. Dopo la discesa servono solo 15 km molto veloci per entrare nel vivo con la salita al Passo di Sant'Antonio (8.3 km al 7.5%, ma privati dei falsopiani iniziale e finale, sono circa 6 km al 9.5%, max 15%). Al termine della discesa si entra nel circuito finale e senza respirare si risale subito a Costa (4 km al 9.1%, max 14%); in cima la strada sale ancora dolcemente per 1.5 km, poi si scende a Costalissolio, dove si sale di nuovo verso Costalta (2.4 km al 3.2%, max 12%). Qui inizia la vera discesa di circa 5 km, che termina a poco meno di 5 km dall'arrivo, anch'essi sensibilmente a favore. Dopo il primo passaggio, la strada torna a salire e con un tratto di circa 3 km al 2.5% si torna ai piedi della rampa di Costa, con tutto quello che segue per tornare al traguardo.

 

Giovedì 4 giugno - 6a tappa: Ala - Brescello (159.0 km) 

Altimetria 6a tappa

Frazione quasi completamente pianeggiante e del tutto priva di dislivelli negli ultimi 100 km. La planimetria è lineare fino agli ultimi 1300 metri, dove una prima curva a destra apre una serie di 6 curve; l'ultima a sinistra si trova a 400 metri dal traguardo, nascosto alla vista da un'altra semicurva a 250 metri.

 

Venerdì 5 giugno - 7a tappa: Sorbolo Mezzani - Salice Terme (159.0 km)

Altimetria 7a tappa

Frazione agevole che potrebbe ancora sorridere alle velociste. La tappa si complica dopo 100 km perfettamente pianeggianti, soprattutto (ignorando i dati ufficiali) con le salite al traguardo volante di Zavattarello (circa 2.5 km al 5.6%) e al GPM di Pietragavina (4.5 km al 4.5%, max 8%). Una discesa veloce porta a Varzi, dove rimangono 20 km di fondovalle a scendere per arrivare al traguardo. Dopo molti km privi di ostacoli si incontra una curva a sinistra in corrispondenza della flamme rouge, quindi un'altra ancora a sinistra a 200 metri dall'arrivo; si segnala che gli ultimi 400 metri sono in leggera pendenza (2% circa)

 

Sabato 6 giugno - 8a tappa: Rivoli - Sestriere (105.0 km)

Altimetria 8a tappa

Tappa regina di questo Giro, non lunghissima, ma con una delle accoppiate più belle del ciclismo; forse la più bella tappa di montagna mai proposta in campo femminile in una corsa, quantomeno negli ultimi anni. A parte qualche lieve ondulazione in avvio, i primi 59 km sono sostanzialmente pianeggianti; poi lo scenario cambia completamente con la salita più dura di questa settimana, nonché Cima Alfonsina Strada: il Colle delle Finestre, salita interminabile di 18.5 km al 9.2%, dalla pendenza tremendamente costante (fa eccezione il primo tratto un po' più ripido, max 14%) e con gli ultimi 8 km in sterrato. Come da tradizione, dopo una discesa molto tecnica, la battaglia proseguirà sulla pedalabile salita di Sestrière, 16.2 km al 3.8% divisi tra i primi 7 km di falsopiano (media 1.8%) e gli ultimi 9.2 km di salita effettiva (media 5.3%, max 9%).

 

Domenica 7 giugno - 9a tappa: Saluzzo - Saluzzo (143.0 km)

Altimetria 9a tappa

Frazione che suscita curiosità e che potrebbe ancora cambiare la classifica. Dopo 45 km agevoli, spacca la corsa la dura salita di Montoso (8.9 km al 9.4%, max 14%), una delle più dure della corsa, ma posta a 90 km dal traguardo. Tuttavia non sarà sicuramente del tutto sprecata, perché il percorso propone altre difficoltà, a partire dalla più agevole Colletta di Paesana (4 km al 5.9%, max 9%), con ulteriore tratto in salita verso il centro di Paesana. Adesso di km ne mancano 70, di cui una dozzina sono in discesa (anche se da pedalare), prima di un'altra dozzina in fondovalle prima della successiva salita, la Colletta di Brondello (6.9 km al 6.5%, ma con un tratto finale di circa 4 km all'8.3%, max 14%). Questa salita è un buon trampolino per cercare azioni azzardate avendo di fronte 38 km, che non sono moltissimi, soprattutto se la corsa fosse esplosa e l'attaccante avesse compagne a disposizione in avanscoperta. La strada scende per 6 km e dopo pochi km in valle risale dolcemente alla Colletta di Rossana (circa 3.5 km al 2.4%), seguita da una breve discesa che riduce a soli 22 km il tratto finale; da segnalare che la pendenza sarà spesso favorevole, quindi il traguardo è più vicino di quanto sembri.

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Francesco Dani
Volevo fare lo scalatore ma non mi è riuscito; adesso oscillo tra il volante di un'ammiraglia, la redazione di questa testata, e le aule del Dipartimento di Beni Culturali a Siena, tenendo nel cuore sogni di anarchia.