Remco Evenepoel impegnato al Criterium del Delfinato © Soudal Quick-Step - Getty Images Sport
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Ma il Delfinato ci ha dato qualche sfidante per Tadej Pogacar? Ni

Luci e ombre sui protagonisti più attesi della corsa francese chiusasi oggi col successo di Roglic. Primoz bene con qualche ma, Remco Evenepoel alla ricerca di se stesso

09.06.2024 22:59

AAA cercasi sfidante. Così si poteva lanciare lo slogan, una settimana fa, per il Giro del Delfinato, alla ricerca di validi sfidanti per l’immenso Tadej Pogačar visto al Giro d’Italia.

Via al Delfinato, quindi, che prende il suo nome da un’antica regione francese, così chiamata dal titolo del suo Signore, ovvero “Delfino”, titolo che diventerà poi quello dell’erede al trono di Francia. Quindi… quale migliore occasione per cercare l’erede al trono del Tour de France? Un trono che ha visto come regnante, nelle ultime due stagioni, il principe di Danimarca, non Amleto ma Jonas Vingegaard, pronto a riprendersi la corona, sì, ma con tutte le incognite del caso dovute al brutto incidente subito ai Paesi Baschi.

E poi, quel Tadej…

Come stanno gli avversari di Tadej in chiave Tour?

E allora via ai pretendenti, in testa Roglic ed Evenepoel, anche loro reduci dalla caduta nello stesso incidente che aveva visto coinvolto Vingegaaard, quindi sicuramente in cerca della miglior forma; subito dietro Carlos Rodriguez e Tao Geoghegan Hart. A osservare, i “gregari” Vlasov e Hindley (per Roglic) e Ayuso, che al Tour lo sarà di Pogačar. E i Visma? Ci sono Jorgenson e Kuss, due personaggi in cerca di autore, pardon, di capitano, anche loro in attesa di capire se Vingegaard ci sarà (ma questo forse lo sanno) e se ci sarà, in quale forma.

L’ultima tappa, forse, ci ha dato più indicazioni di tutte le altre messe insieme, che comunque già qualcosa ci hanno detto, in ottica classifica generale e prossimo Tour. 

Roglic: è sempre il solito mastino, se fa il Roglic è difficilmente battibile; quando si mette a ruota dei suoi (stratosferico Vlasov) e parte negli ultimi 300 metri, le campane suonano a morto. Ma se per una volta non ha la squadra attorno e viene attaccato, come successo nell’ultima tappa… per chi suona la campana? Forse può farlo anche per lui.

Evenepoel: a cronometro è mostruoso, per il resto appare ancora un po’ (un bel po’) la volpe e l’uva. Sicuramente la caduta ai Paesi Baschi e il bis nella mega caduta della tappa di giovedì hanno influito, ma ancora si stacca da troppi corridori, in salita, e soffre i cambi di ritmo. Diverso anche da se stesso di poco più di un anno fa, quando al Catalunya faceva fuoco e fiamme attaccando ovunque. Magari un giorno torneranno grandi giri con cronometro di 60-70 km… lo hanno fatto per Hinault, lo hanno fatto per Indurain… chissà.

Roglic, Evenepoel ma non solo

Matteo Jorgenson al Criterium del Delfinato © Visma-Lease a Bike
Matteo Jorgenson al Criterium del Delfinato © Visma-Lease a Bike

I maggiori pretendenti erano (e forse ancora sono) loro; ma questo Delfinato ci ha consegnato ancora una volta un Matteo Jorgenson veramente forte. In quest’ultima tappa ha rischiato di far saltare il banco, chissà, magari se ci avesse creduto prima… bastava perdere qualche secondo di meno, in effetti. In ogni caso sarà un ottimo appoggio per Vingegaard al Tour (ci sarà? Se sì, in quale forma?).

La sorpresa si chiama Derek Gee ed è una piacevole sorpresa; un solido Carlos Rodríguez si toglie la soddisfazione di una vittoria di tappa, Pedersen è il solito trattore ed è un piacere vederlo macinare chilometri e vincere tappe a lui congeniali; mentre Geoghegan Hart… beh, la fortuna non lo perseguita e a questo punto, la bandiera colorata Lidl sarà probabilmente tenuta da un discreto Ciccone. Discreto ma non è ancora abbastanza.

E lo spettacolo? Ammesso che spettacolo ci debba essere, la sensazione è che l’abbia fatto più la megacaduta della quinta tappa di tutto il resto di una corsa (esclusi gli ultimi 6 km della tappa finale) stile decennio scorso. Tutti in fila dietro la squadra del leader e poi tutti a guardargli il numero sulla schiena mentre alza le braccia al traguardo. Pensare che c’è chi si annoiava a vedere gli attacchi della maglia rosa al Giro. Ma d’altronde, de gustibus… ecc. ecc. 

AAA cercasi sfidante, non si sa se l’annuncio abbia sortito effetti, ma ora si ripete e si sposta un po’ più a est, in Svizzera. Nuovi pretendenti (ci sono?) nuove sfide, nuove corse; tutti in attesa di fine mese, quando qualche risposta alle tante domande, cominceremo ad averla.

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