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Volta Ciclista a Catalunya 2026 - Analisi del percorso

Percorso molto bello, aperto da tre frazioni mosse, seguite da tre arrivi in salita a Vallter, sul Coll de Pall e a Queralt, proponendo di nuovo il terribile Coll de Pradell; finale a Barcellona sul Montjuic

La Volta a Catalunya 2026 conserva la formula di 7 frazioni tutte in linea, divise stavolta nettamente in due blocchi: le prime tre frazioni per velocisti resistenti, le ultime quattro per scrivere classifica. Come l'anno passato il percorso propone 3 giornate rivolte agli scalatori, tutte con arrivo in quota, di difficoltà crescente nel disegno complessivo, che fungono da perfetto antipasto per i Grandi Giri. Dopo un arrivo pressoché uniperto a Vallter e una bella frazione con arrivo a Coll de Pal, si ripropone la penultima tappa con il temibilissimo Coll de Pradell e l'arrivo a Queralt dopo altre salite più brevi ma sempre ripide, che l'anno scorso era stata mutilata. Delle restanti quattro giornate, almeno una può comunque creare scompiglio in classifica, ovvero quella finale con il duro circuito del Montjuic. Quattro giornate clamorose che battono a mani basse qualunque percorso della Vuelta (tranne forse quello di quest'anno).

 

Le tappe nel dettaglio

Lunedì 23 marzo - 1a tappa: Sant Feliu de Guíxols - Sant Feliu de Guíxols (172.7 km)

Altimetria 1a tappa

Si comincia con la classica tappa mediamente ondulata intorno a Sant Feliu de Guíxols, leggermente più blanda rispetto alle edizioni precedenti. I due GPM nella prima parte - Alt de Romanyà (circa 3 km al 4.5%) e Alt de Sant Hilari (10 km di falsopiano al 2%, seguiti da 6 km al 5% e altri 10 km all'1.8%) - non sono di per sé particolarmente difficili da superare per molti velocisti ed anche separati da lunghi tratti pianeggianti, ma il finale complicato apre il ventaglio dei favoriti: basti ricordare che due anni fa arrivò da solo Tadej Pogacar, mentre tre anni fa si fronteggiarono in volata Roglic ed Evenepoel. A 7.5 km dal traguardo un ultimo strappo di circa 1.5 km al 5% potrebbe essere un buon trampolino. La strada costiera tortuosa ed ondulata porta direttamente sul rettilineo finale di circa 900 metri, anche questo tutto all'insù (3/4%).

 

Martedì 24 marzo - 2a tappa: Figueres - Banyoles (167.4 km)

Altimetria 2a tappa

Frazione non durissima, ma con molte affinità rispetto alla precedente. L'unico GPM è posto sull'Alt del Purgatori (1.3 km al 7.2%) in avvio di corsa, ma in verità non mancano salite nel finale, per quanto pedalabile: si segnalano soprattutto prima e dopo Olot le ascese al Pla de Sant Cosme (5 km al 3.8%) e al Coll de Caselles (6 km al 3.1%). Inoltre la successiva discesa è spezzata da tre sensibili contropendenze e l'arrivo stesso è posto di nuovo all'insù (ultimi 800 metri al 3%).

 

Mercoledì 25 marzo - 3a tappa: Mont-Roig del Camp - Vila-Seca (159.5 km)

Altimetria 3ca tappa

La terza tappa ha un finale più propriamente per velocisti, ma in compenso un avvicinamento che assaggia le prime vere montagne. Dopo oltre 20 km di fondovalle a salire, si imbocca l'Alt de la Mussara (10.4 km al 6%), seguito presto dal Coll de Capafons (4 km al 4.7%). Altri salite prive di GPM - una dopo Poboleda di circa 2.5 km al 4.8%, quella verso Gratallops di circa 2 km al 6% e quella di Falset di 6.5 km al 3.3% - precedono il Coll Roig (6 km al 4.4%, max 8%), ultima asperità di fiornata a circa 45 km dal traguardo. Chiudono la tappa oltre 30 km quasi perfettamente pianeggianti, dove il gruppo può riorganizzarsi.

 

Giovedì 26 marzo - 4a tappa: Mataró - Vallter 2000 (173.0 km)

Altimetria 4a tappa

La 4a tappa presenta il primo spauracchio: l'impegnativo arrivo in salita di Vallter 2000; si tratta di un'ascesa piuttosto esigente (è il primo GPM di cat.E) soprattutto per una corsa che si svolge a marzo. La tappa si configura come una sorta di unipuerto, ma c'è da dire che già i primi 110 km sono zeppi di ondulazioni: tra queste i GPM del Coll de Parpers (circa 3 km al 5%) e all'Alt de Sant Feliu de Codines (circa 10 km al 4%). Inizia a 60 km dal traguardo un lungo fondovalle, che lentamente lascerà il posto alla salita vera e propria verso il traguardo. Già a Camprodon (dopo 15 km) il falsopiano si fa più impegnativo, con la pendenza che cresce al 3/4% per un'altra decina di km fino all'inizio formale della salita: 11.1 km al 7.6% con pendenze importanti nella prima parte (circa 6 km all'8.5%). Elemento da non sottovalutare sarà l'altitudine: il traguardo è a quota 2135.

 

Venerdì 27 marzo - 5a tappa: La Seu d'Urgell - Coll de Pal (172.0 km)

Altimetria 5a tappa

Prima frazione di un dittico pirenaico meraviglioso degno dei Grandi Giri più belli. Ritorna anche nella gara maschile l'inspiegabilmente sottovalutato Coll de Pal, salita non durissima ma infinita, immersa in un contesto già zeppo di salite. E infatti questa tappa accumula quasi 4500 metri di dislivello in appena 155 km, cominciando a salire molto presto verso Port Colldornat (15.5 km al 4.9%; primo tratto di 8.5 km al 6.5%, max 10%), subito seguita dal Coll de Josa (salita a gradoni di 14 km al 4.2%; ultimo tratto di 2.7 km al 7.3%, max 10%). Dopo la discesa - interrotta verso la fine dalla contropendenza fino al Mirador de Pedraforca (3 km al 4.4%) - si sale al Coll de Fumanya, breve ma ripida salita che corrisponde in parte al terribile Coll de Pradell che deciderà la frazione seguente: sono 5.5 km all'8.9% con punte fino al 16%. Salita tosta, ma comunque ad oltre 60 km dall'arrivo. La lunga è ripida discesa è seguita da soli 7 km di fondovalle prima di salire la Collada Sobirana, anche questa breve ma arcigna (7.3 km al 6.6% con punte fino al 12%). Altra discesa tecnica, poi un ultimo fondovalle a scendere (circa 9 km) per respirare. 2.5 km già in lieve ascesa (media 2.8%) portano a Bagà, dove si incontra un primo strappo di 1 km al 6% (max 9%) per uscire dal paese. Si respira per 1 km poi si inizia a salire una volta per tutte verso il Coll de Pal, per complessivi 17 km al 7.2%; qualche tratto più semplice addolcisce il dato sulla pendenza media: abbastanza presto si incontra il tratto più duro, di quasi 2 km al 10%; dopo qualche metro di respiro comincia un tratto asfissiante di circa 5 km all'8%; un'altra manciata di metri quasi pianeggianti introduce nell'ultimo segmento di 6.5 km al 6.6%, più irregolare, con brevi impennate al 9% alternate a tratti veloci al 4/5%. L'arrivo a quota 2106 con l'ossigeno che inizia a scarseggiare completa la difficoltà di una delle più belle salite spagnole, purtroppo quasi sconosciuta.

 

Sabato 28 marzo - 6a tappa: Berga - Queralt (158.2 km)

Altimetria 6a tappa

La tappa senz'altro più intrigante di questa Volta. È identica a quella neutralizzata per vento l'anno passato. Negli ultimi 120 km si trova pochissima pianura e tante salite in successione spesso con pendenze molto cattive accumulando quasi 3500 metri di dislivello. Dopo una dozzina di km una prima salitella porta a La Guardia (5.7 km al 3.9%, max 10%), quindi 25 km e qualche breve ascesa conduce a Borredà. Qui si svolta a sinistra e si inizia a salire al Coll de la Batallola, salita irregolare già percorsa nella terza frazione, complessivamente di 11.6 km al 3.2% di media: dopo i primi 7.6 km al 3.6% (già irregolari, con punte al 10%) si incontra 1 km di discesa ed un altro quasi pianeggiante; qui inizia un tratto di 1 km al 9.1% (max 15%), seguito da 800 metri semplici (media al 2.8%) e un'ultima impennata di 200 metri (11%). Una discesa tecnica e spezzata da contropendenze porta a La Pobla de Lillet, dove inizia una dozzina di km di fondovalle, gli unici di reale respiro in questa tappa. Arriva quindi il turno del tremendo Col de Pradell, una delle più dure salite catalane, paragonata localmente al Fedaia: in tutto sono 15 km al 6.8%, ma come la salita dolomitica è divisa tra un primo tratto più abbordabile (circa 7.5 km al 5.6%) e una tremenda impennata finale (6.5 km al 10%, max 20%) fatta talvolta anche di lunghi rettilinei. La sua collocazione a 59.7 km dal traguardo la rende un punto chiave della tappa che potrebbe dare grande spettacolo già molto lontano dall'arrivo. Le difficoltà sono ancora ben lontane dall'essere finite e la discesa stessa è spezzata da una salita di 4.5 km al 4.2%; arrivati in fondovalle si torna quasi subito a salire sulle dure rampe della Collada de Sant Isidre (5.1 km all'8.6%, max 15%) posto a soli 26.7 km dal traguardo, dunque altro ottimo trampolino di lancio. La dozzina di km di statale che segue alla discesa sarà essa stessa movimentata da un paio di salitelle, quindi nel centro di Berga si sale al traguardo volante, un attimo prima di imboccare ufficialmente la salita finale di 6 km al 7.2%, con punte in doppia cifra nella prima parte e anche negli ultimi 3 km (media 8.1%, max 12%).

 

Domenica 29 marzo - 7a tappa: Barcellona - Barcellona (95.1 km)

Altimetria 7a tappa

La chiusura vede anche quest’anno protagonista il capoluogo catalano, Barcellona. Si ripropone infatti l'impegnativo percorso delle ultime edizioni che prevede a metà della tradizionale salita al Montjuïc una deviazione a sinistra per affrontare (dopo un breve tratto in leggera discesa) il muro che porta fino al castello: formalmente la salita risulta di 2.5 km al 4.6%, ma con una pendenza massima del 19%; la salita vera e propria è infatti di circa 900 mt, quasi tutta in doppia cifra. Nei 5 km che portano al traguardo è previsto anche l’ulteriore strappo nei pressi dello stadio olimpico, di circa 700 metri al 6%. Dopo un primo transito sul finale, il circuito, privo di pianura, viene ripetuto interamente per 6 volte, totalizzando così circa 55 km senza respiro dove c’è lo spazio per fare scompiglio e ribaltare la classifica.

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Francesco Dani
Volevo fare lo scalatore ma non mi è riuscito; adesso oscillo tra il volante di un'ammiraglia, la redazione di questa testata, e le aule del Dipartimento di Beni Culturali a Siena, tenendo nel cuore sogni di anarchia.