
Arnaud Tendon, un altro ingegnere fa grande la Van Rysel Roubaix
Dopo la vittoria di Joppe Heremans all'Etoile de Bessèges, la Continental francese ha centrato un successo anche al Tour de la Provence, grazie allo svizzero, che, proprio come il belga, è un ingegnere
Terzo appuntamento dell’anno con Mondo Continental. In questa puntata: GP Alaiye e Arnaud Tendon, che, dopo aver vinto il titolo svizzero sia da junior che da under 23, sta facendo bene anche tra i professionisti.
Le corse della settimana
Grand Prix Alaiye

Dopo il GP Antalya, in Turchia, lo scorso weekend, è andata in scena un’altra corsa di un giorno, il Grand Prix Alaiye, che ha fatto, così, il suo esordio nel calendario internazionale. Partenza e arrivo coincidevano con quelli del GP Alanya, disputato dal 2018 al 2022, ma il percorso era molto diverso. Al via erano presenti diciannove squadre, un numero piuttosto alto per una .2 turca: c’erano ben tredici Continental, le selezioni nazionali di Azerbaigian e Kazakistan e quattro formazioni dilettantistiche locali.
Il percorso si snodava su 127 km ed era caratterizzato da tre giri di un circuito, il cui punto di maggior interesse era una salita di circa 4 km, che presentava un finale con punte al 9%. Al termine dell’ultimo passaggio in cima, però, mancavano ancora 40 km e non c’erano più difficoltà altimetriche. Il finale abbastanza agevole ha favorito decisamente le squadre interessate a un arrivo in volata e, infatti, sul traguardo si è presentato compatto un gruppo di una novantina di unità.
Lo sprint ha premiato colui che, probabilmente, poteva essere considerato il grande favorito, Pierre Barbier. Il francese della Terengganu si è imposto in maniera netta, davanti al duo della Konya Büyükşehir composto da Mustafa Tarakci, già vincitore del GP Antalya, e Ramazan Yilmaz. Il polacco Bartłomiej Proć (Wibatech Lubelskie Perła Polski) si è dovuto accontentare di un piazzamento ai piedi del podio, appena davanti al primo degli italiani (ce n’erano due in gara), Lorenzo Cataldo (China Chermin).
Le Continental tra i big

Le quattro Continental classiche francesi, insieme alla XDS Astana Development, hanno partecipato al Tour de la Provence. La Van Rysel Roubaix ha rubato la scena alle altre formazioni di pari livello, grazie a uno straordinario Arnaud Tendon, vincitore della prima tappa e della graduatoria a punti, e a Maxime Jarnet, secondo nell’ultima frazione. Nella classifica generale si è ben comportata la XDS Astana Development, con il quinto posto di Clément Champoussin, in prestito dal team WorldTour, e il nono di Matteo Scalco. Ha fatto bene anche Rémi Daumas, in gara con la Groupama-FDJ United, ma tesserato per il vivaio: il francese ha ottenuto un bel sesto posto finale.
È stata, invece, la svizzera Elite Fondations ad accompagnare le compagini transalpine nelle corse di un giorno dello scorso weekend. La CIC Academy ha recitato la parte del leone, facendo meglio delle altre Continental sia alla Classic Var, grazie al quarto posto di Mathias Sanlaville (e al nono di Lenaic Langella), che al Tour des Alpes-Maritimes, in cui Axel Mariault si è piazzato in settima posizione. Alla Classic Var si è verificato un episodio piuttosto singolare per una corsa professionistica: tutte le Continental al via sono riuscite a centrare la top ten. Subito dietro Sanlaville, infatti, si sono piazzati Alexander Konijn (Nice Métropole Côte d'Azur) e Killian Théot (Van Rysel Roubaix), mentre Axel Bouquet (St.Michel-Preference Home) e Valentin Darbellay (Elite Fondations) hanno chiuso rispettivamente in ottava e decima posizione.
La svedese Lucky Sport ha partecipato, insieme alla messicana Petrolike, alla Vuelta a la Región de Murcia e, in compagnia della statunitense Meridian Racing p/b de la Uz e della portoghese Anicolor/Campicarn, alla Clásica Jaén Paraiso Interior. Nella prima frazione della Vuelta a Murcia le formazioni di terza divisione non sono andate oltre il cinquantaseiesimo posto di Juan Diego Quintero. L’annullamento della seconda tappa e della generale ha impedito al colombiano della Petrolike di migliorarsi. Ha fatto decisamente meglio di lui Héctor Álvarez, portacolori della Lidl-Trek Future, in gara con la nazionale e settimo sul traguardo. Joel Mellby, invece, ha portato la Lucky Sport a raccogliere un’eccellente quindicesima posizione alla Clásica Jaén Paraiso Interior.
Le nove Continental portoghesi hanno preso parte alle due corse di casa di febbraio. Alla Figueira Champions Classic è stata la Aviludo-Louletano a centrare il miglior risultato: Tomas Contte è, infatti, riuscito a chiudere venticinquesimo, a soli 23” dal vincitore. L’argentino è stato protagonista anche alla Volta ao Algarve, in cui ha vinto la maglia dei GPM. Nella corsa a tappe ha fatto bene pure la Anicolor/Campicarn, con un ottavo posto parziale di Santiago Mesa e il diciannovesimo di Artem Nych in classifica generale. Il miglior piazzamento finale di un corridore di terza divisione è, però, il diciassettesimo del solito Héctor Álvarez.
Poco esaltante la prestazione della Petrolike, unica formazione di terza divisione al via della Vuelta a Andalucia Ruta del Sol: la compagine messicana non sono andati oltre il trentaquattresimo posto finale di Juan Diego Quintero e il quindicesimo di Giosuè Epis nella quarta frazione.
L’UCI sta continuando ad aggiungere nuove squadre al proprio database, svelando alcune novità di ciclomercato: è stata ufficializzata la presenza nella categoria del Team Brennan, vincitore a sorpresa del titolo australiano con Patrick Eddy, ex Picnic PostNL. Oltre a diversi giovani di prospettiva, fanno parte della squadra anche alcuni importanti pistard, come i campioni olimpici dell’inseguimento a squadre Oliver Bleddyn (Atom 6-Decca) e Conor Leahy, arrivato dalla CCACHExBODYWRAP insieme a Josh Duffy. Suscita interesse anche l’esordio su strada di Thomas Cornish, in passato campione del mondo nella velocità a squadre.
Per la prima volta è approdata al mondo Continental la Favorit Brno, storica formazione della Repubblica Ceca. La compagine boema ha confermato un occhio di riguardo per la pista, confermando specialisti del settore come Adam Křenek e Denis Rugovac e ingaggiando l’ungherese Bertold Drijver. Il team ha, inoltre, preso ben quattro corridori dalla Pierre Baguette (che ha chiuso i battenti), il più noto dei quali è lo slovacco Samuel Tuka.
La registrazione è arrivata abbastanza tardi, ma la Run&Race-Solarpur sarà in gruppo anche quest’anno, con un roster rivoluzionato: sono partiti il secondo sponsor Wibatech e tutta la colonia polacca. In sostituzione sono arrivati quattro svizzeri, tra cui Luca Jenni (MYVELO) e Nicola Schleuniger, in passato stagista alla Corratec, e il norvegese Sverre Litlere, che lo scorso anno si è ben comportato da stagista della Epronex-Hungary.
Restano in gruppo anche la Plus Performance-ZEO Sport e la Madar. La formazione cilena non ha fatto grossi cambiamenti, mentre quella algerina ha rinforzato sia il blocco dei velocisti, aggiungendo Mohamed Nadjib Assal (Mouloudia Club d’Alger) ai confermati Yacine Hamza e Youcef Reguigui, che quello degli scalatori, con gli arrivi dell’ucraino Anatolii Budiak (Terengganu) e dell’ex campione etiope Bizay Tesfu Redae (Team Amani).
Confermata nella categoria anche la Atom 6-Cycleur de Luxe, che ha rivoluzionato il proprio organico: per rimediare alle tante partenze (una verso il piano superiore) sono stati ingaggiati, tra gli altri, il bermudiano Kaden Hopkins, il danese Magnus Lorents Nielsen (ColoQuick) e i britannici George Radcliffe (XSpeed United) e James McKay. Nessuna novità particolarmente importante, invece, per la coreana KSPO.
Ha cambiato moltissimo la Storck-MRW Bau: solo due corridori della Storck-Metropol di quest'anno faranno parte dell’organico 2026 e fra i volti nuovi ci sono corridori importanti. Il nome di spicco è quello di Matthew Walls (Groupama-FDJ), campione olimpico dell’omnium a Tokyo, in arrivo dopo cinque anni nel WorldTour. Fanno parte del roster anche il campione austriaco Tim Wafler (Tirol KTM), al momento ai box per problemi fisici, e il messicano Edgar Cadena (Petrolike), che lo scorso anno ha messo insieme quattordici top ten. La formazione tedesca, inoltre, ha dato un’occasione ad Alvaro Sagrado, rimasto a piedi dopo la chiusura improvvisa della Illes Balears-Arabay.
Rientra nel mondo Continental, dopo due anni tra i dilettanti, la NAVIHOOD DFT CCN. La formazione iraniana ha riportato la Georgia sulla mappa del ciclismo internazionale, ingaggiando Valeri Mamulashvili e Avtandil Piranishvili. Fanno parte del roster anche otto corridori locali, al momento privi di risultati UCI. Novità anche dalla Danimarca, dove il Team Give Steel, già presente da tempo nel database, ha messo sotto contratto un corridore islandese: si tratta del venticinquenne Kristinn Jónsson, campione nazionale nel 2024.
Continua anche nel 2026 la kirghisa Lokomotiv-Manas (nuova denominazione della Art), che ha confermato tutti i corridori locali e ha preso otto russi: Egor Igoshev arriva dalla Pingtan International Tourism Island insieme ad altri quattro compagni, mentre gli altri tre provengono dalla PC Baix Ebre e tra loro spicca il nome di Ilya Savekin, medaglia d’argento nello scratch ai recenti Campionati Europei di ciclismo su pista. Prosegue senza cambiamenti di rilievo l’altra compagine del paese, la Bishkek (ex Manas-Apex): la novità principale è rappresentata dall’ingresso nello staff di Denis Menchov, vincitore del Giro d’Italia 2009, che avrà, quindi, la possibilità di guidare il figlio Aleksandr.
Il ritratto della settimana: Arnaud Tendon

Tre chilometri all’arrivo della seconda tappa dell’Etoile de Bességes: dopo oltre centocinquanta chilometri di fuga, sotto una pioggia battente, Arnaud Tendon ha staccato i suoi compagni di avventura e cerca da solo di resistere alla rimonta del gruppo. Va vicinissimo all’impresa, ma viene ripreso a soli 100 metri dal traguardo. Per un corridore di una squadra Continental, al secondo anno da élite, il rischio che sia sfumata l’occasione della vita per vincere tra i professionisti e per attirare l’attenzione di compagini più prestigiose è molto alto.
Lo svizzero, però, non si dà per vinto e, dopo soli otto giorni, ci riprova, in occasione della prima frazione del Tour de la Provence. Le condizioni meteo sono ancora pessime e nel finale c’è una sensazione di déjà vu, con il gruppo all’inseguimento, staccato di pochi secondi. C’è, però, una differenza: il ventitreenne non è da solo, ma è accompagnato da Mattia Bais, un altro habitué degli attacchi a lunga gittata. Per evitare una seconda beffa, si mette in testa all’ultimo chilometro e va a tutta: sembra tutto apparecchiato per il sorpasso di Bais, ma il trentino è a corto di energie e non riesce a superarlo. Il gruppo arriva a un passo dal riprendere i due, ma il ricongiungimento avviene solo dopo il traguardo: Tendon ce l’ha fatta.
Difficile immaginare un inizio di stagione migliore per la Van Rysel Roubaix: la formazione francese aveva già vinto una tappa dell’Etoile de Bességes con Joppe Heremans (appena due giorni dopo aver sfiorato il successo con Tendon) e il successo al Tour de la Provence porta già il conto a quota due. Il risultato assume ancora maggior risalto se si considera che nel 2025 la squadra era rimasta a secco e, dal 2007, anno del passaggio nel mondo Continental, solo due volte erano arrivate due vittorie in corse professionistiche (a fine stagione). Sia Heremans che Tendon sono al primo anno nel team, quindi è chiaro che la squadra si è mossa molto bene sul mercato, e, casualmente, entrambi sono ingegneri (edile il belga, meccanico lo svizzero).
Già al primo anno da junior, Arnaud Tendon era un punto fermo della nazionale: disputò diverse gare della Coppa delle Nazioni e fu convocato anche per i Campionati Europei. Centrò il suo miglior risultato stagionale nella prova in linea dei campionati svizzeri, in cui fu quarto. Nel 2020 era molto atteso, ma la pandemia rovinò i suoi piani e, come tutti, fu costretto a limitare molto il suo calendario. Riuscì, comunque, a ben figurare in più di un’occasione: si laureò campione nazionale e si piazzò al decimo posto nei Campionati Europei.
I buoni risultati ottenuti tra gli juniores gli aprirono le porte del mondo Continental già al primo anno da under 23: firmò con la Swiss Racing Academy, precedente denominazione dell’attuale Tudor. In una stagione in cui la priorità era fare esperienza, riuscì comunque a farsi notare: si guadagnò la convocazione per i Campionati Europei e fece bella figura alla Ronde de l’Isard, corsa di un certo prestigio riservata agli under 23. Nella prova francese arrivò più volte vicino alla vittoria, ma dovette accontentarsi di un secondo, un terzo e un quarto posto di tappa.
Nel 2022 la squadra cambiò nome in Tudor e Tendon continuò a farne parte, mostrando dei bei progressi. Conquistò la prima vittoria UCI, aggiudicandosi una tappa del Tour du Pays de Montbéliard, e si tolse altre ottime soddisfazioni. Ormai punto fermo della nazionale under 23, fu convocato per gli Europei, per i Mondiali e per il Tour de l’Avenir e riuscì anche a conquistare una medaglia d’argento nella staffetta mista under 23 della rassegna continentale. Chiuse al secondo posto anche la prova in linea dei campionati svizzeri di categoria. Al di fuori del ciclismo completò gli studi in ingegneria meccanica e terminò anche il periodo di tirocinio.
Nella stagione seguente, la Tudor salì fra i team professionistici, ma decise di lasciarlo nel devo team e lui accusò un po’ il colpo: nonostante fosse, ormai, concentrato al 100% sulla bici, non mostrò particolari miglioramenti rispetto all’anno precedente (anche a causa di alcune cadute) e, nelle gare UCI, non andò oltre un terzo posto di tappa all’Istrian Spring Trophy. Si tolse la soddisfazione di partecipare per la prima volta al Giro Next Gen e fu convocato nuovamente per i Campionati Europei e per il Tour de l’Avenir, ma fu escluso dai Campionati del Mondo. Nel calendario dilettantistico riuscì a vincere una corsa, il Berner Rundfahrt.
Nel 2024, lo svizzero fu confermato dalla Tudor U23, ma continuò a fornire prestazioni altalenanti e raccolse solo quattro top ten in tutto l’anno. Pur non trovando grande continuità, sfoderò una prestazione straordinaria al campionato svizzero under 23: in quell’occasione staccò tutti e tagliò il traguardo con quasi 3 minuti di vantaggio sul primo degli inseguitori. Disputò ancora una volta il Giro Next Gen e i Campionati Europei ed ebbe la possibilità di tornare a partecipare ai Campionati del Mondo, che si svolgevano proprio in Svizzera. Vinse anche una corsa nel calendario dilettantistico, il Tour du Jura.
Terminata la sua esperienza tra gli under 23 senza riuscire a passare professionista, lo scorso anno è passato alla Elite Fondations, formazione dilettantistica elvetica. Nonostante un numero minore di giorni di corsa nel calendario internazionale, si è fatto notare con risultati importanti come il quinto posto nella classifica finale della Flèche du Sud e, soprattutto, il quarto al campionato svizzero, in cui se l’è giocata fino alla fine contro corridori del calibro di Mauro Schmid e Marc Hirschi. Nelle corse dilettantistiche ha fatto grandi cose, mettendo a referto cinque vittorie. Con questi risultati è riuscito anche a strappare una convocazione in nazionale per i Campionati Europei élite.
Quest’anno Arnaud Tendon è passato alla Van Rysel Roubaix e ha già dimostrato di aver fatto un passo in avanti. Ora cercherà di ripetersi per fare quel salto di categoria che aveva già sfiorato in passato. A breve avrà la possibilità di mettersi nuovamente in luce: è prevista, infatti, la sua partecipazione alla Faun-Ardèche Classic e alla Faun-Drôme Classic, in programma rispettivamente sabato e domenica, e a Le Samyn martedì.
