Corse

Presentato il percorso della Parigi-Nizza 2023

La prossima edizione della "Corsa verso il sole" risulta più dura e varia nei percorsi, con addirittura due veri arrivi in salita; a fare da contraltare ci pensa una bizzarra novità

06.01.2023 11:39

È stato ufficializzato ieri, ad esattamente due mesi dalla partenza, il percorso della prossima Parigi-Nizza. Rimangono alcuni punti fissi, come l'arrivo in salita sulle Alpi Marittime al sabato e la frizzante tappa finale intorno a Nizza. Ma ASO ha tentato anche di variare ed innovare il tracciato, a volte con ottime intuizioni, altre volte in modo più discutibile. Emulando forse certi percorsi che hanno reso celebre la Tirreno-Adriatico sono state inserite un paio di tappe con percorso misto particolarmente intense, in particolare la 6a resa anche graficamente accattivante dall'indicazione della pendenza massima su tutti i GPM. Fin qui tutto fantastico, i percorsi misti molto spesso creando grande spettacolo e permettono di variare gli scenari tattici. Quello che risulta meno comprensibile è lo strano ibrido tra cronometro individuale e a squadre che avviene alla 3a tappa: già di per sé una cronometro a squadre di 32 km in una corsa di 8 tappe è decisamente troppo; è ancor più destabilizzante scoprire che si è deciso di prendere il tempo sul primo corridore, che quindi può tagliare il traguardo anche da solo. O siamo di fronte ad una scelta rivoluzionaria, oppure di fronte ad una prova che finirà solo per scavare dei solchi assolutamente irrecuperabili; immaginatevi un capitano forte a cronometro all'interno di una squadra molto forte (prendiamo Roglic o Vingegaard alla Jumbo per esempio): questo sarà lanciato fortissimo dai compagni e poi potrà permettersi di fare un buon tratto da solo perché a sua volta cronoman; viceversa uno scalatore più puro posto all'interno di una squadra più debole perderà terreno sia per colpa della squadra che per colpa di sé stesso. Si spera che il doppio arrivo in salita e i tanti trabocchetti siano in grado di equilibrare il potenziale. Vediamo adesso le tappe nel dettaglio.

 

Domenica 5 marzo - 1a tappa: La Verrière - La Verrière (169.4 km)

La prima tappa non è una banale tappa per velocisti, bensì un lungo circuito ondulato da ripetere due volte che potrebbe subito cogliere qualcuno in castagna. Il muretto di Milon-la-Chapelle posto a 20 km dal traguardo sarà un importante spartiacque; possibile punto decisivo sarà invece la Côte de Dix-sept tournant (circa 1.3 km al 6%) che termina a soli 6 km dal traguardo, peraltro senza discesa.

 

Lunedì 6 marzo - 2a tappa: Bazainville - Fontainebleau (163.7 km)

Questa è la prima delle due frazioni per velocisti puri. Il tracciato apparentemente semplice nasconde i soliti imprevisti della corsa francese: vento e maltempo.

 

Martedì 7 marzo - 3a tappa: Dampierre-en-Burly - Dampierre-en-Burly (32.2 km - Cronometro a squadre)

Ecco la chiacchierata cronometro a squadre, decisamente lunga e con un tracciato particolarmente lineare, perfetto per scavare ampi distacchi. Come anticipato il tempo sarà preso sul primo corridore, inventando una tipologia nuova tutta ancora da testare.

 

Mercoledì 8 marzo - 4a tappa: Saint-Amand-Montrond - La Loge des Gardes (164.7 km)

Ecco il primo arrivo in salita nella Monatagne Bourbonnaise. La tappa è dolcemente ondulata per oltre 100 km, poi si avvicina all'ascesa finale con le prime agevoli salite. A dare una prima scremata al gruppo ci pensano i circa 18 km di salita irregolare che portano al Col du Beaulouis. Infine tutto sarà deciso dagli ultimi 6.7 km al 7.1% verso La Loge des Gardes, salita non banale (soprattutto per essere a marzo) con un primo tratto di oltre 5 km all'8% di media.

 

Giovedì 9 marzo - 5a tappa: Saint-Symphorien-sur-Coise - Saint-Paul-Trois-Châteaux (212.4 km)

La seconda frazione per velocisti è leggermente più mossa, soprattutto nei primissimi km, nonché molto lunga. Sarà un ottimo test in vista della Milano-Sanremo, che dovrebbe comunque chiudersi con una volata a ranghi compatti.

 

Venerdì 10 marzo - 6a tappa: Tourves - La Colle-sur-Loup (197.4 km)

Tappa molto intensa che sembra voler emulare i muri della Tirreno-Adriatico, anche se le salite sono qui piuttosto distanti l'una dall'altra e sembrano condurre verso una volata a ranghi ristretti. In ordine aprono le danze la Côte des Tuilières, storica salita del Tour du Haute-Var, a 117 km dal traguardo, la Côte de Caillan a 85 km dal traguardo, la lunga salita alla Côte de Cabris (a discapito dei dati ufficiali, 9 km al 5%, con la rampa al 20% nel secondo troncone della salita) primo possibile vero punto chiave, posto a 64 km dal traguardo. Una lunga discesa pedalabile, ma tortuosa, porta a ridosso del traguardo, posto dopo circa 500 metri di salita; qui inizia il circuito finale, nonché la salita decisiva a monte di La Colle-sur-Loup, un muro di quasi 2 km che già era stato percorso nella Parigi-Nizza del 2018. A differenza di questo precedente, in vetta non si scende, bensì si sale ancora fino al traguardo volante di Tourettes-sur-Loup, a cui si giunge dopo un altro muretto di 1 km con una massima del 12%. A questo punto rimangono 20.5 km di discesa e fondovalle (forse troppi) e gli ultimi 500 metri di nuovo in salita.

 

Sabato 11 marzo - 7a tappa: Nice - Col de la Couillole (142.9 km)

Torna per la seconda volta quello che rimane il traguardo più alto mai toccato dalla Parigi-Nizza: i 1678 metri del Col de la Couillole. L'avvio è tuttaltro che semplice anche se privo di pendenze probitive: spiccano i 26 km di ascesa verso il 
Col de Vé Gautier (il GPM è posto al termine della salita vera e propria, a Tourette-du-Châteaux). Una discesa insidiosa porta a Puget-Théniers dove si percorre il classico tracciato di fondovalle interrotto dagli strappi a Villar-sur-Var e Tournefort che di solito ci porta i piedi de La Colmiane. Quest'anno si sale invece la salita sorella, che si inerpica esattamente sul lato opposto della valle con pendenze più arcigne: sono 16 km con una pendenza media superiore al 7%; la salita è tremendamente costante, quasi perennemente tra il 7 e il 9% e ottima per fare la differenza, soprattutto in questo periodo dell'anno.

 

Domenica 12 marzo - 8a tappa: Nice - Nice (118.4 km)

L'ultima tappa è quasi identica a quella dello scorso anno (fa eccezione la deviazione dopo La Turbie che porta una prima volta in vetta al Col d'Èze), come da tradizione senza respiro, fatta dal susseguirsi di salite dure ma non durissime e discese insidiose. È stata confermata la novità del 2022 che vede indurire il Col d'Èze tramite una sorta di versante nascosto con un lungo tratto in doppia cifra.

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Francesco Dani
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