
Quando Flora Tabanelli volò con suo fratello sulla testa di Tadej Pogačar
La freestyler emiliana - bronzo nel Big Air ai Giochi olimpici di MilanoCortina - accompagnò la vittoria del campionissimo sloveno sul traguardo di Livigno. Biathlon: Emilien Jacquelin vince l'oro olimpico in staffetta
Prima di lei, il freestyle italiano non aveva mai vinto una Coppa del Mondo generale, un titolo iridato e una medaglia olimpica: Flora Tabanelli - la più giovane azzurra a medaglia ai Giochi di MilanoCortina - si è consacrata con il bronzo nel Big Air, una delle specialità in assoluto più spettacolari del Park&Pipe. Il suo nome, però, non è affatto alieno al mondo del ciclismo, che la scoprì due anni fa nel corso del Giro d'Italia dominato in lungo e in largo da Tadej Pogačar.
Flora Tabanelli e il suo volo al Giro del 2024
Domenica 19 maggio 2024, un giorno ad alta quota sulle strade della corsa rosa: la Manerba del Garda-Livigno supera abbondantemente i 200 chilometri e i 5000 metri di dislivello. Dopo aver scalato il Colle San Zeno, il Mortirolo e il Foscagno, la tappa si arrampica fino ai 2383 metri del Mottolino. Lo show del campionissimo sloveno inizia prima della salita finale: l'incontrastata maglia rosa allunga sul Foscagno per poi raggiungere e staccare l'ultimo superstite della numerosa fuga di giornata, Nairo Quintana, involandosi verso il suo 5° successo di tappa.
Poco prima del traguardo, l'elicottero di ripresa allarga l'inquadratura per catturare un'immagine spettacolare: il volo di due fratelli bolognesi con un paio di sci ai piedi, mentre Pogačar affronta le ultime rampe della salita. Il grande pubblico non li conosce ancora: si chiamano Miro e Flora Tabanelli, 35 anni in due, professione freestylers. Il più grande è stato il primo italiano a salire sul podio in Coppa del Mondo, la seconda esploderà nella stagione successiva, conquistando tre vittorie nel Big Air, la classifica generale, la classifica di specialità e - soprattutto - il titolo iridato in Engadina e gli X Games, il paradiso dei freeskiers.
Il loro debutto olimpico prometteva tanto. Suo malgrado, Miro non è stato all'altezza delle aspettative: il maggiore dei Tabanelli è rimasto fuori dalla finale del Big Air. E la sorella ha corso il serio rischio di non esserci: all'inizio di novembre, durante un allenamento in Austria, l'azzurra si procura una lesione al legamento crociato. Con tanto coraggio (e un pizzico di sanissima incoscienza), l'emiliana torna ad allenarsi a un mese esatto dall'inizio delle gare. Ne potrebbe disputare un paio, ma sceglie di accantonare lo slopestyle (la specialità in cui si eseguono salti e rotazioni su rampe e strutture che ricordano il paesaggio urbano) per puntare tutto sul Big Air. La scelta giusta, a conti fatti: il bronzo conquistato al Livigno Snow Park alle spalle della canadese Megan Oldham e della cinese Gu Eileen è un risultato sensazionale. Quel volo in cima al Mottolino conteneva una promessa di felicità, ma non lo sapevamo.
Emilien Jacquelin conquista l'oro olimpico nel nome di Pantani
Se la Francia ha conquistato l'oro olimpico nella staffetta maschile di biathlon, il merito è in gran parte suo: Émilien Jacquelin, 31 anni, ha conquistato con i compagni di squadra Fabien Claude, Quentin Fillon Maillet ed Eric Perrot uno storico titolo olimpico al termine di una gara vissuta (almeno all'inizio) sulle montagne russe. Già, perché i francesi hanno rischiato seriamente di uscire dalla lotta per le medaglie, complice un clamoroso passaggio a vuoto del primo frazionista: Claude finisce nel giro delle penalità dopo la sessione di tiro in piedi e costringe Jacquelin, schierato in seconda frazione, a una rimonta poderosa dal fondo della classifica. Il biatleta di Grenoble - che sta indossando in gara il celebre orecchino di Marco Pantani - dà spettacolo prima sugli sci, poi al poligono: due serie pulite a terra e in piedi per riportare la Francia in corsa per il titolo. Dopo aver duellato con Norvegia e Svezia nel corso della terza frazione, la Francia chiude i conti con un sontuoso Perrot.
Si dice che le staffette si possano vincere o perdere in quattro. Mai come questa volta, però, un atleta ha fatto la differenza più degli altri. E corre come il Pirata che ha cambiato la sua vita.

