
Airbag ciclisti nel World Tour. Con Aerobag ci siamo quasi?
Dopo anni di prototipi, aziende fallite e sperimentazione per avere qualcosa di sicuro e aerodinamico, una startup belga sembra aver trovato la quadra per un airbag adatto ai pro. E un team World Tour lo ha già adottato.
Nel ciclismo attuale la priorità è sempre una: la velocità.
E per questo l'innovazione tecnologica è sempre più focalizzata a rispondere a questa esigenza di velocità. Bici e caschi aerodinamici, body cosi aderenti da sembrare una seconda pelle (ma non offrono più protezione), e progressi nelle tecniche di allenamento e nella nutrizione che permettono agli atleti di performare anche dopo ore di corsa.
Questo trend fa perdere di vista qualcosa di importante: la sicurezza, un tema che sta diventando sempre più rilevante come traspare da alcune voci dal gruppo.
Nei giorni scorsi Jonas Vingagard ha rilasciato dichiarazioni che lasciavano trasparire la difficoltà per l'atleta della Visma Lease a Bike nel ritorno alle corse dopo l'incidente dei Paesi Baschi (2024). Un incidente che, come si è detto più volte, ha rischiato di mettere fine a qualcosa di più che la carriera del corridore danese.
E quando pensiamo alla Visma, non possiamo non pensare a Wout Van Aert, che ha iniziato il 2026 nel modo peggiore a causa della sua caduta nel ciclocross di Mol (anche se in questo caso l'airbag sarebbe servito a ben poco). Caduta che è solo l'ultima di una serie di sfortune iniziata nella primavera 2024 alla Dwaars Von Vladeren.
Alcuni corridori, come Stephen Kung si sono in passato detti favorevoli all'adozione di tecnologie protettive, e in particolare di airbag, facendo un parallelismo con quanto accade nello sci. Secondo Kung infatti, sarebbe l'UCI a dover imporre per regolamento l'adozione di protezioni ai corridori e alle squadre.
Tuttavia, le soluzioni attuali non hanno risposto alla richiesta di maggiore protezione, senza dover fare un compromesso con una minor aerodinamica, e questo ne ha frenato l'utilizzo.
Quali sono le tecnologie esistenti al momento
Tra la miriade di tecnologie che possono offrire una risposta e salvaguardare gli atleti in caso di cadute, se ne possono segnalare due:
- Bioracer ha sviluppato un sistema che integra delle protezioni nell'abbigliamento. In particolare aggiungendo degli airbag alle bretelle del pantaloncino per proteggere bacino e clavicole.

- Hövding AB, azienda svedese che ha dichiarato bancarotta nel 2024, aveva inserito un airbag in una sorta di collare, che in caso di caduta si apriva formando un casco gonfiabile. L'uso di questo dispositivo era molto più indicato ai ciclisti urbani, visto che sia amatori che professionisti, indossano caschi protettitivi durante gare e allenamenti
Per quanto riguarda Bioracer, il principale freno all'adozione del loro sistema innovativo veniva proprio dagli atleti. Secondo Jurgen Van De Walle, responsabile vendite dell'azienda Tessenderlo (Belgio) "nessuno in gruppo è disposto a indossare protezioni, a meno che non sia costretto a farlo"
Almeno fino ad oggi.
Aerobag: un'innovazione che associa sicurezza e aerodinamica.
Sul mercato pare essere apparso da poco un dispositivo capace di eliminare ogni dubbio.
Il dispositivo sviluppato dall'azienda belga Aerobag è infatti dotato di "tubi" TPU (lo stesso materiale delle camere d'aria ultraleggere e ultracompatte), che sono integrate in una versione leggermente modificata dei classici pantaloncini.
In caso di caduta, e grazie alla presenza di sensori e di una cartuccia di CO2 sostituibile ad un costo irrisorio (35€), il sistema si gonfia istantaneamente come è possibile vedere in questo video, postato sull'account X @categorycafé :
Il Team Picnic ha già annunciato che utilizzerà Aerobag e il responsabile dell'area business dell'azienda ha fatto capire che "un altro grande team World Tour" annuncerà lo stesso a breve (chissà che non sia proprio il team Visma, vista la vicinanza tra Belgio e Olanda ndr)
Aerobag arriverà nel World Tour?
Al momento questa tecnologia sarà usata solo in allenamento, ma un paio di anni fa anche Prudhomme, direttore del Tour de France, aveva incitato le squadre a non guardare solo alla velocità, incoraggiandole caldamente a dotarsi di sistemi e di abbigliamento più protettivo.
Il team di Aerobag ha dichiarato che sta già collaborando con l'UCI, ricevendo una grande apertura e collaborazione. Secondo l'azienda quindi l'UCI non ostacolerà l'utilizzo del sistema e chissa che l'adozione in corsa non sia più veloce di quanto previdibile fino a poco tempo fa.
